40 anni dalla frana di Ancona: serie di eventi per ricordare l’evento che cambiò la città

ANCONA – Prenderanno il via sabato 10 dicembre 2022 gli eventi dedicati al ricordo della Frana di Ancona che si verificò tra il 12 e il 13 dicembre 1982. Fu un fenomeno che coinvolse 342 ettari di terreno urbano e sub-urbano. Tra le aree maggiormente colpite, il Borghetto, Posatora e, in parte, Torrette.

L’esteso movimento franoso danneggiò due ospedali e la Facoltà di Medicina dell’Università di Ancona, lese o distrusse completamente 280 edifici, per un totale di 865 abitazioni, divelse la ferrovia e la strada costiera su di un fronte di circa 2,5 chilometri. La frana provocò anche danni alla popolazione: 3.661 persone (1.071 famiglie) vennero evacuate dall’area colpita dal dissesto. Circa 500 persone persero l’impiego.

Per ricordare l’evento e riflettere sui cambiamenti che ha prodotto nella città, sono previsti in occasione del quarantennale diversi appuntamenti, oltre alla realizzazione di un video con immagini inedite, realizzato dal giornalista Rai Claudio Sargenti.

Questo il programma :

SABATO 10 dicembre h 10.00: Piantumazione alberi dal Parco Fiorani al Borghetto – aperto a tutti;

DOMENICA 11 dicembre h 10.00: Passeggiata al Borghetto – Partenza dalla chiesetta di Posatora;

LUNEDI’ 12 dicembre h 17.30: Inaugurazione mostra fotografica al Circolo Belvedere, Posatora visitabile nei giorni 12/13/14 dicembre dalle 17.30 alle 19.00;

h 18.00 Presentazione del libro Ieri ed oggi, la grande frana di Ancona con proiezione video inedito: La notte della frana – Circolo Belvedere, Posatora;

GIOVEDI’ 15 dicembre h 18.00: Presentazione del libro Ieri ed oggi, la grande frana di Ancona con proiezione video inedito: La notte della frana ed esposizione di foto storiche – Casa del Popolo, Palombella

VENERDI’ 16 dicembre h 21.00: Performance musicale di Peppe Consolmagno – Circolo l’Incontro, Torrette.

Tutti gli eventi sono gratuiti. Per informazioni: 392 774 0040.

“Questo anniversario – afferma l’assessore alla Protezione civile Stefano Foresi – è il momento del ricordo e della gratitudine per quanti in questi anni si sono prodigati per Posatora, ma è anche e soprattutto la celebrazione di una rinascita: dopo quarant’anni è stato ricostruito un quartiere ferito, in cui oggi si trova uno dei parchi più frequentati della città. A Posatora abbiamo il meraviglioso Parco Belvedere per i ragazzi, per i giovani, per le famiglie, per gli eventi, il Fiorani che crescerà anch’esso, a servizio della cittadinanza, e l’area degli ex Saveriani che con i campetti è diventata un punto di riferimento per il quartiere e per la città”.

“Il quarantesimo anniversario della grande frana di Ancona – afferma l’assessore alla Frana e ai Lavori Pubblici, Paolo Manarini  segna un momento molto delicato per il nostro territorio e per il Paese, un momento in cui prevenzione e urbanizzazione responsabile sono parole chiave e parole d’ordine. L’esperienza anconetana, di conoscenza profonda dei fattori di rischio determinati dalla frana Barducci, di ricerca di soluzioni su misura e all’avanguardia, di progresso nell’applicazione delle tecnologie di gestione e di convivenza con il rischio, ci hanno portato fino a oggi.

Siamo a quarant’anni da un evento geologico importante, con una strada lunga e rilevante alle spalle, in cui le nostre soluzioni tecnologiche hanno fatto scuola a livello mondiale e in cui il sistema di monitoraggio è cresciuto e si è perfezionato. Non ci siamo fermati alle tecnologie di allora ma abbiamo attivato una importante collaborazione con l’Università politecnica delle Marche, che ci consente di essere ancora più precisi. La raccolta dei dati, il loro studio, l’organizzazione sistematica, sono sicuramente il preludio di ulteriori passi avanti che ci consentiranno di procedere in modo sempre più efficace nell’applicazione dei nostri sistemi di early warning, per una sempre maggiore sicurezza della cittadinanza e per una migliore valorizzazione del nostro territorio”.

“Il fenomeno della grande frana di Ancona – afferma l’assessore all’Ambiente Michele Polenta – caratterizza in modo strutturale e significativo il nostro territorio e dal punto di vista ambientale questo non è solo un monito ma è soprattutto una condizione geomorfologica con cui la Pubblica Amministrazione deve confrontarsi, dal punto di vista della gestione e della prevenzione. In questo ultimo aspetto, la cura consapevole dell’ambiente gioca un ruolo importante: la chiave è senza dubbio una gestione corretta e responsabile dei principali fattori di rischio, che non può prescindere dalla sinergia di una rete di soggetti diversi, dagli enti, alle università, agli istituti di ricerca, alle realtà specializzate del terzo settore.

Solo con questa rete qualificata è possibile dare risposte efficaci ai problemi più rilevanti, primo tra tutti il dissesto idrogeologico. Con un gesto simbolico, che però è il segnale di un impegno concreto che questa Amministrazione porta avanti da anni, nell’anniversario dei 40 anni della frana del 1982 saranno piantati nuovi alberi: segno di uno stile di gestione del territorio che parte dai gesti più semplici e naturali, per arrivare a una vera e propria governance allargata in cui ciascun soggetto, per le proprie specificità, è artefice è responsabile della salvaguardia, della sicurezza e della bellezza dei luoghi in cui viviamo. La zona di Posatora e del Borghetto oggi sono, e saranno sempre di più, uno dei polmoni verdi di Ancona”.

Come specificato dall’assessore Manarini, a marzo 2022 è stata firmata una convenzione tra il Comune di Ancona e l’Università Politecnica delle Marche, che segna una evoluzione significativa nel sistema di early warning e che ha lo scopo di favorire ulteriori ricerche sul campo, attraverso un dettagliato programma di ricerca, analisi e monitoraggio della ex frana Barducci e delle aree limitrofe. L’Università impiegherà nel progetto il proprio personale strutturato per l’esame dei dati presso il data base del Comune. Le informazioni ottenute sono sintetizzate in rapporti periodici semestrali e forniranno un rapporto finale al termine della ricerca.

Oltre a questa importante attività di studio dell’area è stata ultimata la realizzazione di un nuovo sistema di allerta acustico per l’eventuale evacuazione degli abitanti qualora si verificasse una crisi geologica. E’ stata inoltre prevista la possibilità di trasmettere un messaggio vocale in caso di necessità, che sarà diffuso dalle stazioni di rilevamento di via del Carmine e di strada della Grotta.

Tra le altre attività significative di gestione e contenimento del fenomeno si segnalano la costante pulizia dei fossi e delle uscite a mare.

L’attività di manutenzione dei fossi è eseguita con cadenza annuale, per garantire il deflusso delle acque meteoriche e di scorrimento superficiale, così da rendere più sicura l’area attraverso l’allontanamento delle acque. Nel corso del 2022 è stata effettuata anche una bonifica idraulica più approfondita, che ha interessato gli attraversamenti che corrono sotto la via Flaminia e la ferrovia e che conducono le acque provenienti dai fossi verso il mare. A protezione di questi interventi saranno anche posizionate griglie monodirezionali con lo scopo di impedire che i prodotti mossi dalle mareggiate ostruiscano gli attraversamenti.

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