A Martinsicuro torna “TripAdminchion”: venerdì 26 agosto la serata ironica e divertente festeggerà anche i 40 anni della Vecchia Lampada


MARTINSICURO – Al Ristorante Enoteca Vecchia Lampada di Martinsicuro, venerdì 26 agosto tornano l’ironia e il divertimento, fulcro e chiave di successo del Premio TripAdminchion, che dopo lo stop per la pandemia torna in scena.

La manifestazione nata dalla volontà di assegnare un’onorificenza adeguata, una visibilità, un riconoscimento alle persone che si impegnano durante l’anno a combinare grandi “cavolate”, in termini comici e goliardici, nell‘edizione 2022 assume particolare importanza: quest’anno, infatti, cade nella ricorrenza dei 40 anni di attività, punto di riferimento della ristorazione del territorio, grazie all’impegno di Fabiano e Letizia Di Buonnato e più recentemente di Gianluca Soragna, giunto ad affiancare i due fratelli, andando a sostituire una figura storica, quale quella di Aldo Camilli, dopo il suo pensionamento.

Il premio riscuote il timore di quanti partecipano; tra i partecipanti, infatti, saranno presenti sicuramente le dieci persone che riceveranno il premio, per aver combinato qualche cavolata durante l’anno, ma è anche un premio ambito, per vedere così riconosciuto pubblicamente il proprio errore. Il tutto, al momento della premiazione, viene condito da video che raccontano l’involontario errore, condiviso così da tutti, tra le risate degli stessi involontari protagonisti.

Nel corso della serata, in programma alle ore 20, con la conduzione di Antonella Ciocca e allietata dal duo musicale “Anna e Maira”, si potranno gustare piatti della tradizione ed assistere al cabaret del Magico Alivernini, in collaborazione con l’Associazione Lido degli Aranci.

Era il 1982, quando mio padre aprì l’attività – dice Fabiano Di Buonnato, nella foto con Letizia Di Buonnato e Antonella Ciocca  – all’inizio era un piccolo ristorantino, che contava una ventina di posti nel periodo invernale, mentre nel periodo estivo c’era una zona esterna, con ulteriori ottanta. Nel corso degli anni, fino al ‘95 quando è venuto a mancare, sono stati realizzati dei cambiamenti e dal ’95, quando siamo entrati mia sorella e io, abbiamo continuato l’attività, ampliandola e ristrutturandola.

All’inizio c’era una prevalenza di lavoro con la pizzeria e la ristorazione: puntava soprattutto ad una cucina tradizionale, semplice, come quella di nostro padre, con un occhio più attento alla presentazione dei piatti, guardando, però, all’innovazione. Insomma, lo stile è rimasto quello. Anche nella pizzeria, negli ultimi quattro anni, abbiamo aggiornato l’impasto, secondo le esigenze del mercato attuale – prosegue Di Buonnato – il lavoro del passato, dunque, lo abbiamo arricchito con un’enoteca ed una linea di ristorazione adeguata, che ha aperto a cerimonie ed eventi.
Inoltre, abbiamo avviato numerosi progetti di degustazione e serate a tema, che hanno fatto si di avere anche una clientela più attenta e più esigente, sempre in linea, però, con quelli che erano i nostri obiettivi”.

Stefania Mezzina

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