Addizionali Irpef, la classifica dei capoluoghi di provincia al voto per le amministrative 2019

ANCONA – In vista delle prossime elezioni amministrative, in cui andranno al voto, nelle Marche, tre capoluoghi di provincia (Pesaro, Urbino e Ascoli Piceno), il tema delle tasse può assumere un certo rilievo nella campagna elettorale delle forze politiche, non solo alla prima tornata del 26 maggio, ma anche, eventualmente, al ballottaggio del 9 giugno.

In Italia, una tassazione in particolare, poco evidente ma altrettanto presente, ovvero le addizionali regionali e comunali Irpef, è aumentata in modo costante negli ultimi anni, e la nostra regione non fa eccezione. Inoltre, già per quest’anno la legge di Bilancio 2019 non ha confermato il blocco di tali aliquote, dando la possibilità ai comuni di agire nuovamente su questa leva fiscale: tutto questo, insomma, potrebbe già bastare a farne una questione da programma elettorale.

L’elaborazione di Confprofessioni – in base al rapporto realizzato dall’Assemblea dei presidenti regionali e dall’Osservatorio delle libere Professioni insieme al Il Sole 24 Ore, su dati del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) – evidenzia che nei capoluoghi di provincia dove si terranno le prossime elezioni comunali, tra il 2012 e il 2016, le addizionali sono aumentate del 4,76% a Pesaro, al primo posto in questa classifica “in negativo”, e poi del 3,43% a Urbino e del 3,03% ad Ascoli Piceno.

Per Confprofessioni Marche, una simile spinta al rialzo delle addizionali Irpef conferma la necessità di lanciare un appello ai futuri sindaci, per una politica più responsabile nei confronti delle libere professioni e del lavoro autonomo, tra le forze più produttive, e al tempo stesso, più tartassate del Paese.

“Un fisco locale più leggero può liberare risorse ed estendere maggiori tutele a favore dell’autoimprenditorialità e dei tanti professionisti e dei lavoratori autonomi della nostra regione – ha dichiarato il presidente Gianni Giacobelli -il nostro auspicio per i comuni che andranno presto alle urne è che i prossimi amministratori alleggeriscano, e di certo non inaspriscano ancora, una tassazione che già incide pesantemente sulla crescita delle libere professioni, e quindi anche dell’economia delle Marche e dell’Italia stessa. Ci auguriamo, invece, che lavorino per realizzare vere e proprie politiche di sostegno e di incentivo a queste categorie che non rimangano solo sulla carta, ma che si traducano effettivamente in azioni efficaci e risultati concreti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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