Al Teatro Sperimentale di Pesaro la consegna dell’Alberto Sordi Family Award 2022


PESARO – Sabato 17 settembre – vera e propria chicca del ricco calendario dell’International Police Award Arts Festival – il Teatro Sperimentale accoglie un doppio appuntamento dedicato ad Alberto Sordi, uno dei più grandi attori del cinema italiano che ha ricoperto diversi ruoli in divisa, legato a Pesaro da un legame speciale. Le due proposte sono ideate e condotte da Igor Righetti, giornalista e conduttore radiotelevisivo Rai, cugino di Sordi da parte della madre dell’attore Maria Righetti e autore del libro Alberto Sordi Segreto (Rubbettino, 2020), giunto alla decima ristampa.   

Il premio Alberto Sordi Family Award 2022 

Si parte alle 21 con la cerimonia di consegna dell’”Alberto Sordi Family Award 2022”, prestigioso riconoscimento che ogni anno, dal 2017, viene assegnato ad artisti italiani e internazionali e personaggi dell’informazione, cultura e imprenditoria che si sono distinti per il loro talento e per aver contribuito a far ‘crescere’ la società nel suo complesso. I premiati di questa edizione sono: Angela Mariella direttrice di Rai Isoradio (sezione radiofonia), Angelo Maria Perrino direttore del quotidiano digitale Affaritaliani.it (editoria digitale), Riccardo Signoretti direttore dei settimanali Nuovo e Nuovo Tv (editoria periodica), Andrea De Micheli fondatore, presidente e amministratore delegato di “Casta Diva Group”, azienda quotata su Euronext Growth Milan, presente in 4 continenti e in 15 città (sezione tv, comunicazione e creatività); (Casta Diva Group), il cantautore Povia vincitore del Festival di Sanremo 2006 con il brano “Vorrei avere il becco” (sezione musica) e l’attrice star di Bollywood Shefali Shah per la prima volta in Europa, vincitrice del National Film Award come migliore attrice non protagonista per la sua interpretazione in “The Last Lear” e dello Screen Award per il miglior cast d’ensemble (sezione cinema).

Durante la serata, Povia canterà il suo brano ‘Siamo italiani’. Il premio è nato da un’idea di Igor Righetti, in collaborazione con gli altri familiari Sordi e Righetti e con il colonnello Orazio Anania – ideatore e promotore dell’Apoxiomeno International Award e dell’International Police Award Arts Festival – perché il ricordo dell’Alberto nazionale sia sempre presente. Consiste in un bassorilievo dorato disegnato dal maestro Giuseppe Raffa e realizzato da Aurart di Massimo Palombo, che raffigura il vigile Otello Celletti interpretato da Sordi nel 1960. Negli anni è stato assegnato, tra gli altri, ai Premi Oscar Colin Firth, Hellen Mirren e Robert Moresco, Gina Lollobrigida, Mark Strong, Matt Dillon, al regista Andrei Končalovskij, Antonella Ponziani (ultima musa di Federico Fellini), alla contessa Patrizia de Blanck (con cui Alberto Sordi ebbe una bella storia d’amore nel 1971), al programma “Striscia La Notizia” e al direttore della fotografia Giovanni Mammolotti.  

L’evento-spettacolo “Alberto Sordi segreto” 

Al termine della cerimonia di consegna, un evento-spettacolo unico in cui il pubblico scoprirà per la prima volta la vita fuori dal set del grande attore legato da un profondo affetto per Pesaro e le Marche: ‘Alberto Sordi segreto”, tratto dall’omonimo libro di Igor Righetti con la prefazione del critico Gianni Canova, giunto alla decima ristampa in due anni dall’uscita e che ha collezionato 5 premi letterari di cui due internazionali. 

Così Igor Righetti: “l’Alberto Sordi Family Award 2022 si sposa perfettamente con l’International Police Award Arts Festivalin quanto Alberto era molto sensibile al tema della legalità e altrettanto vicino con simpatia alle Forze dell’ordine. Non a caso ha interpretato vari personaggi in divisa nei film “Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo” di Mauro Bolognini del 1956, “Il Vigile” diretto da Luigi Zampa e “Il Commissario” di Luigi Comencini del 1962. Alberto fu il primo grande attore italiano politicamente scorretto. I suoi film ci divertivano, erano istruttivi e di denuncia del malcostume politico e morale, di speculazioni, convivenze e ricatti. Alberto mi diceva che la voce e l’immagine continuano a vivere anche dopo la morte. È vero, lui non è più tra noi ma i suoi film lo hanno reso immortale. Un artista che ha dedicato la propria vita al suo pubblico che considerava una famiglia, quello stesso pubblico che non lo dimenticherà mai perché Alberto è entrato nel cuore di tutti e, probabilmente, è stato ed è tuttora l’attore italiano più amato”.  

Alberto Sordi segreto’ è un evento-spettacolo – continua Igor Righetti – che da 2 anni, dal centenario della nascita di Alberto, ho già presentato in 53 città italiane. Ho aspettato il centenario per celebrarlo con il libro e con lo spettacolo perché a noi familiari aveva fatto una raccomandazione: ‘I vostri ricordi con me e con i nostri cari raccontateli soltanto quando sarò in ‘orizzontale’. Ad Alberto la parola morte non piaceva. ‘Allora mi farete felice – ci diceva – perché sarà anche un modo per non farmi dimenticare dal mio pubblico che ho amato come fosse la mia famiglia e per farmi conoscere alle nuove generazioni’. Così ho fatto. Con il pubblico ha condiviso la sua vita professionale, ma non quella privata sulla quale sono state create tante fake news”.  Uno spettacolo, quindi, lontano dai luoghi comuni con foto inedite provenienti dagli album di famiglia, video e musica.  

Il profondo legame affettivo di Alberto Sordi con Pesaro e le Marche 

Sono molto felice di presentare il Premio e l’evento-spettacolo Alberto Sordi segreto a Pesaro – rivela Igor Righetti – perché Alberto aveva un profondo legame affettivo con questa città e con le Marche. Ben pochi lo sanno. Per due motivi: il primo perché la madre Maria Righetti aveva vissuto a Pesaro per alcuni anni dove cominciò a muovere i primi passi come insegnante di scuola elementare così come suo padre Pietro Sordi il quale si diplomò al Conservatorio Rossini. E proprio a Pesaro si conobbero e si sposarono nel 1910. Alberto ci diceva sempre che se i suoi genitori non si fossero conosciuti a Pesaro lui non sarebbe mai nato. E proprio in questa città, Alberto volle festeggiare il suo 70° compleanno alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Alberto era legato anche alle Marche per la grande amicizia con il regista e impresario teatrale Mario Mattoli, nato a Tolentino, il quale nel 1942 gli affidò il primo ruolo importante come co-protagonista nel film “I tre aquilotti”. Con Mattoli, Alberto collaborò per molto tempo anche in teatro; fu lui a credere per primo nel suo grande talento, molti anni prima di Federico Fellini con il quale lavorò per la prima volta nel 1952 ne “Lo Sceicco bianco” e poi nel 1953 ne “I Vitelloni”. Per questi motivi Alberto amava frequentare le Marche di cui ha sempre parlato con grande affetto con noi familiari. Con il suo amico compositore Piero Piccioni era solito andare al relais a due passi da Fabriano “Il Marchese del Grillo”, la settecentesca residenza estiva del fabrianese Onofrio del Grillo, personaggio realmente esistito e reso celel 1981 grazie al film diretto da Mario Monicelli”.  

www.internationalpoliceawardartsfestival.it

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