Al Museo della Ceramica e al Teatro di Sant’ Antonio di Rapino la mostra di pittura Due donne in arte tra figurativo e concettuale e il Festival intermediale di arte visiva, musica e ceramica

RAPINO – Due nuovi eventi culturali di rilievo si terranno a Rapino, al Museo della Ceramica e al Teatro di S. Antonio, domenica 13 luglio, a partire dalle ore 20.30.

Il primo è una mostra di pittura, organizzata e curata dall’architetto Raffaele Paolucci, che vede la partecipazione, per la prima volta, di due donne, la cui vita, per ragioni diverse, è fortemente legata a Rapino e al suo territorio. Due nuove protagoniste della scena culturale Anna Maria Memmo e Rachele Vitacolonna che attraverso la loro arte, l’una figurativa, l’altra concettuale, esprimono con la pittura, la loro idea di bellezza, di armonia e di arte. Si tratta di un contributo e di un confronto espressivo molto prezioso, unico nel suo genere e mai rappresentato a Rapino prima d’ora.

Il secondo, che inizierà dopo l’inaugurazione della mostra, riguarda invece la Ceramica, questa volta interpretata attraverso uno straordinario gioco di suoni e luci, da qui il nome della manifestazione CERAMICA | SUONO | LUCE. Si tratta di un festival intermediale dedicato all’incontro tra ceramica, arte sonora, luce e musica visiva, ad opera di uno straordinario artista tedesco, Ingo Bracke. Il progetto nasce nella cornice dell’ex Convento di Sant’Antonio, oggi utilizzato come Teatro Auditorium Comunale e integrato dal Museo della Ceramica, che forma un polo culturale straordinario. Lo spazio del teatro si fonde con le immagini della ceramica, diventando palcoscenico per musica visiva, arte sonora, installazioni luminose e trasformazioni ceramiche contemporanee. Il luogo diventa esso stesso contenuto: il silenzio dello spazio sacro incontra la materia luminosa, la terra ceramica vibra con frequenze digitali.

Il festival si propone come piattaforma per la ricerca artistica, il coinvolgimento della comunità e un’esperienza culturale condivisa. La ceramica non è quindi solo un elemento espositivo e ornamentale, ma diventa corpo sonoro, scultura luminosa, spazio performativo.

L’artista crea installazioni, concerti visivi e opere acustico-ceramiche in dialogo con il luogo, la sua storia e la comunità. Questo nuovo format artistico, costituito dalla terra, dal suono, e dalla luce rappresenta un innovativo linguaggio espressivo, in cui le forme, i materiali e i colori della tradizione assumono un nuovo significato.

Il festival ha cinque obiettivi principali:

  • innovare la tradizione ceramica locale attraverso linguaggi artistici contemporanei

  • promuovere la partecipazione attiva della comunità locale e delle scuole

  • stimolare l’inclusione sociale e la coesione intergenerazionale

  • attivare reti internazionali con artisti, artigiani, università e festival

  • rafforzare l’identità culturale e il turismo sostenibile nei territori interni

Il format è pensato come un modello replicabile di rigenerazione culturale nei contesti rurali. Il programma unisce installazioni immersive, workshop, performance notturne, arte partecipativa e valorizzazione delle competenze artigianali. Le opere create e condivise diventano simboli di una nuova alleanza tra arte, territorio e comunità.

NOTE

INGO BRACKE – Biografia artistica

Ingo Bracke, nato nel 1972 a Bad Neuenahr-Ahrweiler e cresciuto nella regione tedesca del Palatinato, vive e lavora attualmente tra Berlino, Norimberga e nuovamente nel suo territorio d’origine. Dopo esperienze formative e professionali a Barcellona, Bratislava, Singapore e Sydney, ha sviluppato una pratica artistica intermediale e transdisciplinare.

Artista visivo, scenografo e regista, Ingo Bracke lavora all’intersezione tra architettura (d’interni), installazione, arte luminosa, performance e musica. I suoi progetti si sviluppano in site-specific e combinano spazio, luce e suono in opere effimere e immersive. Egli concepisce la scenografia come forma narrativa e performativa, in stretta collaborazione con artisti di musica, danza e teatro.

In questo modo, illumina letteralmente e metaforicamente i temi insiti nei luoghi, rendendoli percepibili attraverso risonanze tematiche e artistiche. Le sue opere fondono realtà quotidiana, messa in scena, performance e “arte assoluta”, unendo approccio intellettuale e esperienza sensoriale.

Nella sua poetica si intrecciano realtà quotidiana, elementi performativi e “arte assoluta”, con una forte attenzione al contesto storico e simbolico dei luoghi. I suoi formati artistici ibridi si collocano tra installazione museale, regia operistica e cultura festiva barocca, dando vita a una forma d’arte scenografica autonoma e profondamente immersiva. Ha ideato il formato originale della “LichtOper” (Opera di Luce), una performance-concerto intermediale in cui il suono incontra la luce in tempo reale.

Bracke ha realizzato opere luminose e installazioni artistiche in tutto il mondo, tra cui a Sydney, Singapore, Amsterdam, Eindhoven e Berlino. Ha curato progetti per istituzioni come il Museo Bach di Eisenach, l’Istituto Fraunhofer e il Parlamento Tedesco. Le sue opere museali e nello spazio pubblico trasformano edifici storici, piazze e paesaggi in esperienze sensoriali temporanee.

Attualmente è coinvolto nello sviluppo di nuovi festival intermediali e progetti culturali transdisciplinari in Germania e Italia.

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