Centro Agroalimentare, il sindaco Piunti: “Gravissima la responsabilità non solo politica della Regione Marche”

SAN BENEDETTO – La decisione della Regione Marche di chiedere la liquidazione delle quote di sua proprietà del Centro Agro Alimentare Piceno. Questa volontà potrebbe portare gravi danni sia all’azienda sia al territorio Piceno in termine di immagine che in termini di una ventilata liquidazione della Società.

Ed in tal senso si registra la presa di posizione del Comune di San Benedetto del Tronto. “L’atteggiamento assunto dalla Regione Marche durante l’assemblea dei soci del CAAP – Centro Agroalimentare Piceno -scrive in una nota il sindaco Pasqualino Piunti– ha lasciato a dir poco stupefatti. La comunicazione della Regione, espressa non tramite un rappresentante istituzionale ma un funzionario, di aver deciso sin dal 2016 la liquidazione delle proprie quote pari al 33,875% e la conseguente richiesta di essere dichiarata decaduta dal diritto di voto, ha colto tutti di sorpresa, visto che in passato più volte era stata espressa dalla stessa Regione la volontà di fare esattamente il contrario, ovvero di operare per il rilancio del CAAP di cui è, dopo il Comune, il socio principale”.

“Il Comune, come noto -aggiunge la nota dell’ amministrazione comunalre- ha deliberato di cedere le proprie quote in quanto l’attività agroalimentare non è tra le sue competenze istituzionali ma ha altresì espresso la volontà di cederle prioritariamente agli altri soci, in particolare alla Regione in coerenza con le competenze istituzionali ad essa assegnate o, in subordine, ad altri soggetti interessati attraverso una procedura ad evidenza pubblica”.

La posizione assunta dalla Regione può comportare gravissime conseguenze per l’operatività del CAAP, compresa la messa in liquidazione con enorme danno per il patrimonio del Comune a causa della svalutazione della partecipazione azionaria che ne conseguirebbe. In attesa che l’assemblea venga riconvocata, l’Amministrazione comunale si attiverà, d’intesa con il Consiglio di Amministrazione, per valutare la situazione e chiedere conto ai vertici istituzionali della Regione della posizione assunta -conclude la nota- che genererebbe  gravi responsabilità, e non solo politiche”.

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