Basket Serie C – L’Icubed Pedaso supera Campli

Pedaso - Icubed, intervista al coach Camarri

Esordio casalingo da sogno per la Pallacanestro Pedaso che, alla prima partita interna in un campionato nazionale dopo 50 anni di attività, scrive immediatamente una pagina indelebile della propria storia superando Campli al termine di una sfida tecnicamente non bellissima, ma assolutamente straordinaria per intensità ed emozioni.

Una vittoria che rimarrà sicuramente nella mente e nei cuori di giocatori, staff tecnico, società e pubblico, vuoi per l’attesa che circondava questo esordio casalingo, vuoi per il valore attuale e per il blasone storico di Campli, vuoi per la cornice di pubblico che ha prodotto un’atmosfera degna di una partita di playoff. Ma tutti questi elementi, che hanno creato un contesto così particolare, avrebbero perso di valore se i ragazzi di Camarri non li avessero esaltati offrendo una prestazione leonina, lottando con incredibile furore agonistico per quaranta minuti e portando a casa la più classica delle vittorie di cuore. “Volli, e volli sempre, fortissimamente volli”: difficile trovare un modo migliore rispetto alle celeberrime parole di Vittorio Alfieri per esprimere quanto Pedaso abbia desiderato questa vittoria.

E di forza di volontà ce n’è voluta tanta per battere una squadra molto forte, che si presentava a Pedaso sull’onda del successo su Falconara; ce n’è voluta tanta per opporsi ad una formazione che, tolti Montuori e Rotundo, poteva disporre di un evidente vantaggio fisico e di stazza sostanzialmente in ogni accoppiamento; ce n’è voluta tantissima per tenere Di Giuliomaria a soli 17 punti, nonostante il pivot farnese potesse vantare almeno 15 cm di vantaggio su ogni suo marcatore diretto. E’ stato questo il vero capolavoro di Camarri e dei suoi uomini; dopo aver realizzato 7 punti nei primi 5 minuti dell’incontro, l’ex giocatore di Udine è stato infatti tenuto alla miseria di un solo canestro dal campo e 10 punti complessivi nel resto della partita. E tutto ciò è stato possibile solo perché i giocatori pedasini hanno dato tutti più del 100%, lottando come forsennati su ogni palla, su ogni rimbalzo (quasi miracoloso il minimo passivo, 32-30 per Campli, in questa categoria) e in ogni singola situazione di gioco.

Grinta, cuore, determinazione feroce: sì, la tipica pallacanestro pedasina è ufficialmente sbarcata anche in C Nazionale!

Ma passiamo alla cronaca della sfida; Campli si presentava a questo incontro con un numerosissimo e rumorosissimo gruppo di tifosi al seguito, ma anche il pubblico di Pedaso rispondeva presente al primo, storico appuntamento con la C Nazionale. Il risultato era un colpo d’occhio davvero notevole offerto dal palazzetto rivierasco.

Coach Camarri doveva rinunciare ancora a Conti e riproponeva il quintetto di Pescara, con Carletti, Domesi, Perini, Di Angilla e Belleggia. Dall’altra parte Castorina rispondeva con Montuori, Petrucci, Bergamin, Gaeta e Di Giuliomaria.

L’inizio era equilibrato; Di Giuliomaria creava subito grossi problemi alla difesa pedasina e un paio di sue ricezioni vicino a canestro fruttavano immediatamente quattro punti. L’Icubed rispondeva però colpo su colpo senza timori reverenziali. Si entrava nell’ultimo minuto del quarto con il punteggio in parità a 14, ma il finale era di marca farnese, con Gaeta e Rotundo che portavano la loro squadra al +4 (14-18) al primo mini riposo.

Il parziale degli ospiti proseguiva in apertura di secondo periodo e toccava l’8-0 grazie a due canestri del neo entrato Serafini e di Bergamin. Il primo punto nel quarto dell’Icubed arrivava dalla lunetta con Carletti dopo più di tre minuti, ma non cambiava l’inerzia della gara, che in quel momento era completamente in mano agli ospiti, bravi ad imporre la propria superiore fisicità in difesa per bloccare completamente l’attacco pedasino. Due canestri in fila di Rotundo valevano il primo vantaggio in doppia cifra della serata sul 15-26 a sei minuti dall’intervallo e costringevano Camarri al timeout.

