Ascoli Piceno: Aumento della Tassa sui Rifiuti, interviene il sindaco Castelli

ASCOLI PICENO – L’ aumento della tassa dei rifiuti ad Ascoli Piceno ha scatenato le immancabili polemiche politiche. Ed in risposta a tutto ciò che è stato detto in questi giorni, ecco l’intervento del sindaco Guido Castelli, attraverso una nota stampa del Comune. “La tassa rifiuti –si legge- ad Ascoli è stata da sempre tra le più basse d’Italia. Fino all’anno scorso, la disponibilità di una discarica comunale a Relluce rendeva  possibile un politica di contenimento tariffario di cui ci siamo lungamente avvantaggiati. Ora purtroppo, principalmente a causa della scriteriata decisione della Provincia di negare l’attivazione di una sesta vasca a Relluce, siamo stati costretti a praticare degli aumenti significativi”.

Castelli, poi, motiva le ragioni di questo aumento. “Sono due. In primis –spiega- l’esigenza di estendere il sistema porta a porta in tutta la città per raggiungere livelli più alti di separazione del rifiuto in Città. I quartieri interessati da questa radicale innovazione saranno Porta Cappuccina, Porta Maggiore e, da ultimo, Monticelli e le frazioni di Ascoli; quei quartieri cioè dove attualmente la raccolta differenziata – effettuata con il sistema dei cassonetti stradali – non sta funzionando. Il porta a porta che, oggi come oggi, è attivato solo nel centro storico, a campo Parignano e a Porta Romana richiede molti investimenti: Mezzi, personale, buste e mastelli, ecc. Una parte dell’aumento serve a finanziare questi costi. Ovviamente se i cittadini di queste aree cittadine sapranno collaborare con noi – migliorando la propria disponibilità a separare il rifiuto e garantendo una percentuale di differenziazione prossima al 65% –  potremo archiviare gli aumenti e tornare nel club dei comuni con la TARI tra le più  basse d’Italia”.

E poi Castelli specifica la seconda ragione. “La grave incidenza dell’evasione della tassa rifiuti nella nostra città. Quasi un ascolano su 5 non paga la Tassa rifiuti e il Governo Renzi ha stabilito che le “quote inesigibili” relative ai mancati versamenti vengano caricate sulla tariffa a carico di tutti. Si tratta di ben 1.330.000 euro, circa un quinto del costo ordinario del servizio che, per legge, ci siamo visti costretti a fiscalizzare per poter garantire il servizio. Insomma, lo scriteriato atteggiamento del PD provinciale contro la discarica di Relluce ci ha imposto di gestire una sfida complicata e difficile ma, dalle precedenti considerazioni, emerge con chiarezza un dato. La parola chiave per ridurre il costo della TARI è “collaborazione”: collaborare nel senso di assumersi la responsabilità individuale di sperare il rifiuto domestico all’interno della propria casa ma anche collaborare nel senso di rispettare gli obblighi fiscali per evitare che i cittadini onesti debbano pagare anche il conto degli evasori”.

“Avrei risparmiato volentieri agli ascolani questo sacrificio. Durante il mio mandato –conclude il sindaco Castelli- Ascoli  si è distinta tra le città capoluogo con le tasse tra le più basse d’Italia. È così per la Tasi e per l’IMU ed è stato così per la tassa rifiuti. Se sapremo condividere responsabilmente i nostri impegni, individuali e collettivi, la tassa rifiuti tornerà più bassa. Dipende da noi e dal nostro senso civico. Nell’interesse della Città, dell’ambiente e dei nostri risparmi.

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