Concorso di Poesia

COLDIRETTI ANCONA: A MONTECAROTTO ULIVETI E VIGNETI FRANATI , SERVE OSSERVATORIO ANTI-DISSESTO

COLDIRETTI ANCONA: A MONTECAROTTO ULIVETI E VIGNETI FRANATI , SERVE OSSERVATORIO ANTI-DISSESTO

Uliveti e vigne che si sono improvvisamente coperti di “dossi”, viabilità interrotta, terreni impraticabili. E’ la situazione nella zona della strada provinciale 36 Monteroberto – Montecarotto, dove alcune imprese agricole si ritrovano a dover far fronte a una vasta frana che ha creato gravissimi danni alle attività. Oltre ad interrompere la viabilità nell’area, il fenomeno di dissesto ha letteralmente stravolto l’assetto dei campi, come testimoniato dal sopralluogo sul posto effettuato dai tecnici della Coldiretti assieme ai sindaci dei due Comuni, all’imprenditrice che ha segnalato il caso, Marina Carbonetti, e ad esperti incaricati dal Consorzio di bonifica, guidati da un geologo. Un problema che si sta facendo via via sempre più pesante, peraltro aggravato dalle sempre più frequenti ondate di maltempo. Secondo un’analisi Coldiretti sulla base dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia, le Marche sono la regione con l’indice di franosità più elevato (è il rapporto tra area di frane e area totale), pari al 19,4 per cento, con la provincia di Ancona interessata da oltre 8mila fenomeni di dissesto. Situazioni spesso “figlie” dell’abbandono delle aree agricole e della conseguente opera di manutenzione del territorio. Da qui la richiesta di Coldiretti di dare vita a un vero e proprio Osservatorio regionale anti-dissesto, per garantire una mappatura delle aree a rischio e indirizzare efficacemente le risorse. Solo in questo modo sarà possibile fare opera di prevenzione, utilizzando gli strumenti previsti dal Pai, il Piano ambientale, ma anche gli accordi agro-ambientali d’area nel prossimo Piano di sviluppo rurale che devono nascere dal basso, ascoltando gli agricoltori e verificando sul territorio le reali problematiche. Il rischio è che, lasciando ai comuni la libertà di scegliere come “adottare” gli accordi agro-ambietali, i soldi vengano spesi per interventi “di vetrina” e non per aiutare un sistema agricolo che spesso si deve accollare le spese anche per interventi di pubblica utilità, così da poter continuare a operare su terreni altrimenti difficilmente coltivabili.

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