Animavì Festival accoglie due giganti: Herlitzka e Arminio. Tutti i film in concorso

PERGOLA – Un crescendo di pubblico e critica a dimostrazione che Animavì Festival si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante nel cuore della gente e tra i più importanti festival di cinema. Un grande successo la seconda serata del primo festival al mondo dedicato all’animazione poetica e d’autore, diretto dal più importante regista italiano di cinema d’animazione, Simone Massi. Casa Godio un tributo a Rezo Gabriadze a cui è stato assegnato il Bronzo Dorato all’arte teatrale.  A ritirare il premio il figlio Leo Gabriadze.Pubblico proveniente da tutta la regione Marche ma anche dal resto d’Italia e dall’estero.

Stasera sarà la volta di Goffredo Fofi, scrittore, attivista, giornalista, critico, intellettuale. Un incontro ricco di sorprese ed emozioni in compagnia di Fofi, arricchito da momenti di teatro, dalla proiezione di “l’ultimo partigiano” di Filippo Biagianti e dalle note della Piccola orchestra Ochtopus.

Sabato arriverà invece a Pergola Roberto Herlitzka uno dei più grandi attori del teatro e del cinema italiano. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Ubu, il David di Donatello e il Nastro d’argento. Sarà premiato con il Bronzo Dorato all’arte attoriale. Ad intervistarlo sarà Maurizio Di Rienzo, critico cinematografico, giornalista, curatore delle selezioni dei cortometraggi italiani per i Nastri d’Argento.Così lo presenta: «Attore a 360°, e più. Autorevole e ironico, tagliente e acuto, carismatico e colloquiale.

Nato a Torino nel 1937 da padre cecoslovacco e madre italiana, già a 18 anni supera l’esame di ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma ove è allievo del mitico Orazio Costa. “E’ stato l’insegnante che ti spingeva oltre i limiti, per un San Francesco televisivo gli dissi ‘non posso andare oltre i miei limiti’ ma lui replicò ‘solo se spingi in avanti puoi scoprire quali sono i tuoi reali limiti’ .

In teatro -diretto dallo stesso Costa e anche da calibri quali Ronconi, Squarzina, Missiroli, Calenda, Cappuccio- ha recitato classici (Shakespeare, Cechov, Molière) e contemporanei (Genet, Bernhard, Weiss). Di recente ha scelto testi particolari con rinnovate curiosità ed energia. Da regista ha inscenato dal 2001 memorabili edizioni dello spiazzante monologo Ex Amleto. E’ stato insignito del premio Ubu quale miglior attore italiano nel 2003 e 2004 e di vari riconoscimenti per la sua coerente specialità di recitazione essenziale e potente al tempo stesso, mai retorica.

Herlitzka e il cinema: 49 film, in crescendo di ruoli dal fatidico 2003 in cui fu Aldo Moro in Buongiorno notte (vincendo Nastro d’Argento e David di Donatello) di Marco Bellocchio, ben 5 i suoi ruoli –notevole anche quello di un politico burattinaio in Bella addormentata- con questo regista, evidenti le loro affinità elettive. Sodalizi nel tempo anche con autori eterogenei come la Wertmuller, Magni, Montaldo, Piscicelli.

Dal 2001 in poi si è avventurato con preveggente coraggio a essere diretto da debuttanti: in L’ultima lezione di Fabio Rosi impersonando il mistero della scomparsa del serio scomodo economista Federico Caffè, poi nel fantapsicologico L’ultimo terrestre di Gian Alfonso Pacinotti, nel noir teatrale La città ideale di Luigi Lo Cascio, nel quasi muto sconvolgente Sette opere di misericordia dei gemelli De Serio.

Nastro d’Argento alla carriera nel 2013, eccolo in Il rosso e il blu di Giuseppe Piccioni ribaltare con magnetismo gli stereotipi del bravo docente e nell’affresco di La grande bellezza di Paolo Sorrentino cesellare con fine dandysmo un eterodosso prelato dedito solo all’alta cucina. Di recente per la tv è stato guest star nella serie di culto Boris. Sposato da 50 anni con la “indispensabile”moglie Chiara, ritiene che l’attore sia al servizio del regista, dichiara di usare “l’ironia come difesa perché spesso non sono sicuro di me stesso. Specie in teatro, non avendo arma della bellezza e figura da eroe, mi proteggo appunto con lo scudo dell’ironia. Ma non pensiate io sia schivo come forse appaio. Amo la popolarità e in fondo sono narcisista. A teatro ho fatto molto ma al cinema non ho ancora espresso il massimo”.

