Al via ad Ancona il Caffè Alzheimer


Ha preso il via ieri nei locali della ex prima Circoscrizione il programma del Caffè Alzheimer di Ancona, organizzato dall’associazione Alzheimer Marche in collaborazione con il Comune di Ancona. In una sala gremita, i responsabili dell’associazione e le psicologhe hanno salutato le persone intervenute per seguire il programma insieme con i loro familiari, in un clima di festa e di grande serenità.

Sono intervenuti in rappresentanza del Comune l’assessore alla Partecipazione democratica Stefano Foresi insieme con la consigliera Susanna Dini. “Siamo orgogliosi – ha detto Foresi – di essere qui oggi con tutti voi. C’è voluto molto impegno organizzativo ma lo abbiamo fatto volentieri perché è un progetto prezioso per la nostra comunità”. Foresi e Dini si sono poi complimentati con l’associazione ribadendo l’appoggio dell’Amministrazione a questo progetto, presentato da Daniela Renzulli, organizzatrice e coordinatrice delle attività dell’associazione, insieme con Rosella Bordi e Mauro Barletta, membri del direttivo. Le attività sono poi state condotte dalla psicologa Chiara Pigliapoco.

‘Caffè Alzheimer Diffuso’ è dedicato a familiari e persone affette da patologia di Alzheimer. Nel corso degli incontri, con cadenza settimanale, saranno proposte attività di tipo terapeutico, informativo, di svago, di socializzazione, con l’obiettivo di aumentare il livello di appropriatezza nella relazione di cura, comprendere i bisogni e le fragilità delle persone affette da patologia di Alzheimer, offrire conforto e supporto ai familiari. Oltre che per le persone anziane malate, il Caffè Alzheimer è pensato per familiari e badanti che li assistono, ed è aperto a persone anziane sole, fragili, desiderose di stare in relazione con gli altri. Le attività svolte, mirate a mantenere le abilità residue, sono finalizzate alla socializzazione e al benessere della persona. In particolare sono previste attività di stimolazione della memoria, attività ricreative e di benessere psico-fisico, attività ludiche ed espressive, spesso accompagnate da musica, danze e uscite sul territorio.

I pomeriggi si articolano in diverse fasi: un primo momento dedicato ai saluti, all’accoglienza, alla conversazione informale; un secondo momento dedicato alla stimolazione cognitiva, cioè alla sollecitazione dell’orientamento personale temporale-spaziale, dei ricordi, delle percezioni delle altre capacità della mente, attraverso esercizi e giochi cognitivi di volta in volta diversi e adattati ai presenti; segue infine il momento dedicato alla merenda. Alle persone che assistono i malati, il progetto offre momenti di condivisione delle fatiche quotidiane, di confronto e conforto, informazione, supporto, in un’ottica di adattamento e di mantenimento di una buona qualità di vita nonostante la malattia.

Il “caffè” di Ancona è un appuntamento fisso settimanale che si tiene tutti i giovedì dalle 16,30 alle 18,30 nei locali della ex prima circoscrizione in via Cesare Battisti 11c. La partecipazione è gratuita con obbligo di prenotazione al 371/3215869 – info@alzheimermarche.it.

Il progetto ‘Caffè Alzheimer Diffuso’ è sostenuto dal Bando Fondazione Roche per i pazienti e dalla Fondazione Maratona Alzheimer e patrocinato dal Comune di Ancona, capofila della rete Città Sane OMS in Italia, che mette in rete i Caffè di 19 città italiane.

L’invenzione dei Caffè Alzheimer è di uno psichiatra olandese, Bere Miesen, e risale all’anno 1997, a Leida. Da quel momento questa esperienza si è sviluppata a macchia d’olio: dapprima nei Paesi Bassi poi nel Regno Unito, in Italia, in Grecia, in Australia e negli Stati Uniti d’America. Rivolto principalmente a coloro che affrontano le fasi iniziali della malattia, il Caffè Alzheimer viene concepito come un luogo sicuro nel quale si respira un’atmosfera rilassata e accogliente, dove i partecipanti possono esprimere sé stessi, essere ascoltati e trovare conforto nella loro lotta contro l’isolamento e la solitudine.

“E’ il luogo – spiegano gli organizzatori – dove familiari e fragili possono recarsi insieme, scoprire che non sono soli e capire come altri fanno fronte alla malattia e alle sue conseguenze. In questo ambiente le persone con disturbi di memoria o con demenza insieme ai propri familiari possono incontrarsi per vivere momenti di condivisione, svago, per trovare supporto e informazioni, scambiarsi esperienze e confrontarsi con professionisti, in un contesto accogliente ed informale, arricchito dalla presenza di volontari”.

Proprio perché i volontari sono figure fondamentali all’interno di questa associazione, i responsabili rivolgono a tutti l’appello a unirsi a questo progetto per regalare un po’ del loro tempo, delle loro competenze, della loro disponibilità, ai malati e alle loro famiglie.

Commenti

commenti

Articoli Correlati

Loading...