Un anno di pratiche bio-conservative nei suoli marchigiani, presentati i primi risultati

Agricoltura e fertilità, partono i seminari al Parco del Conero

ANCONA – Senza un suolo sano non è possibile ottenere un cibo sano e nelle Marche esiste un grave problema legato ai suoli e dovuto principalmente a fenomeni quali l’erosione, la compattazione e la fratturazione.

Questo il tema con il quale si è aperto ieri l’Open Day di Agribiocons, organizzato da Arca Srl Benefit. Obiettivo dell’evento: scoprire le caratteristiche dei terreni marchigiani e, in particolare, i risultati del primo anno di sperimentazione delle pratiche biologiche conservative, volte alla tutela del suolo e, quindi, a un’offerta di alimenti più sani e migliorativi dell’ambiente.

Su circa il 60% di territorio regionale coltivato, infatti, l’erosione media del suolo è di 1 centimetro all’anno, con punte anche di 3 centimetri. Su un campo di 8 ettari ad esempio – ha spiegato Giuseppe Corti, professore di Pedologia dell’Università Politecnica delle Marche – abbiamo riscontrato una perdita di circa 70 cm di suolo, persi presumibilmente negli ultimi 60-70 anni. Questi 70 cm corrispondono a 56.000 tonnellate di terra persa, a 1.400 tonnellate di sostanza organica persa e, quindi, a circa 2.500 tonnellate di CO2 immessa in atmosfera, che è la stessa quantità che produrrebbe un’auto percorrendo circa 640 volte il giro della Terra”.

Sembrano calcoli complicati, è vero, ma derivano tutti da quel centimetro di terra che perdiamo costantemente ogni anno, che è tra l’altro la porzione più fertile del profilo di suolo. Ecco perché progetti come Agribiocons sono fondamentali per la salute del suolo della nostra regione.

In questo primo anno di sperimentazione – ha dichiarato Simone Tiberi, agronomo di Arca Srl Benefit – abbiamo applicato nei terreni coinvolti il ‘Regenerative Soil System’, che consiste in un insieme di tecniche utili alla rigenerazione del suolo: minime lavorazioni del terreno, utilizzo di cover crops (colture di copertura), consociazioni, concimazione organica e rotazioni colturali quinquennali.”

Un’agricoltura, questa, che va oltre il biologico e dalla quale si attende un’inversione o quantomeno una mitigazione del degrado dei suoli. Tra i primi risultati ottenuti, infatti, si notano i benefici agro-ambientali delle cover crops, come il controllo biologico delle erbe spontanee, una minore suscettibilità all’erosione del suolo e un forte incremento della presenza di lombrichi e api. Anche dal punto di vista delle rese colturali, già da questo primo anno le raccolte sono equiparabili a quelle ottenute con il metodo bio tradizionale (es. girasole tra i 15-20 quintali/ettaro e favino tra i 10-15 quintali/ettaro). Tra l’altro, in futuro, le rese dovrebbero anche aumentare grazie ai benefici delle pratiche sulla fertilità del suolo.

Importante, inoltre, quanto affermato da Stefano Tavoletti, Professore di Genetica Agraria dell’Università Politecnica delle Marche, che si è soffermato sui vantaggi delle consociazioni di leguminose da granella e frumento sia per la raccolta, che in questo anno ha dato ottimi risultati, sia come strategia per il controllo delle infestanti rispetto alle colture sia di favino che di pisello proteico.

La visita in campo, quindi, è servita per vedere da vicino le tecniche adottate e per confrontare le superfici gestite secondo i principi dell’agricoltura biologica “tradizionale” con le superfici curate secondo i dettami dell’agricoltura bio-conservativa. In campo, inoltre, è stata presentata una nuova macchina per agevolare la gestione dei residui colturali e la semina delle cover crops.

Bruno Garbini, Presidente di Arca Srl Benefit, ha sottolineato come il Progetto ARCA – fondato e sviluppato da lui insieme a Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni – sia perfettamente in sintonia con il progetto Agribiocons, anzi quest’ultimo ha l’obiettivo di dimostrare la validità delle tesi e delle ricerche portate avanti da Arca Benefit; entrambi mirano alla rigenerazione del suolo e delle colline marchigiane.

Lo stesso ha confermato Massimo Fileni, Vicepresidente della Fileni Alimentare, che ha ricordato quanto sia strategico il legame con il territorio e con progetti innovativi come questo per la sostenibilità della filiera agricola.

Bruno Garbini, Presidente di Arca Srl Benefit, ha sottolineato come il Progetto ARCA – fondato e sviluppato da lui insieme a Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni – sia perfettamente in sintonia con il progetto Agribiocons,

Agribiocons è un progetto finanziato dalla Regione Marche (ID 29182, SM 16.1.A.2 – PSR Marche 2014/2020). Partner del progetto, oltre ad Arca Srl Benefit, sono la Società Agricola Biologica Fileni, AEA Srl (Loccioni), la Società Agricola Agri Blu e l’Università Politecnica delle Marche.

Per scoprire di più sul progetto Agribiocons: arca.bio/agribiocons

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