ASCOLI PICENO – SCANDOLARA-AZZERAMENTO DEL SALARIO CONSOLIDATO

SCANDOLARA-AZZERAMENTO DEL SALARIO CONSOLIDATO

SIAMO ALLA VIGILIA DELLA DECISIONE FINALE IN TRIBUNALE

Il 15 maggio il Giudice del Lavoro deciderà in merito al taglio unilaterale della SCANDOLARA del salario consolidato dei lavoratori.

Siamo fiduciosi sull’esito; un diritto tolto ai più deboli ci porterebbe fuori da un corretto quadro costituzionale; ma siamo pronti ad alzare la guardia per evitare che si calpestino diritti in nome di una astratta “necessità aziendale”.

La partita che i lavoratori stanno combattendo con la SCANDOLARA è drammatica e decisiva; perché il taglio radicale del salario operato dalla SCANDOLARA in maniera unilaterale il 01/01/2013 ha posto intere famiglie in difficili condizioni economiche esponendole a rischi di atti esecutivi, per non poter far fronte agli impegni presi.

E’ una partita importante per il Sindacato perché ove passasse una liberticida operatività aziendale ad azzerare tutta la parte economica salariale consolidata, al di sopra del limite minimo contrattualmente previsto, segnerebbe l’avvio barbarico della legge “del più forte”.

Noi ed i lavoratori abbiamo la coscienza a posto. I lavoratori per primi hanno dato disponibilità, nel superiore interesse dell’azienda, a ridursi ed in parte significativa il salario consolidato; mettendo da parte principi, diritti e quota economica conquistati in un arco di tempo trentennale.

La UGL e la RSU, sia in fase di contenzioso giuridico che di confronto contrattuale, hanno aperto alla SCANDOLARA nel segno di un patto tra produttori a trovare una soluzione nella disponibilità già espressa dai lavoratori.

Tutto purtroppo è stato vano; la SCANDOLARA è rimasta ferma nella sua posizione di taglio radicale ai lavoratori di tutto il salario consolidato.

Oggi i lavoratori vivono sulla propria pelle la drammatica condizione economica dell’azzeramento di tutto il salario consolidato; si vedono applicare in busta paga solo quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale.

Diritti tolti, dignità calpestata, bilanci familiari a pezzi.

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