Bilancio della missione del Presidente Confindustria Fermo a Bruxelles

Fermo - Positivo il report ITS sull'occupazione

“Incontri fruttuosi nei quali è stato chiaro che la diplomazia, i ministri e gli europarlamentari italiani hanno ben compreso le conseguenze che le sanzioni derivanti dalle tensioni Russia-Ucraina stanno avendo sull’economia italiana e, in special modo, su quella del nostro territorio con un drastico calo dell’export del 40%”.

Sono le prime parole del Presidente di Confindustria Fermo Andrea Santori dopo la missione a Bruxelles insieme al Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca che ha dato il via ufficiale alla Macroregione Adriatico-Ionica.

Con questa spedizione, in particolare, il Presidente Santori ha avuto l’opportunità di portare sul tavolo dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo la questione della tutela del made in obbligatorio per i Paesi per i quali non vige ancora la reciprocità e soprattutto la richiesta di un intervento politico e diplomatico affinché le contro misure restrittive in campo economico poste in essere dalla Russia nei confronti dei Paesi aderenti all’Ue possano venir meno o comunque essere meno penalizzanti di quanto già fatto, evitando ulteriori aggravi.

In particolare nel documento lasciato agli europarlamentari europei il Presidente Santori ha voluto rappresentare alcuni punti critici quali:

1) Sicurezza: all’interno della stessa Unione Europea, ad esempio, non possono coabitare situazioni per cui le attività degli operatori delle calzature – su un tema importante come la sicurezza – sono regolate minuziosamente e tassativamente in alcuni Paesi, come il nostro, e non sono per nulla categoriche, per non dire convincenti, in altri (Portogallo, Spagna…);

2) Made in: le imprese del settore calzaturiero sono fra le più esposte a concorrenza sleale ed a pratiche di falsificazione di marchi e prodotti, anche e soprattutto perché operano sui mercati esteri in cui acquisizione di know how ed attacchi concorrenziali da parte di terzi sono molto più che rischi. La tutela del Made in è allora fondamentale: tanto si è discusso, tanto è durato il confronto, ora è arrivato il momento di agire, perché da qui passa il futuro dell’impresa nel nostro Paese;

3) Dazi: non possiamo più ammettere che da noi alle calzature provenienti dalla Cina sia applicata una imposta pari all’8% e che le calzature italiane siano in Cina gravate da tributi superiori al 30%.

4) Sanzioni: la situazione presso il quadrante Est dell’Europa con il blocco dell’interscambio con Paesi come la Russia sta penalizzando le imprese fermane in particolare, ma calzaturiere in generale, che da anni trovano in questo Mercato sbocco per le proprie produzioni. Il calo delle vendite verso l’Area è rilevante; le ipotesi di sanzioni o di blocchi economici peggiorano il quadro; si temono evoluzioni peggiorative, capaci di allargarsi senza controllo.

In questo contesto, il ruolo dell’Unione Europea deve essere centrale, anche al cospetto del nostro partner statunitense, che non ha verso l’Area-Mercato russa le relazioni commerciali che abbiamo noi in Italia ed i nostri partner europei.

La soluzione diplomatica deve ricomprendere il superamento della conflittualità presso l’Area, la distensione dei rapporti e la normalizzazione delle relazioni commerciali.

“Il neo Ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni mi ha rassicurato sul fatto che l’impegno contro le sanzioni è massimo – ha dichiarato il Presidente Santori – e che proprio nella giornata di lunedì scorso ha sventato un nuovo tentativo da parte di alcuni Paesi europei, fra cui la Germania, di appesantire ancora di più le sanzioni dell’Ue contro la Russia. La capogruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento Europeo Elisabetta Gardini, invece, mi ha informato del fatto che ha presentato un’interrogazione parlamentare per conoscere le conseguenze delle sanzioni nei settori del calzaturiero e dell’agroalimentare”.

Inoltre, relativamente ai 300 miliardi di euro di fondi che il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Junker ha deciso di investire in tre anni per il lavoro e la crescita, il Presidente Santori ha proposto che una consistente fetta, circa 50/60 miliardi, possa essere destinata dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) alle aziende italiane attraverso le strutture dei Confidi, braccio economico delle territoriali di Confindustria. Santori ha anche auspicato la costituzione di un fondo di investimento che promani sempre dalla Bei ma a gestione regionale con la preziosa collaborazione della Cassa Depositi e Prestiti e delle Fondazioni bancarie. Proposte che – dichiara il Presidente Santori che ha anche incontrato il vice Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani il quale si è fatto promotore di un prossimo incontro con il Presidente della BEI – possono alleviare le criticità e le difficoltà che le piccole e medie imprese in questo momento stanno incontrando”.

“Ho percepito – ha concluso Santori- che la strada dei prossimi giorni sarà quella di un’apertura dell’Ue e dei ministri europei verso la Russia, una riconciliazione che potrebbe portare ad un ridimensionamento se non ad una cancellazione delle sanzioni economiche. Inoltre si sta ridiscutendo del libero scambio fra America e Russia, un tema che, se come auspicato da più parti, potrà conoscere ulteriori e positivi sviluppi nel medio termine, potrebbe aprire l’opportunità anche per le aziende del nostro territorio del Fermano di sondare maggiormente il mercato americano”.

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