A Loreta Minutilli il Premio per la giovane promessa della letteratura nazionale 2019

SAN BENEDETTO – Domani sera, giovedi 27 giugno, alle ore 21,30, alla Palazzina Azzurra, si terrà la cerimonia di consegna del “Premio per la giovane promessa della letteratura nazionale 2019” a Loreta Minutilli per il suo libro “Elena di Sparta“.

L’iniziativa è dell’associazione “I Luoghi della Scrittura” insieme a la “Fabbrica dei Fiori” con il patrocinio ed il sostegno dell’Amministrazione Comunale, della Regione Marche, della Bper Banca. Coordineranno la serata Adele Micozzi e Sonia Loffreda insieme ai soci dell’Associazione e agli studenti del “Club dei Lettori” del Liceo Scientifico.

Loreta Minutilli è nata nel 1995 in provincia di Bari, dove ha conseguito la laurea triennale in Fisica. Il suo racconto “L’universo accanto” si è classificato tra i cinque finalisti del Premio Campiello Giovani 2015. Il romanzo “Elena di Sparta” è stato uno dei nove finalisti della XXXI Edizione del Premio Calvino. Vive a Bologna dove studia Astrofisica.

«Se la bellezza era davvero potere, perché non potevo far nulla senza consultare qualcuno che fosse sopra di me? Non riuscii tuttavia a maledire la mia bellezza. Non lo feci mai. Mi piaceva essere bella e non mi biasimo per questo. Qualsiasi ragazza al mondo, allora come oggi, avrebbe venduto la propria anima pur di essere me».

Elena di Sparta, la più bella del mondo, rivendica il diritto di tutte le donne di esprimersi non rimanendo imprigionate nel proprio corpo. Quando, dopo dieci anni e dopo il famoso assedio di Troia da parte dei Greci, Elena viene riportata in patria, Menelao ha solo una domanda da farle: perché? Perché ha deciso di scatenare una guerra? La risposta di Elena è semplice. Le sembrava l’unico modo per dimostrare a tutti l’esistenza di Elena di Sparta, l’unico modo che aveva di essere ascoltata.

«Racconta, allora», le dice Menelao. Ed Elena comincia a raccontare. Fin da piccola l’idea di essere considerata una dea le era parso qualcosa di grandioso, presto quella pura illusione si infrange. Teseo la rapisce e la stupra, quando Castore e Polluce, suoi fratelli, vanno a riprendersela viene data in sposa a Menelao e diventa la regina di Sparta. Ma Elena non si accontenta e decide di fuggire con Paride verso Troia, città in cui le donne contano quanto gli uomini, in cui possono scegliersi i mariti.

Presto però si rende conto che anche lì il suo parere non è richiesto. Elena racconta non per ammettere colpe né per giustificarsi. Non vuole essere compresa o perdonata, lo fa perché la sua storia, quella di una donna prigioniera del proprio corpo o identificata con esso agli occhi degli uomini, possa infine uscire dalle sue viscere e trovare pace.

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