Al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro si chiude la mostra di Oscar Piattella

PESARO – La mostra “Disgregazione e unità. Solcando la misura rinascimentale di Urbino”, personale di Oscar Piattella (Pesaro 1932) al Centro Arti Visive Pescheria volge al termine domenica 11 ottobre e si concluderà con una importante donazione dell’artista alla sua città.

Alle ore 11 in piazza della Creatività di fronte alla Pescheria, si terrà la cerimonia di donazione al Comune del “Polittico per Pesaro” (2014 -2020), chiaro riferimento alla Pala di Giovanni Bellini, sommo esempio del Rinascimento conservato ai Musei Civici.

Accanto a Oscar Piattella saranno presenti e interverranno le autorità cittadine: il Sindaco Matteo Ricci, l’Assessore alla Bellezza Daniele Vimini, il Presidente di Fondazione Pescheria Silvano Straccini; oltre agli storici dell’arte Bruno Ceci e Aldo Iori e al collezionista Fernando Barbetti Presidente della Inveco Holding Spa, main sponsor della mostra. A moderare l’incontro, il curatore Alberto Mazzacchera.

L’evento conclude l’esposizione aperta il 26 giugno scorso, organizzata, in omaggio agli 88 anni del maestro e nell’ambito delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Raffaello, da Fondazione Pescheria in collaborazione con il Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza e la Regione Marche, e con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Urbino.

In mostra il corpus di opere dell’ultimissima quanto densa produzione del pittore pesarese che, nell’atelier sotto le imponenti pareti rocciose del Catria, per una vita intera ha indagato declinazioni e rifrazioni della luce, raggiungendo inusitate vette spirituali con le sue creazioni astratte. Come sottolinea il titolo, Piattela ha nutrito e nutre la sua ricerca di matrice informale, solcando la misura del Rinascimento matematico del Ducato di Urbino. Da qui l’idea di presentare l’artista in concomitanza ai tributi per Raffaello, figlio di quella superba cultura.

Così Mazzacchera: “Nel nuovo Millennio il suo cammino sapienziale lo ha condotto in una dimensione spirituale da dove si può partire per immaginare le forze dell’universo: così le sue tavole si sono popolate dapprima di stelle ed infine dei segni degli spazi cosmici. In questa rinnovata fase, in cui ha saputo trovare una nuova sorgente creativa gli è stato di grande aiuto l’essere tornato a ragionare sugli esempi del Rinascimento matematico urbinate. (…) Quell’ipnotico rincorrersi di punti, di linee, di quadrati, di rombi, di onde in armonica alternanza cromatica cela un lavoro duro e senza tregua, magistralmente sfumato sui bordi in un non finito, che ha la potenza di emozionare nel rimando all’infinito universo.”

L’evoluzione artistica di Piattella si legge attraverso 55 dipinti su tavola, in tre sezioni legate da un potente e preciso uso del colore. Un cromatismo che anche quando perde spessore materico a vantaggio di superfici levigate, si mantiene inalterato. Nel Loggiato due nuclei di lavori “storici”: 10 opere “materiche” (a partire dal 1957) e 18 opere “semi-materiche” (anni 2000-2011) e nella chiesa del Suffragio 26 dipinti più recenti accanto al grande polittico per Pesaro.Oltre che in occasione della presentazione del mattino, domenica la mostra si visita dalle 15 alle 18 come
da orario d’apertura.

Oscar Piattella (Pesaro, 1932) sin dall’inizio delle sue esperienze artistiche si muove nell’ambito dell’Informale con una particolare attenzione ai materiali. Il suo esordio artistico avviene con la prima personale alla Galleria Ariete di Milano nel 1958 presentato da Franco Russoli. Il lavoro di Piattella si snoda nel corso degli anni Sessanta e Settanta in modo del tutto autonomo, solitario ma mai avulso dalla contemporanea ricerca europea alla quale egli guarda con estrema attenzione.

Molte sono le partecipazioni ad avvenimenti internazionali e numerose sono le esposizioni personali quali: Milano, 1958, 1968, 1973, 1975; Roma, 1960, 1970, 1971, 1978, 1980, 1987; Torino, 1973; Urbino, 1987, 2017; Bologna, 1988; Parigi 1989, 1997; Perugia, 1991, 2019; Taiwan 1997, 2000; Genova, 1998; Pesaro, 1982, 2002; Tours, 2006; Gubbio 2010; Tournay, 2013; Monte Vidon Corrado, 2016.

Numerosi sono i premi ed i riconoscimenti nazionali che gli sono stati tributati.

Commenti

commenti

Articoli Correlati

Loading...
WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com