In uscita dal minuto di sospensione, l’Icubed continuava a segnare col contagocce, ma faceva salire a propria volta il livello di intensità difensiva e riusciva in qualche modo a tenersi a galla. Campli toccava sì il massimo vantaggio di serata sul +12 (17-29) firmato da Bergamin a tre minuti dalla pausa lunga, ma i padroni di casa riuscivano poi a rosicchiare qualche punto, aiutati anche da un tecnico a Castorina nel finale amministrato da Domesi. Il 21-29 dell’intervallo, considerati i soli 7 punti segnati da Pedaso nel quarto con un significativo 2/17 dal campo, era tutto sommato anche un buon risultato per i padroni di casa.

In apertura di secondo tempo, poi, Belleggia suonava la carica per la Icubed con due canestri in fila; Pedaso si riavvicinava fino al -5 con una tripla di Perini, ma Campli ricacciava subito dietro i padroni di casa con un 6-0 di parziale che valeva il nuovo vantaggio in doppia cifra (30-41).

Anziché abbattersi, però, i ragazzi di coach Camarri rispondevano con la sfrontatezza ed il talento dei loro giovani Perini e Cernivani; erano infatti loro a segnare dieci dei successivi dodici punti dei padroni di casa, che in ogni caso non riuscivano a sfondare il muro del -5, raggiunto in più occasioni ma mai abbattuto, neanche sul tiro della disperazione a fine periodo proprio della guardia triestina, che sfiorava l’incredibile jolly da metà campo (42-48 all’ultimo mini intervallo).

Ma Pedaso ormai era entrata definitivamente nel clima della partita ed era mentalmente pronta a dare tutto e quando, all’inizio del quarto periodo, arrivavano anche i punti di Domesi, fin lì ben contenuto dalla difesa farnese, l’Icubed completava la rimonta. Il capitano pedasino segnava sette punti in fila, ma il sorpasso portava la firma di Belleggia che, a poco meno di cinque minuti dal termine, infilava la tripla del 54-52 che faceva esplodere il pubblico di casa.

Il finale in volata era quindi ormai lanciato, si giocava in un’autentica polveriera in cui a contare erano solo cuore ed attributi, un terreno decisamente congeniale agli uomini di Camarri. Campli, però, a sua volta non mollava e rimetteva anche la testa avanti con una tripla di Bergamin a un minuto e mezzo dall’ultima sirena, ma alla fine, dopo un 1/2 ai liberi di Rotundo, si arrivava in parità agli ultimi dieci secondi. Lo stesso numero 5 farnese commetteva però un fallo su Domesi in regime di bonus e il capitano pedasino realizzava entrambi i liberi, arrivando a quota 12 punti personali nel quarto e regalando il +2 ai suoi (62-60). Campli, avendo esaurito i timeout, non poteva avanzare la posizione della rimessa, ma aveva comunque ancora cinque secondi per risalire il campo e giocarsi la propria ultima chance; ci provava Petrucci, che veniva però ben contenuto da Di Angilla, bravo a costringerlo ad un tiro difficile che, finendo sul ferro, decretava l’inizio dell’apoteosi pedasina.

Una vittoria splendida, quindi, per dei ragazzi straordinari che in campo sanno gettare come poche altre squadre il cuore oltre l’ostacolo e che, come meritato premio per questo successo, possono godersi addirittura qualche ora di testa solitaria della classifica. Alzi la mano chi poteva immaginare un inizio così….

 LE FORMAZIONI:

Pedaso: Domesi 17, Meconi 3, Ferroni 2, Di Angilla 4, Monterubbianesi ne, Cernivani 9, Stampatori ne, Belleggia 9, Carletti 7, Perini 11, All. Camarri

Campli: Montuori 2. Rotundo 10, Gaeta 11, Ferrari, Di Giuliomaria 17, Bergamin 12, D’Isidoro ne, Petrucci 1, Ruggiero ne, Serafini 7, All. Castorina

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