Alla scoperta della “leadership sapiente”: Padre Natale Brescianini interpreta le quattro virtù cardinali in funzione della loro applicazione in azienda

PORTO SAN GIORGIO – Si è concluso, presso il David Palace di Porto San Giorgio, il ciclo di incontri gratuiti  organizzati dalla Compagnia delle Opere Marche Sud su “Business to people: la leadership sapiente”, programma sostenuto dalla Camera di commercio delle Marche all’interno del Progetto “Business to People”.

Insieme a Padre Natale Brescianini, monaco camaldolese e “life coach”, i partecipanti hanno completato un percorso in due giornate dedicato alle quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza) che possono essere considerate anche valori essenziali nella relazione e quindi per la piena umanizzazione dell’azienda intesa come comunità organizzata.

“Viviamo in un periodo di grande trasformazione – commenta Massimiliano Di Paolo, direttore della Cdo Marche Sud – e ragionare sulla sapienza nella leadership significa cercare la sostenibilità dell’azienda attraverso la valorizzazione delle persone che vi lavorano, riuscire a gestire con equilibrio le nuove sfide che si presentano, mettere le persone al centro ma, soprattutto, essere “centrati”, non in balìa degli eventi”.

Gli incontri sono stati interattivi, con esercizi ed attività collettive, momenti operativi attraverso i quali i partecipanti, facilitati dal docente, hanno identificato le azioni necessarie ad agire le virtù nell’attività quotidiana in azienda.

“La leadership – ha spiegato Padre Natale Brescianini – non è tanto una questione di “posizione gerarchica” ma di “postura”. Il leader sa tenere insieme il suo ruolo e l’essere persona, competenze ed attitudini, risposte e domande, tenendo in considerazione il fatto che queste ultime sono davvero importanti, se si pongono nel modo giusto, anche perché nessuno può avere tutte le risposte.

La prudenza è la capacità di trovare la giusta velocità e un corretto rapporto con il tempo: avere uno sguardo a lungo termine, sopportare il conflitto e volgerlo in elemento di un nuovo rapporto, il tutto è superiore alla parte, come affermato da Papa Francesco. Dare a “ciascuno il suo” è invece la mia definizione preferita di giustizia. Essere giusti con sé stessi ha molto a che fare con la coerenza, perché è il punto di partenza per costruire una comunità: consideriamola, come diceva San Tommaso D’Aquino, la misura minima dell’amore.

Nella fortezza, c’è una virtù di tutti i giorni: il leader sapiente sa perseguire nel quotidiano quel che riconosce come giusto, con la mitezza oriento la fortezza in senso positivo. L’azione, dalla corretta applicazione di prudenza, giustizia e fortezza, nella temperanza trova la capacità del leader sapiente di sviluppare un’intelligenza capace di dare un ordine alle cose, per essere anche al lavoro una persona rigenerata, centrata”.

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