Comparto moda: “Forti sofferenze nell’anno del Covid”, il grido d’allarme di Confartigianatopa

PESARO – La Moda nell’occhio del ciclone Covid: la crisi conseguente alla pandemia sta lasciando pesanti conseguenze sull’intero comparto. Per quanto riguarda la provincia di Pesaro e Urbino, si parla di 1.000 aziende con circa 4.000 addetti.
“Le imprese dei settori tessile, abbigliamento, calzature hanno bisogno di un intervento più ampio rispetto a quanto previsto attualmente nella Legge di Bilancio e destinato al sistema industriale biellese”, sostiene il Presidente di Confartigianato Moda Ancona – Pesaro e Urbino, David Coppari, evidenziando anche che è “necessario sostenere il rilancio di tutte le imprese moda del Paese. Sono 56mila le aziende con 464mila addetti in tutta Italia: di queste, il 67% sono micro e piccole imprese ad alta vocazione artigiana, che danno lavoro ad un terzo dell’occupazione del settore”.
“Bisogna apportare delle correzioni al testo della manovra – sottolinea Coppari –perché è necessario destinare i 15 milioni in 3 anni previsti per l’industria biellese alle imprese di tutta Italia. Fondamentale, inoltre, prevedere un piano più ampio di interventi che restituiscano slancio a un comparto che è simbolo del Made in Italy nel mondo e che ha subito gli effetti peggiori della crisi determinata dalla pandemia.
Si pensi che le perdite di fatturato, nei primi dieci mesi del 2020, ammontano al 22%Si tratta di oltre otto punti in più rispetto del calo del 13,4% della media del manifatturiero. Pesanti anche i mancati ricavi: le imprese della moda tra gennaio e ottobre hanno perso ben 15,5 miliardi di euro, di cui 10 miliardi di minori esportazioni. Sostanzialmente, a fronte della situazione attuale, i 15 milioni di euro in tre anni che sono previsti dalla Legge di Bilancio per il distretto moda biellese sono davvero pochi, perché riescono a coprire solo il 2,6% dell’occupazione della moda italiana. Per questo motivo bisognerebbe pensare a un intervento molto più ampio per tutto il comparto, almeno di 600 milioni di euro”.

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