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Ascoli Piceno – Haemonetics: continuano gli interrogativi

Ascoli Piceno - Il presidio Haemonetics, un esempio di dignità

Continuano gli aggiornamenti da parte dell’UGL sulla situazione dello stabilimento Haemonetics di Ascoli Piceno e i misteri sulle intenzioni della Multinazionale si infittiscono:

“Notizie, fortemente affidabili, dell’ultimo momento ci dicono che la HAEMONETICS non vuole assolutamente cedere i macchinari a terzi; ma se non portano via i macchinari e non vendono il complesso aziendale, cosa ne vuole fare la HAEMONETICS dello stabilimento di Ascoli Piceno ?! E’ una bella domanda; inseguire la risposta ci aiuta a trovare la chiave di questo giallo che ha il valore drammatico per il territorio di 187 lavoratori licenziati.
La HAEMONETICS non ha mai parlato con la propria faccia; ricordiamo che la HAEMONETICS è una Multinazionale quotata in borsa; ha un ruolo dominante nel circuito del sangue per fabbricazione di strumenti e sacche. Ma da quando il Presidente HAEMONETICS EUROPA WULF venne in Ascoli Piceno ad annunciarci la chiusura dello stabilimento nel lontano giugno 2013, più nessuno del board della HAEMONETICS ha messo piede in città, né in Ancona; sono stati gli avvocati a farla da padrona.
Oggi , con le notizie che ci giungono, sappiamo che queste tecnologie, questi prototipi di macchinari che fabbricano un prodotto etico come le sacche per sangue e che sono impiantati nello stabilimento di Ascoli Piceno, il board Americano della HAEMONETICS non li vuole cedere a nessuno che possa essere o diventare suo competitor.
Queste notizie consolidano il nostro giudizio che la HAEMONETICS ha, da allora, un suo piano sullo stabilimento di Ascoli Piceno e questo piano ne esclude la vendita a terzi e la sua chiusura produttiva.
La presenza del presidio ed i 427 giorni passati dagli “irriducibili” davanti alla HAEMONETICS sono la forte necessaria risposta al disvelamento della verità che oramai non potrà più tardare.
Intanto saremo il 25 Dicembre, per il secondo Natale, al presidio; alle ore 17,00 a darci gli auguri; in una battaglia titanica di speranza, di dignità, di ripartenza produttiva, di lavoro.”

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