Ancona: nel quartiere Ponterosso/Brecce Bianche disponibili la Casa del quartiere ed il custode sociale

ANCONA – Con l’attivazione della figura del custode sociale e con la costituzione della prima casa del Quartiere nell’ambito regionale  ha preso avvio nei giorni scorsi un nuovo progetto innovativo e all’avanguardia per il territorio dal nome “Un Quartiere… in Comune”

Presentato dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Ancona nel 2017-2018  in un ottica di Welfare di comunità sempre più vicino al cittadino , il progetto ha ottenuto un importante finanziamento dalla  Fondazione Cariverona ed è stato illustrato  il 5 aprile direttamente al quartiere .dal sindaco Valeria Mancinelli insieme all’assessore alle Politiche sociali e Sanità, Emma Capogrossi,  al Direttore generale Asur Alessandro Marini, al rappresentante della Fondazione Cariverona .

Il progetto “Un quartiere… in Comune” nasce dall’idea di proporre nuovi servizi di prevenzione a misura di cittadino, nei piccoli luoghi, e perciò nei quartiere e prevede prevede una prima sperimentazione in tre quartieri di Ancona – Monte Dago, Ponte Rosso e Brecce Bianche–   per  poi, probabilmente, essere  riproposto in altri quartieri.

La proposta del progetto è suddivisa in tre azioni, complementari tra loro che hanno l’obiettivo di intercettare i problemi  andando direttamente nei luoghi ai margini della città, in quartieri periferici, a domicilio delle persone.

1)  l’attivazione del primo CUSTODE SOCIALE delle Marche.   Si tratta di un operatore sociale,  una figura professionale al servizio del Cittadino.  Una “antenna nel territorio-quartiere” in grado di attivare azioni individuali e domiciliari di mediazione, orientamento e informazione nei confronti di soggetti isolati e fragili,   garantendo una presenza capillare nel territorio, casa per casa, facilitando e migliorando la coesione e la vivibilità tra i residenti,  orientando e agevolando, ove necessario, l’accesso ai servizi pubblici e privati, e i servizi presenti nel quartiere .

Risponde al numero:  339. 7277812

2)  L’apertura della  CASA DEL QUARTIERE   organizzata presso l’ex  Centro Ricreativo “L’albero delle Idee” situato a Ponterosso e riconvertito per l’occasione.

Si tratta di un luogo “fisico”  che si pone come spazio aperto e multiculturale, di incrocio, di incontro, di scambio di attività e persone, un luogo  che potrà ospitare un laboratorio permanente per la progettazione e la realizzazione di attività sociali e culturali che coinvolgano cittadini, operatori, associazioni ecc..

La Casa potrà favorire la tessitura di legami sociali attivando azioni di promozione, prevenzione e informazioni di comportamenti adeguati,  coinvolgendo tutte le fasce generazionali raggiunte con la metodologia dell’outreach  (l’intercettazione nel quartiere, in spazi pubblici e privati).    “L’albero delle idee” sarà aperta ai cittadini e alle associazioni,  un luogo di scambio di idee e di incontro dove fare e pensare insieme ad altre persone, un motore di sviluppo locale per il quartiere di Ponterosso  e non  solo.

Alla casa del Quartiere si può anche pranzare in compagnia, e condividere un momento importante della giornata: verrà gestita assieme ad animatori esperti che riprodurranno con te l’atmosfera e il calore della “vecchia” piazza di quartiere.

Un luogo d’aggregazione – pertanto-  che risponde ai  bisogni formativi e culturali dei cittadini.

3)  Servizi di  INCLUSIONE ATTIVA

In continuità con l’esperienza già attivata con il Progetto  “Ancona la città in comune”  si punta a sviluppare  servizi di sostegno individualizzato  delle persone  appartenenti alle categorie vulnerabili (soggetti in carico ai servizi, con disagio socio economico e difficilmente re-inseribili nel mercato del lavoro), attraverso benefit economici per la partecipazioni a corsi, tirocini di formazione lavoro, nel tentativo di potenziare e migliorare le capacità personali e professionali.

Inoltre, grazie alla collaborazione con l’ASUR è stata siglata una convenzione che farà partire affianco a questo progetto un innovativo servizio sperimentale di  INFERMIERE DI COMUNITA’.    Questa figura professionale  manterrà  uno stretto contatto con le persone della comunità in cui andrà ad operare  ed assicurerà  l’assistenza generale infermieristica  effettuando prelievi ematici, medicazioni, terapia iniettiva, rilevazione parametri vitali, educazione terapeutica e altro ancora.

In aggiunta questo professionista promuoverà  interventi di educazione ed informazione sanitaria, comprese le modalità di accesso ai servizi forniti dall’Azienda Sanitaria, e contribuirà al miglioramento della integrazione socio-sanitaria.  Infine collaborerà alla realizzazione di progetti aventi come obiettivo la promozione e gestione della salute

L’Infermiera di comunità – disponibile sia in ambulatorio, sia a domicilio- opererà in collaborazione con il medico di Medicina generale, l’assistente sociale, il fisioterapista, i medici specialisti, le associazioni di volontariato, e con altri operatori sanitari e sociali presenti in ospedale e sul territorio.

I servizi al centro di questo progetto-  sottolinea il sindaco Valeria Mancinelli-  sono pensati per intercettare le problematiche di persone e famiglie in condizioni di difficoltà e di isolamento, rilevando i bisogni espressi ed inespressi, le situazioni di fragilità e disagio, attivando direttamente o indirettamente le risposte e gli interventi necessari.

Tutto ciò nell’ottica della promozione del lavoro di rete inteso come valorizzazione delle già presenti reti naturali di persone e famiglie  nel territorio attraverso  risorse formali ed informali puntando allo sviluppo di ulteriori sinergie (parrocchie, negozianti, vicinie ecc.). “Un Quartiere …in Comune”  si articola attraverso servizi innovativi che vanno a cercare le persone dove abitano e vivono  e  la strategia d’intervento  si fonda su un approccio multidimensionale e non settoriale.

Azioni preventive-  sottolineo-   e non solo riparative, in relazione alle diverse problematiche di disagio sociale, economico, abitativo, occupazionale, della sicurezza, della vivibilità e della riqualificazione dei quartieri,    con la finalità di garantire servizi ed interventi che siano in grado di migliorare la qualità della vita delle persone, delle famiglie e della comunità”.

“L’intento  – specifica l’assessore alle Politiche Sociali e Sanità Emma Capogrossi–  è quello di lavorare nella microarea, in stretto contatto al cittadino, per  meglio permettere di individuare le problematiche economiche, sociali e fisiche, che spesso nel concreto appaiono intrecciate le une con le altre.  L’approccio adottato è quello dello sviluppo di comunità, che cercando di superare i limiti del welfare tradizionale punta a far incontrare a livello “micro” la domanda di servizi e le risorse pubbliche e private e impegna i cittadini, con al fianco le istituzioni, a mettersi in gioco diventando loro stessi la risposta ai bisogni da loro stessi evidenziati”.

 Contatti: Comune di Ancona, assessorato Politiche sociali

tel. 071/ 222.5187

cell 339/ 7277812

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