Il logo ufficiale di Alma è un dono del grande artista marchigiano Enzo Cucchi

Siamo felici di annunciare la nascita del logo ufficiale di Alma. Si tratta di un logo molto speciale perché è un dono del grande artista marchigiano Enzo Cucchi. Cucchi ci ha regalato l’immagine di un suo disegno che d’ora in poi caratterizzerà tutte le iniziative e le uscite pubbliche di Alma.

Il particolare selezionato raffigura una nidiata di uccelli bianchi sovrastati da un misterioso uccello nero, severo e protettivo come una madre, e ben si addice al progetto dell’associazione e al significato del suo nome che Sandro Pascucci (Presidente ALMA) descrive con queste parole: “Alma come anima, prima ancora come madre nutrice… fertilità versus sterilità, sensibilità oltre virtualità, analogia intra digitalità”.

Per tutti noi è stato un emozionante segnale di sostegno e riconoscimento al progetto della nostra associazione e ne siamo onorati. Un ringraziamento speciale va a Edo Antomarini, Alessandro Cucchi e Marino Severini che hanno reso questo possibile.

Nella seconda metà degli anni ’80 una nuova generazione di insegnanti ha ricoperto le cattedre di Cinema d’Animazione alla Scuola del Libro di Urbino e i disegni di Cucchi sono diventati di casa, “pane santo” per i denti e le menti di allievi e giovani professori: erano energia nuova e magia antica, una fonte visionaria di ispirazione che aleggiava nelle aule che allora erano dentro il Palazzo Ducale di Urbino. Quei disegni hanno lasciato un segno forte e permanente nella formazione di due generazioni di disegnatori riuniti oggi in Alma. Forse ora non è un caso se ci si reincontra quasi tutti, in qualche modo, in questo nuovo inizio.

In una intervista Cucchi ha definito così la nostra regione: «Le Marche di per sé hanno un peso tutto loro, un’armonia, hanno tutta l’attualità di un’emozione che è necessaria ad un artista. Non voglio dire che l’acqua dell’Adriatico è l’acqua santa, ma è l’acqua che ha rinfrescato tutte le cose. Piero si è sciacquato gli occhi in quest’acqua. Le Marche sono lo specchio dell’Italia, non l’ho detto io, lo dicono tutti, è questa terra, è lei, lo specchio dell’Italia». Grazie Maestro.

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