In ogni caso Roberto Herlitzka, per volto ‘Eduardiano’, capacità di seri mascheramenti, sensibilità a tutto campo e anima razionale, è un misterioso poeta di originale spessore». Il sipario si alzerà con il concerto di Francesca Badalini, quindi la presentazione del libro di Angelo Verdini “Prula e le altre”. Emozioni assicurate con le memorie vive di Filippo Biagianti. Si assisterà alla proiezione de “La camicia di Basilio”. Nel pomeriggio, alle 17, il festival farà tappa al teatro di San Lorenzo in Campo.

In programma l’incontro ‘La bottega dell’animazione’, con la collaborazione del Comune di San Lorenzo in Campo, Regione Marche, Urbino-Scuola del Libro, Farroteca Monterosso. Saranno proiettati i film di: Simone Massi, Anna Ferrandes, Magda Guidi, Alessandra Romagnoli, Virginia Mori, Laura Fuzzi, Rojna Bagheri, Elisa Mossa, Alessia Travaglini, Stefano Franceschetti. Quest’ultimo, artista di fama mondiale che ha esposto anche al Louvre, ha donato al festival una bellissima video installazione in anteprima. Franco Arminio fra i più importanti poeti contemporanei, cantore dei piccoli paesi sperduti e dello sparuto gruppo di persone, animali e cose che ancora si ostinano ad abitarli, sarà l’ospite di domenica.

Arminio, scrittore e poeta autodefinitosi “paesologo”, vincitore dei premi Carlo Levi e Volponi, uno dei tre componenti della giuria del festival, sarà omaggiato del Bronzo Dorato all’arte poetica. La serata si aprirà con la musica della Piccola orchestra Ochtopus e si concluderà con le premiazioni del concorso internazionale, del concorso scuola e le menzioni speciali.Le serate, condotte da Luca Raffaelli, iniziano alle 20.30. Già alle 18, invece, apre la bellissima area FuoriFestival, dove intrattenersi e degustare tipicità locali. Di ottimo livello i film in concorso.

A “contendersi” il Bronzo dorato – premio ispirato al gruppo scultoreo di epoca romana simbolo della città di Pergola – 16 titoli diversissimi per stile e provenienza. Al concorso internazionale si affianca il concorso scuola del libro di Urbino dedicato ad autori emergenti che il festival Aimavì propone tutti gli anni, alternando il coinvolgimento delle sezioni Animazione e Fumetto della scuola del libro di Urbino. 8 i ragazzi in gara che concorrono per un premio speciale.

La giuria che decreterà il vincitore sia del concorso scuola che di quello internazionale, come tutti gli anni, è formata da personaggi del mondo dell’animazione, del cinema e della poesia: Manfredo Manfredi, Franco Arminio, Alba Rohrwacher. Dopo aver recitato in numerosi film nel corso della sua carriera di attrice di cinema ha ottenuto vari premi, tra cui 2 David di Donatello, 1 Nastro d’Argento, 2 Globi d’oro e 3 Ciak d’oro (di cui uno come Rivelazione dell’anno), la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile e trePremi Pasinetti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

I FILM IN CONCORSO

Among The Black Waves di Anna Budanova (Russia)

Ispirato all’antica leggenda scandinava secondo la quale le anime delle persone annegate si trasformano in animali marini, il film segue un cacciatore che ruba la pelle di una ragazza-foca impedendole di tornare allo stato animale.

Toer di  Jasmijn Cedée (Belgio/Olanda)

Una spensierata e astratta animazione dipinta a mano piena di energia. Una dedica alla corsa ciclistica su pista, dedicata a “Kuipke”, una pista in legno indoor di Ghent, Belgio, dove sin dal 1922 si tiene una gara della durata di sei giorni.

Folly di Thomas Corriveau (Canada)

Da un adattamento della pièce teatrale “Pour un oui ou pour un non” di Nathalie Sarraute: due personaggi si incontrano e si scontrano in una battaglia senza pietà. La storia si svela attraverso una profusione di disegni in bianco e nero, che richiamano alla mente un’incisione in movimento perpetuo. Dei brevi gesti vengono ripetuti in loop fino alla nausea.Ossessivo ed ipnotico.

My heart is not here di Pieter Coudyzer (Belgio)

“Il mio cuore non è qui” fa parte di una serie di brevi film dipinti che vogliono visualizzare concetti semplici. In questo film in particolare vediamo un uomo che dorme passare da un mondo all’altro. La colonna sonora è firmata dal celebre compositore estone Arvo Part.

