Chiusura Polstrada Amandola, la protesta di Coltrinari

Chiusura Polstrada Amandola, la protesta di Coltrinari

Il vice-presidente della Camera di Commercio di Fermo interviene sulla vicenda annosa del tentativo di chiudere il distaccamento della polizia Stradale di Amandola. Sandro Coltrinari, stanco di queste continue angherie contro il territorio montano, cavalca la protesta anche a nome dei cittadini, ed intende coinvolgere tutte le istituzioni: “In passato – dice – ci sono stati interventi isolati da parte delle istituzioni: dal Comune di Amandola, alla Comunità Montana dei Sibillini, alla Regione Marche. Vogliamo organizzare con l’aiuto del Comune di Amandola (già ha dato la sua disponibilità) un sit-in in cui discutere seriamente del problema: stiamo intervenendo a tutti i livelli, anche gli onorevoli locali Verducci, Ceroni e Petruzzi hanno dato il loro consenso nel difendere un territorio lacerato e smembrato da ogni parte. La Camera di Commercio di Fermo ha fiutato da tempo il problema: se la zona montana continua ad essere depredata, sarà un danno per tutta la Provincia fermana! Non capisco perché un territorio così ampio deve sempre stare a rischio! Il risparmio è garantito solo se si vuole privare il territorio dalla presenza della polizia, ma se deve essere coperto da pattuglie di zone più lontane (Fermo o Ascoli) è antieconomico e un bel regalo per la malavita e per i tanti furti che continuano ad aumentare seenza posa. Il dipartimento della pubblica sicurezza adduce la scusa che il traffico è in calo ma i dati lo smentiscono. Grazie all’apertura della provinciale 238 Pedaso-Comunanza, della provinciale 237, foro di Croce Casale, al polo industriale di Comunanza, al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, agli impianti sciistici e termali di Sarnano, al Santuario Madonna dell’Ambro, Il traffico aumenta sempre più. Lo stesso trasporto su gomma vede una maggior presenza di mezzi che preferiscono l’interno per i collegamenti verso l’Umbria o il Lazio, evitando gli affollamenti delle autostrade per le tante gallerie. Per questo il servizio deve essere potenziato, essendo l’unico su un territorio di oltre 15 mila abitanti. Con la soppressione si perde il controllo del territorio, la vigilanza continua , il pronto intervento, l’ordine pubblico. Se fu istituito nel 1957 per vigilare sulla rete viaria che univa Ascoli a Macerata con la vallata del Fermano, non si capisce come chiuderlo ora che c’è un bisogno maggiore: sono forse diminuiti i veicoli immatricolati?”.
Nel suo sfogo Coltrinari adduce tanti documenti del recente passato che sistematicamente sono stati disattesi.
Il primo risale al 4 ottobre 2010, quando il direttore generale della Polizia di Stato Pansa nel 2010 dichiarò di non voler sopprimere il reparto, bensì di mantenerlo con un organico di 18 unità per garantire la sicurezza del bacino e di “istallare un servizio di emergenza e di soccorso pubblico “113” a servizio del cittadino”. E’ stato contraddetto dai fatti: ora le unità sono 10.
Secondo: in data 28 febbraio 2012 la Prefettura di Ascoli Piceno invia un ringraziamento ufficiale per gli interventi durante l’emergenza neve (1,7 metri in dieci giorni in Amandola!) alla Polizia di Amandola ed alle altre forze dell’ordine “per esprimere il più sincero apprezzamento per l’impegno profuso dalle SS.LL. che ha consentito di attuare interventi coordiati e di gestire al meglio l’intera fase di emergenza”, a riprova della grande utilità del presidio in caso di calamità; lo stesso dicasi per le piogge dello scorso novembre.
Terzo: in data 25 marzo 2014 Il consiglio Regionale delle Marche con mozione n. 628, sul “Rischio di riduzione dei presidi di Polizia nei territori montani”, su richiesta dell’allora assessore della Provincia di Fermo Marinangeli, impegnò il Presidente della Giunta Regionale Spacca: “A porre in essere tutte le misure di propia competenza affinché non venga chiusoil presidio Polstrada di Amandola; a manifestare al Ministero degli interni la contrarietà di questa Assemblea legislativa all’applicazione della proposta di spending review che prevede la soppressione di diversi presidi di Polizia e Carabinieri della nostra Regione”.
Quarta: il Sindaco di Amandola ha dato disponibilità ad azzerare il canone di affitto dello stabile, a dimostrare tendenziosa la volontà di risparmio.
Si potrebbe continuare con le citazioni… non basta per capire che il territorio montano è posto sotto una continua persecuzione e sfruttamento?
Intanto il Sindaco Marinangeli sta tenendo rapporti stretti con Marangoni, vice capo della polizia, con la speranza che l’azione in sinergia dia una volta per tutte i frutti sperati e che si torni a ragionare in termini di utilità del cittadino.
Giorgio Buratti

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