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Castelraimondo – Inceneritore Sacci, M5S: “Ennesima scelta miope”

Castelraimondo - Inceneritore Sacci, M5S: "Ennesima scelta miope"

Malumori e perplessità sul caso del mega inceneritore in cui potrebbe essere riconvertito il Cementificio Sacci dopo l’acquisizione da parte del gruppo Buzzi:
“La storia del cementifico Sacci di Castelraimondo non è un caso che riguarda la sola provincia di Macerata.” – è il commento dei candidati per la Regione del Movimento 5 Stelle Gabriele Santarelli, Chiara Traferri,Kevin Pieroni e Gina Vitali- “Il piano regionale dei rifiuti parla chiaro: tutto il CSS (Combustibile Solido Secondario ottenuto mediante trattamento dei rifiuti) prodotto nel territorio marchigiano verrà smaltito, ossia bruciato, in una struttura per la quale esiste una procedura AIA attiva che gli consentirà di accogliere, ossia bruciare, fino a 100 mila tonnellate di CSS all’anno. L’unica struttura di questo tipo presente è appunto il cementificio Sacci che recentemente è stato acquisito dal gruppo Buzzi il quale in altri sedi italiane sta seguendo lo stesso percorso. La struttura opportunamente convertita sarà in grado di ricevere anche il CSS prodotto in altre regioni. In pratica la regione si appresta ad attuare un piano di gestione dei rifiuti fatto su misura per una struttura privata. Il dubbio sulla validità di tale operazione risiede anche nella sua presunta convenienza economica. Infatti lo scenario che si verrebbe a delineare è quello di una forte dipendenza della regione e di tutto il ciclo di gestione dei rifiuti all’attività del cementificio. Questo consentirà al cementificio stesso di operare in regime di monopolio come unica struttura in grado di smaltire tutto il CSS prodotto a livello regionale. A quel punto chi detterà il prezzo? Quali conseguenze dobbiamo aspettarci sulle bollette pagate dai cittadini? Non solo. Un piano di gestione dei rifiuti così congeniato confligge con la gerarchia degli interventi che ci viene indicata dall’Unione europea che parla di riduzione, riuso e riciclo, lasciando la possibilità di utilizzare i rifiuti per la produzione di energia elettrica solo come ultima ipotesi. A ben vedere si tratta dell’ennesima scelta miope che andrà a favorire l’interesse dei privati fatta da chi non riesce a fare, o non ha intenzione di fare, quello scatto di qualità che consentirebbe di avviare un piano di gestione di rifiuti virtuoso basato sulla strategia rifiuti zero. Un piano di questo tipo consentirebbe di creare occupazione visto che è stato calcolato che se la strategia rifiuti zero venisse applicata a livello nazionale si potrebbero creare fino a 400 mila posti di lavoro. Rispediamo quindi al mittente anche le accuse secondo le quali le azioni condotte contro la conversione del cementificio comporterebbe la perdita di posti di lavoro. Come al solito si tratta di fare una scelta e il MoVimento 5 Stelle su questo punto è stato da sempre molto chiaro e anche per la Regione Marche propone l’adozione di un piano dove la parola rifiuto tenda a scomparire per essere sostituita con la parola “materiale”. ”

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