“Chiudere i locali dopo le ore 24 per i minori di 16 anni non basta”, interviene il Popolo della Famiglia

ANCONA – “Chiudere i locali alle 24 per i minori di 16 anni , è sicuramente una dimostrazione di buona volontà verso  la giusta direzione, ma non basta”. questo ha dichiarato Fabio Sebastianelli, presidente del Popolo della Famiglia della Regione Marche riguardo alla proposta di legge presentata dal Senatore di Forza Italia Andrea Cangini.

“Concordo con il pensiero di Vincenzo Fiore -ha aggiunto Sebastianelli- non ha senso limitare l’orario di entrata se poi non si riesce a far uscire gli under 16 dopo il “coprifuoco”.  Più giusto sarebbe vietare l’accesso serale/notturno ai minorenni, creando eventi pomeridiani per loro come accadeva tanti anni fa come propone Gianni Iacoponi. Il fatto che non si possa chiedere un documento di riconoscimento per capire l’età della persona non credo sia un problema, nel momento in cui ci fosse una legge che  vieta l’ingresso ai minori in discoteca la sera, è chiaro che l’unico modo di dimostrare la maggiore età sarebbe quello di mostrare patente o carta d’identità, pena il non ingresso al locale. Sarebbe interesse di chi vuole entrare mostrarlo”.

“Il problema delle discoteche -prosegue Sebastianelli nella sua analisi- non può essere risolto con una semplice proposta di legge fine a se stessa,  va discusso con gli interessati. Riguarda i ragazzi certo, ma anche la sicurezza nei luoghi privati aperti al pubblico, e quella nei luoghi pubblici. Se chi esce dal locale è ubriaco, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o semplicemente stanco e assonnato e si mette alla guida, è un rischio per  se stesso e per gli altri ( questo è solo uno dei problemi a titolo di esempio ovviamente).

Andrebbero innanzitutto fatte rispettare le normative vigenti ma integrandole con proposte adatte alle problematiche attuali.  E’ necessaria l’istituzione di un tavolo di lavoro per creare una proposta di legge valida, rappresentata non solo da membri politici,  ma anche da organi dello stato preposti ai controlli, dalle associazioni di categoria e, soprattutto, da associazioni di genitori. Si, perchè quando si parla di figli- conclude Sebastianelli-  l’ultima parola deve essere quella dei genitori”.

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