Macerata, inaugurato il primo Centro per uomini autori di violenza

MACERATA – L’ATS 15 – Comune di Macerata è stato individuato dalla Regione Marche, con l’accordo degli altri Ambiti provinciali, come referente per la realizzazione del Sistema regionale di servizi e interventi rivolti agli uomini autori di violenza, in collaborazione con la stessa Regione e gli Ambiti Territoriali Sociali capoluoghi di provincia.

Il Sistema è stato definito tramite una procedura di co – progettazione che ha consentito innanzitutto l’individuazione di più partner del settore privato con i quali definire le modalità operative. All’avviso infatti, hanno risposto diverse realtà regionali che si occupano da anni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e nello specifico sono Polo 9 Società Cooperativa Sociale – Impresa Sociale, capofila del progetto, Il Faro Società Cooperativa Sociale, On the Road Cooperativa Sociale, Labirinto Cooperativa Sociale

Inoltre, la co – progettazione ha consentito la partecipazione attiva di molteplici soggetti pubblici che hanno contribuito attivamente alla costruzione del progetto definitivo: le Questure di Macerata, Pesaro, Ancona, Fermo Ascoli, le Procure di Pesaro, Ancona, Macerata, gli Ambiti Territoriali Sociali provinciali, il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria Marche-Emilia Romagna, le Prefetture di Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro, i Carabinieri di Ancona, l’Ordine degli Avvocati di Macerata e Ancona, l’Ordine Psicologi Marche, il Garante dei diritti dei detenuti Giancarlo Giulianelli, l’Ufficio Esecuzione Pene Penale Esterna (UEPE) di Macerata e di Ancona.

Il Sistema prevede due diverse linee di azione strettamente interconnesse tra di loro. La prima riguarda il set up e l’avvio di un Centro per Uomini Autori  o potenziali autori di Violenza (CUAV Marche) con sede principale a Macerata e articolazioni dislocate una per ogni provincia della regione, anche attraverso l’implementazione e il potenziamento dei servizi già esistenti, prevedendo così la diffusione della presenza di tale servizio nei territori al momento sprovvisti, in modo da garantire un’omogeneità degli interventi e delle prese in carico in tutte le Marche.

Il Centro – inaugurato questa mattina alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli, del vice sindaco Francesca D’Alessandro,  della presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche Maria Lina Vitturini, di Maria Elena Tartari dirigente della Direzione Politiche sociali della Regione Marche, della dirigente dell’ATS 15 Carla Scarponi e di Antonella Ciccarelli, Andrea Tridico, Renato Albucci e Massimo Panfili  dell’equipe di lavoro – si trova in via Roma 158.

L’azione, finanziata con fondi del Dipartimento Pari Opportunità, inoltre, prevede la definizione di un sistema di intervento integrato con i servizi specializzati per il supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli e la redazione di prassi operative regionali, anche in vista della stesura delle linee guida nazionali ancora in fase di strutturazione. 

“Il progetto regionale che vede l’ATS 15 come referente rappresenta uno strumento di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere che, nelle varie fasi di azione, ha coinvolto tutto il tessuto sociale della comunità, dalle istituzioni fino ai privati –  è intervenuto il sindaco Sandro Parcaroli -. È importante in primis offrire dei servizi specializzati per il supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli e, al contempo, avviare un percorso di rieducazione e riabilitazione nei confronti di chi compie atti di violenza o è un potenziale autore di violenza.”

“Al 31 ottobre al Centro Antiviolenza CAV SOS Donna sono arrivate 221 chiamate e 180 sono state quelle prese in carico. Questo significa che- ha affermato il vice sindaco e assessore alle Pari opportunità e ai Servizi sociali Francesca D’Alessandro – nel corso del 2022, 180 donne hanno deciso di intraprendere un percorso di accompagnamento sociale, legale e psicologico, e di fuoriuscita dalla situazione di violenza. Un dato che ci deve far riflettere.

Oggi viene inaugurata una struttura che si prefigge l’obiettivo di intervenire sulla cultura degli uomini e lavorare per far loro acquisire la consapevolezza che la violenza è un problema offrendo, allo stesso tempo, un percorso di accompagnamento al cambiamento. Un cambiamento necessario, quanto urgente, per combattere, contrastare e prevenire la violenza nei confronti delle donne. La cultura del rispetto reciproco deve divenire la base su cui costruire una strategia per la parità di genere attraverso un lavoro collegiale e trasversale. E le iniziative del Sistema regionale di servizi e interventi rivolti agli uomini autori di violenza presentato oggi vanno proprio in questo senso”.

“Il contrasto alla violenza sulle donne è la nostra mission – ha detto Maria Lina Vitturini presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Marche – . Ringrazio la Regione che ci ha concesso un bel finanziamento il quale ci consente ogni tre mesi di indire un bando che ci permetgte di dare contribuiti permette dono al territorio di vivere. Oggi siamo pionieri di un progetto importantissimo: la violenza non è malattia ma retaggio culturale e gli uomini che la commettono,  vanno sì, puniti ma anche rieducati”.

“La Cooperativa Il Faro lavora sul territorio provinciale ormai da 30 anni e si è sempre occupata di servizi socio-assistenziali e educativi a favore della comunità, minori, adulti, anziani, disabili – ha detto Andrea Tridico della cooperativa -. In particolare dal 2014 abbiamo scelto di occuparci di violenza di genere. Abbiamo aperto uno sportello antiviolenza a Civitanova Marche, poi una casa rifugio e una casa di semiautonomia e nel 2019 abbiamo iniziato a gestire il Centro antiviolenza provinciale di Macerata e gli sportelli di Porto Recanati, Civitanova Marche e Castelraimondo. Nelle case di accoglienza le operatrici si occupano della gestione delle emozioni e delle paure dei bambini e delle bambine, testimoni e vittime al tempo stesso della violenza domestica. Sono diverse le attività laboratoriali ed educative che svolgiamo con loro oltre a quelle di sensibilizzazione che facciamo ogni anno nelle scuole.

Quindi – prosegue Tridico – abbiamo capito che mancava un pezzo del puzzle: il lavoro con gli autori di violenza. Ed è partito questo progetto condiviso che ci vedrà attori in primis ma anche destinatari di un pensiero che vede come possibile e necessario ‘il lavoro sul problema sociale maschile’ e dare la possibilità agli uomini che agiscono violenza di ‘scegliere il cambiamento’ e di ‘rifiutare il sistema di potere’, di dire ‘no’. Questo è un impegno civile e politico che deve vedere le operatrici dei Cav e noi operatori dei Cuav lavorare su due fronti diversi ma con un obiettivo comune che è quello della parità di genere”.

“Il progetto CUAV Marche – ha affermato invece Antonella Ciccarelli coordinatrice Polo9 -, ente capofila azioni di progetto – rappresenta una opportunità per la rete delle relazioni territoriali e per le sinergie al contrasto delle violenze sulle donne. La violenza non è un fatto privato ma di interesse pubblico, che ha bisogno di interventi congiunti e coordinati”.

La seconda azione prevede soluzioni abitative, a valenza regionale e idonee a far fronte alle necessità relative sia alla zona nord che alla zona sud delle Marche, per consentire, dove necessario, l’applicazione degli artt. 282 bis CPP e 384 bis CPP per favorire l’allontanamento d’urgenza del maltrattante dalla casa familiare. 

Dalla procedura di co-progettazione, sono stati individuati due appartamenti, uno ad Ancona, per la zona nord, uno a Macerata per la zona sud per un totale di cinque posti letto mentre sono stati anche definiti accordi con strutture ricettive per le urgenze.

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