Cinquantuno anni fa il naufragio del Pinguino. Il ricordo del sindaco Piunti

SAN BENEDETTO – Il 20 febbraio 1966 al largo della costa della Mauritania affondava il Pinguino, motopesca della flottiglia sambenedettese. Nella tragedia perirono tredici marittimi, otto di San Benedetto, uno di Grottammare, tre di Lampedusa ed uno di Formia. Alberto Palestini, Elio Voltattorni, Domenico Romani, Ruggero Spina, Agostino Greco, Giuseppe Greco, Felice Taranto, Giuseppe Monti, Divo Bruni, Tommaso Bruni, Antonio Pompei, Vittorio Fidanza e Vittorio Scartozzi.

L’ amministrazione comunale, con una nota stampa firmata dal sindaco Pasqualino Piunti, vuole ricordare questa tragedia. “Sono passati più di 50 anni –scrive il primo cittadino -ma il ricordo nelle persone care e il dolore resta immutato. Il naufragio del motopeschereccio “Pinguino”, con la scomparsa dell’intero equipaggio nelle acque della Mauritania, costituisce una delle pagine più dolorose della storia della marineria sambenedettese”.

“L’Amministrazione comunale, che esprime, attraverso un assessorato alla pesca e il lavoro di due consiglieri comunali, tutta l’attenzione della città verso un comparto che, per storia  importanza economica costituisce un perno della vita della comunità sambenedettese –aggiunge Piunti-  non può non ricordare, soprattutto alle giovani generazioni, il sacrificio di quegli uomini, accomunati nel tragico destino a tanti, troppi purtroppo, colleghi di lavoro che, nei decenni, hanno dato la loro vita per portare benessere e speranze di vita migliore alle loro famiglie”.

“Restano dunque intatti –conclude il sindaco – i sentimenti di profondo rispetto e gratitudine per i componenti del “Pinguino” che portarono il Comune ad intitolare una zona dell’area portuale al motopeschereccio naufragato e al suo equipaggio”.

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