Rugbull: gli atleti paralimpici Cardellini e Baldelli si raccontano a Casteldimezzo


PESARO – Sarà l’emozione delle sfide in corso a Tokyo a fare da cornice al terzo appuntamento con gli atleti paralimpici di “Rugbull: promoting rugby in schools as anti-bullying vitamin” in programma mercoledì 1° settembre, alle 21 (ingresso libero e gratuito), nella piazzetta davanti alla chiesa di Casteldimezzo (Q6 – San Bartolo).

Il progetto – promosso dal Comune di Pesaro e rivolto ai giovani e alle famiglie per sensibilizzare e contrastare fenomeni come il body shaming, il bullismo e altre forme di esclusione e discriminazione – torna a coinvolgere il pubblico con le storie di vita e di sport raccontate, questa volta, da Giordano Cardellini, il pesarese tiratore con l’arco e da Michele Baldelli, maratoneta di Borgo Massano. A moderare il dibattito sarà Elisabetta Ferri, giornalista, grande appassionata di sport e fondatrice, insieme alla collega Beatrice Terenzi, della Nazionale femminile di basket sorde.

«Sarà una serata di insegnamenti e di condivisione per tutti – assicura Mila Della Dora, assessore alla Coesione e al Benessere – in cui gli atleti con disabilità potranno raccontare come la loro esperienza abbia insegnato loro a vincere, a perdere, ad affrontare nuove sfide, a rivalutare la propria condizione, a rimettersi in gioco. Rendendoli più forti, a non essere emarginati e protagonisti consapevoli e soddisfatti della propria vita».

L’evento è organizzato dal Comune di Pesaro in collaborazione con l’associazione Pindaro Eventi di Angelo Spagnuolo.

Giordano Cardellini: diventato cieco dopo un incidente in motorino a 19 anni, ora è completamente autonomo, tira con l’arco a livello nazionale con la società pesarese Sagitta Arcieri di Elena Forte e si è già infilato al collo un oro e tre medaglie di bronzo ai Campionati Italiani nella categoria Visual Impaired 1, riservata ai non vedenti.

In “Non siamo Normali”, il libro in cui le giornaliste Elisabetta Ferri e Beatrice Terenzi, raccontano nove storie di atleti pesaresi che hanno trasformato la propria disabilità in energia, Cardellini ricorda: “Il 13 agosto di ogni anno faccio una festa. È il giorno del mio incidente: lo festeggio perché è un giorno che non va dimenticato. Le mie colleghe mi hanno scritto un biglietto che conservo con affetto: da una vita ferita a una vita fiorita. Penso che racchiuda bene cosa sono diventato”.

Michele Baldelli: atleta di Borgo Massano, fin dalla nascita ha dovuto fare i conti con una terribile malattia, un glaucoma congenito che ha colpito tutti e due gli occhi. È tesserato parallelamente con due società, l’Osteria dei Podisti di Osteria Nuova e la Anthropos di Civitanova Marche, che gli permette di partecipare a gare paralimpiche di livello nazionale con i non vedenti (categoria T11).

Le sue specialità sono i 10.000 metri, la mezza maratona e la maratona, distanze sulle quali si è laureato campione italiano. Grazie allo sport e al supporto dell’Unione Ciechi di Pesaro ha superato complessi momenti di sconforto e di crisi interiore durante la sua giovinezza.

Commenti

commenti

Articoli Correlati

Loading...