Ascoli, per l’emergenza terremoto la Uil mette in campo una task force. Appello per le scuole ascolane

ASCOLI – Fondi per una nuova palestra alla scuola di Acquasanta, sostegno ai lavoratori (anche autonomi) residenti nell’area del cratere, assistenza nell’utilizzo dei fondi europei (Gal e altro) e vigilanza sulla ricostruzione. Anche la Uil ascolana si mobilita per ricostruire il Piceno messo in ginocchio dal terribile sciame sismico attivo da agosto. “A livello regionale -dice il referente Giuseppe Pacetti- abbiamo stanziato 90.000 euro insieme a Cgil e Cisl che erano residui del terremoto del 97. Saranno desrinati a creare una palestra a servizio del nuovo plesso scolastico di Acquasanta. Inoltre abbiamo mobilitato tutte le nostre strutture (Caf, Patronato e associazione dei consumatori Adoc) per assistere i cittadini in questo difficile momento post sisma. I territori devono risorgere non solo da punto di vista abitativo ma anche produttivo altrimenti rischiamo uno spopolamento o di ricostruire soltanto le seconde case per i villeggianti. Ci impegneremo a far conoscere a tutti le opportunità derivanti dai fondi europei che ci sono (come i Gal) e chiediamo alle istituzioni di farci conoscere a che punto è la procedura per l’Area di crisi complessa dopo la prima call rivolta alle imprese. Chiediamo che ci siano i fondi anche per il polo scientifico e tecnologico all’ex Carbon come motore per far ripartire lo sviluppo”. Pacetti, da ex dirigente scolastico in pensione, lancia un appello ai genitori in procinto di iscrivere i figli a scuola (scadenza 6 febbraio): “Iscriveteli ai plessi del centro storico -dice- Sono belli e sicuri e hanno retto ad un terribile sisma di 6,5. Per questo non vedo problemi ad iscrivere i figli nei plessi dove ci sono docenti molto bravi. Sono invece contrario al piano di dimensionamento scolastico che con gli accorpamenti previsti (Itas Mazzocchi/Itgc; Scientifico/Isda e Iti/Ipsia) farà perdere almeno 20 posti di lavori nelle segreterie e tra i bidelli al pari dell’accorpamento dell’Isc di Villa Sant’Antonio”. All’incontro hanno partecipato anche i referenti delle categorie degli edili (Silvio Armillei), consumatori (Gianfranco Antonucci) e dei pensionati (Francesco Fabiani). “In dieci anni -dice Armillei- il settore edile si è dimezzato in termini di imprese e addetti. Ora c’è la ricostruzione che interesserà il territorio per almeno 10 anni anche se i lavori andranno a ditte di fuori per almeno l’80% dei casi visto che da noi non ci sono tutte queste imprese. Abbiamo chiesto garanzie ad esempio per gli alloggi dei dipendenti di fuori, per la sicurezza e siamo pronti a collaborare con enti bilaterali e Cassa Edile anche per la ricerca del personale”. “La situazione dei pensionati è drammatica -dice Fabiani-Ormai non riusciamo ad arrivare neppure alla terza settimana del mese mentre si vogliono prendere provvedimenti come quelli dei varchi elettronici che rischiano di rendere ancora più deserto il centro storico”

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