Certificazione parità di genere: le agevolazioni per le aziende


ANCONA – L’articolo 46-bis del decreto legislativo 198/2006, introdotto dalla legge 162/2021, istituisce la nuova certificazione di parità di genere. Con tale norma, il legislatore ha voluto dare concretezza alla missione 5 del PNRR, introducendo uno strumento che consente di accedere ad un sistema di premialità ai datori di lavoro che pongono in essere iniziative volte a ridurre il divario di genere.

Confcommercio, con il vicedirettore Agnese Trufelli, e Terziario Donna Pesaro Urbino/Marche Nord hanno partecipato all’interessante e partecipatissimo webinar informativo dedicato, promosso da Terziario Donna Confcommercio, in collaborazione con il Settore Lavoro, Contrattazione e Relazioni sindacali di Confcommercio-Imprese per l’Italia e UNITER, con l’intervento del Dipartimento Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzato a chiarire le procedure di accesso alla certificazione.

La Missione 5 del PNRR mira ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere in tutte le aree maggiormente critiche, quali ad esempio, opportunità di crescita in azienda, parità salariale a parità di mansione e tutela della maternità.

La legge di bilancio (234/2021) ha stanziato fondi per favorire politiche a sostegno della parità. L’entrata a pieno regime della certificazione necessita dell’emanazione di un Dpcm che indichi parametri minimi per il conseguimento della certificazione di parità da parte delle aziende, atteso nei prossimi giorni.

Queste le agevolazioni:

– sgravio contributivo a favore delle aziende che al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento siano in possesso della certificazione (art. 5, commi 1 e 2, Legge n. 162/2021);

– punteggio premiale per la valutazione, da parte di autorità titolari di fondi europei, nazionali e regionali, di proposte progetti ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti (art. 5, comma 3, Legge n. 162/2021);

– la riduzione del 30% della garanzia fidejussoria per la partecipazione alle gare pubbliche;

– criterio premiale nella valutazione dell’offerta, che le amministrazioni aggiudicatrici dovranno indicare nel bando di gara.

Per l’anno 2022, alle aziende private che siano in possesso della certificazione della parità di genere di cui all’articolo 46 bis del codice delle pari opportunità è concesso un esonero dell’1% dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

L’esonero è determinato entro il limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna azienda.

Confcommercio e Terziario Donna si appoggiano ad UNITER – Organismo di certificazione della Confederazione che si occupa della certificazione delle imprese secondo la UNI/PdR 125/2022 relativa alla parità di genere. Le attività di certificazione sono: richiesta da parte dell’organizzazione; definizione dell’offerta economica e della durata della certificazione in base alla dimensione aziendale; visita di certificazione; rilascio della certificazione con validità triennale; due visite di mantenimento; visita di rinnovo alla scadenza triennale; rinnovo della certificazione per un altro triennio.

La Prassi UNI/PdR 125/2022 ‘Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere che prevede l’adozione di specifici KPI (Key Performance Indicator – Indicatori chiave di prestazione) inerenti alle politiche di parità di genere nelle organizzazioni”, ha l’obiettivo di avviare un percorso sistemico di cambiamento culturale nelle organizzazioni al fine di raggiungere una più equa parità di genere, superando la visione stereotipata dei ruoli, attivando i talenti femminili per stimolare la crescita economica e sociale del Paese.

“Ci riteniamo soddisfatti di questi passi concreti verso una reale parità di genere. Siamo da sempre in prima linea quando si tratta di diritti ed equità tra lavoratori e lavoratrici e sostegno ai nostri imprenditori. Abbiamo attivato da anni una campagna di sensibilizzazione affinché la cultura di genere diventi cultura generale e vedere che il percorso intrapreso, con radici ben salde e grande equilibrio, inizi a prendere forma è per noi motivo di orgoglio”, spiega Agnese Trufelli, ViceDirettore Confcommercio Marche Nord

Per tutte le informazioni sulla certificazione e modulistica non esitate a contattare Confcommercio Marche Nord.

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