Ancona: Migranti e caporalato, ad Adriatico Mediterraneo incontro con Marco Omizzolo

ANCONA – Venerdì 28 agosto alle ore 17 alla Mole di Ancona (Spazio Cinema) il Festival Adriatico Mediterraneo ospiterà una delle voci più autorevoli e competenti in tema di caporalato: Marco Omizzolo, sociologo Eurispes e presidente di Tempi Moderni, collaboratore di Amnesty International. L’incontro, dal titolo “Sotto Padrone. Uomini, donne e caporali nell’agromafia italiana. Regolarizzazioni e decreti sicurezza”, è realizzato in collaborazione con Amnesty Marche e Libera Ancona Presidio Rocco Chinnici.

Omizzolo presenterà il briefing “I sommersi dell’accoglienza”, frutto di una ricerca realizzata per Amnesty International, e il suo ultimo libro “Sotto padrone”, un viaggio nel cuore delle agromafie, tra caporali che lucrano sul lavoro di donne e uomini, spesso stranieri, sfruttati nelle serre italiane.

“Il contributo che vogliamo offrire al pubblico del Festival – sottolinea Fabio Burattini, responsabile di Amnesty Marche – mira a far comprendere come la logica apparentemente securitaria delle politiche europee e nazionali abbia effetti devastanti sulla vita delle persone. Dopo l’evento on line di oggi sulla Libia, l’incontro del 28 con Omizzolo ci farà alzare lo sguardo sulla progressiva marginalizzazione e precarizzazione di migranti e richiedenti asilo nel nostro paese, a causa anche dei cosiddetti decreti sicurezza del 2018.

E ad osservare come la restrizione dei diritti di alcuni sia ancora una volta funzionale a precisi e ben determinati interessi economici. Due momenti di riflessione per ribadire ancora una volta che una maggiore sicurezza per tutti noi può nascere esclusivamente dal riconoscimento dei diritti umani ad ogni individuo e non dalla loro negazione.”

Il briefing “I sommersi dell’accoglienza” (scaricabile dal sito amnesty.it) sottolinea come i decreti sicurezza abbiano generato una situazione di instabilità che sta cancellando la possibilità di un percorso di inclusione sostenibile. Misure che hanno peggiorato il sistema di accoglienza in Italia e stanno generando ghettizzazione e povertà, sia economica sia sociale. Una situazione da non sottovalutare perché sta provocando l’aumento di vittime dello sfruttamento lavorativo e delle attività criminali, come dimostrano i processi aperti.

Oggi chi chiede asilo e i beneficiari, esclusi dal sistema di accoglienza, sono esposti a emarginazione sociale, con un alto rischio di finire nelle maglie della criminalità.

L’incontro del 28 agosto sarà moderato da Arianna Burdo di Amnesty Marche. L’ingresso è gratuito; è obbligatoria la prenotazione dal sito del Festival www.adriaticomediterraneo.eu.

Marco Omizzolo. Sociologo, responsabile scientifico di In Migrazione, presidente del centro studi Tempi Moderni e ricercatore Eurispes. Collabora con il master “Immigrazione. Fenomeni migratori e trasformazioni sociali” della Ca’ Foscari di Venezia, con il corso “Tutela dei diritti dei migranti” dell’Università di Pisa e, come giornalista, con varie redazioni italiane (Il Manifesto, L’Eurispes, Articolo 21, L’Espresso). È anche docente e ricercatore Amnesty.

Ha lavorato per diversi mesi come bracciante infiltrato nelle campagne pontine al seguito di braccianti punjabi, sotto caporale indiano e padrone italiano, per studiare l’esperienza del caporalato. Nel 2019 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato. Sempre nel 2019 è divenuto Human Rights Defender.

Da due anni vive sotto vigilanza da parte delle forze dell’ordine per via delle numerose minacce subite per la sua attività di ricerca e mobilitazione.

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