Acqualagna, inaugurato il nuovo allestimento del Museo Antiquarium Pitinum Mergens

ACQUALAGNA – E’ stato inaugurato questa mattina, in occasione della 57^ Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, il nuovo allestimento del Museo Antiquarium Pitinum Mergens. Il taglio del nastro è stato preceduto da una conferenza, con i saluti del Sindaco Luca Lisi, con gli interventi dell’archeologo Oscar Mei, docente dell’Università di Urbino, e degli archeologi Luca Mandolesi e Agata Aguzzi di Arte s.r.l, che hanno illustrato la nuova organizzazione museale, nonchè l’attuale posizionamento delle collezioni ospitate, che risalgono ai ritrovamenti, nel 1995, della Villa Colombara, fattoria romana del II secolo a.C. tra cui la riproduzione di un telaio in 3D, la nuova frontiera della comunicazione museale.

Il nuovo allestimento è stato finanziato dal Comune di Acqualagna, che ha siglato un accordo con l’università di Urbino per future ricerche archeologiche nella località Pole di Acqualagna. In apertura della conferenza è intervenuto Diego Voltolini, funzionario archeologo del Ministero della Cultura, che ha parlato di sostenibilità.

“Per sostenibilità intendiamo la possibilità di creare un’attrattiva culturale sfruttando la risorsa archeologica, riuscendo però a mantenere da un lato, quella che è la tutela e la conservazione del patrimonio e dall’altro quella che è la sua concreta accessibilità. La Soprintendenza ha provveduto al reinterro conservativo della Villa Colombara di Acqualagna. Per reinterro conservativo intendiamo il livello massimo di protezione, affidato a una ditta specializzata, di tutti i resti della villa, in quanto rappresenta il modo migliore per conservare un sito archeologico e abbiamo puntato ad una valorizzazione indiretta, quella attraverso il Museo, quindi un luogo che sta all’interno di un nucleo cittadino accessibile a tutte le categorie di pubblico e implementabile nel tempo.

Reinterrando il sito lo preserviamo per le future possibilità poiché ci permetterà, conservandosi, di fare delle future progettazioni e di ampio respiro, per poi valutare come rendere quel sito concretamente un’attrattiva a livello di rete, che rappresenta un’altra chiave di lettura dell’archeologia nel territorio. Abbiamo condiviso di individuare quelle che sono le peculiarità identitarie di ogni città e dare vita a una rete con i territori circostanti, per creare un’offerta turistica realmente attrattiva. Quindi in un’ottica di rete, l’idea di un museo dedicato a una villa romana, ma non a una città, crea quell’unicum che lo va a differenziare dai territori vicini.

La città continuerà, nello stesso tempo, ad essere oggetto di studio, di ricerca e anche di future proposte che stiamo portando avanti a braccetto con l’Università di Urbino, con il professore Oscar Mei, che discende dagli studi del professor Mario Luni, che di fatto è colui che ha scavato la Villa Colombara. Progredire negli studi su Acqualagna significa portare avanti quel tipo di indagini, che ci consentono di avere una grande conoscenza della città per poi andare a scavare in modo mirato laddove sappiamo che c’è quel particolare, quell’unicum, quell’elemento identitario che distinguerà Acqualagna da ‘Forum Semproni’ o ‘Tifernum Metaurense’ e da altre città romane nell’area del Metauro e del Candigliano”.

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