A Story of refugee di May Hassan (Egitto)

Sostenuta dalla voce fuori campo di un rifugiato siriano, una breve e toccante animazione disegnata a mano, caratterizzata da un tratto essenziale, giallo su fondo scuro, e repentini cambi di prospettiva.

Inner Light di Andrew Katsuba (Russia)

In un mondo di luce il bimbo non sembra avere un posto, perché per lui questa luce significa sofferenza e dolore. Il ragazzo viene costretto a lasciare la sua casa di nuovo. Nel mondo della luce lui è come un’ombra, cerca disperatamente di evitarla perché questa luce per lui è dolore. Nonostante tutto non può evitarla – i ragazzini brillanti che giocano a palla lì vicino lo notano…

Nothing Happens di Uri KranotMichelle Kranot (Danimarca/Francia)

Il film esplora un diverso tipo di narrativa, è un’esperienza cinematografica e di realtà virtuale che invita lo spettatore a partecipare e a scegliere la propria prospettiva, fino ad essere assorbito in un singolare universo fatto di neve, uccelli neri, poesia.

The Umbrella di Xin Li (Cina)

Non è mai facile per un padre dire addio alla propria figlia. Il giorno del suo matrimonio lui cede sua figlia con la sua protezione…

Realizzata con la complessa tecnica della pittura a olio su vetro. 

Airport di Michaela Müller (Croazia/Svizzera)

Michaela Müller dipinge su vetro con l’acquerello, una pittura che si presta a metamorfosi ardite e ad un utilizzo sorprendente del colore. Lo sguardo in soggettiva fa immergere lo spettatore nella massa anonima e oscura di persone e carrelli, da cui vengono presi solo volti occasionali. Le figure si mutano perfettamente negli oggetti e viceversa.
Quindi tutto sembra scorrere e ci trascina in un flusso oscuro che ci lascia senza fiato, un po’ come i passeggeri che hanno appena preso il volo.

And the moon stands still di Yulia Ruditskaya (Bielorussia/Germania/Usa)

Liberamente ispirato alla fiaba di Aleksey Tolstoy “The Witcher”. Un cortometraggio cupo, inquieto e privo di dialoghi: la presenza della luna influenza tutti quanti con il suo bagliore. Il film esplora il ciclo lunare e le energie invocate dalla sua radiosità.

Maned e Macho di Shiva Sadegh Assadi (Iran)

Gli istinti e le emozioni represse di una giovane ragazza si incarnano in animali che escono dai suoi sogni. Nessuno dei suoi familiari, però, si accorge di questi animali.

Moczarski’s case di Tomasz Siwinski (Polonia)

La storia di Kazimierz Moczarski – un famoso giornalista polacco, un ufficiale della Resistenza nella Polonia occupata durante la Seconda Guerra Mondiale, autore del libro “Conversazioni con un boia”. Il film racconta in modo metaforico la storia della sua vita e il suo incontro con un generale nazista – Jurgen Stroop – il liquidatore del ghetto di Varsavia.

My Mum’s Bonkers di Naomi Van Niekerk (Sud Africa)

Il film racconta la perdita della madre e la relazione imperfetta tra una figlia e un bambino. Ispirato al poema eponimo di Goosen, recitato dalla celebre attrice sudafricana Eliza Cawood, sull’aria O mio babbino caro dell’opera Gianni Schicchi di Puccini, nella leggendaria performance di Maria Callas del 1955.

Untamed di Juliette Viger (Danimarca)

Sally, una quindicenne introversa, vive e sostiene il suo padre-lupo nella città di New York dove il Lupo scivola sempre di più nel suo mondo selvaggio. Sally si ricorda l’uomo che suo padre era, un brillante e talentuoso trombettista. Dove è finito suo padre? Lo si può ancora trovare all’interno del Lupo?

A Daybreaker di Luan Xing Quan (Cina)

Su un autobus un vecchio, sorprendentemente, incontra se stesso da giovane. L’amarezza dell’uno fa da contraltare allo smarrimento dell’altro, fino al sorgere del sole, quando i sogni svaniscono ed è un nuovo inizio.

Oh Mother! di Paulina Ziolkowaska (Polonia)

Una madre e un figlio si scambiano continuamente di ruolo e di posto: in certi momenti la madre è un’adulta, in altri il figlio cresce e si prende cura di una madre divenuta improvvisamente infantile.

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