Confcommercio Marche Nord, Regione e Fipe sottoscrivono la Carta dei Valori: “Insieme per valorizzare le Marche”

ANCONA – “Eccellenze come la ristorazione e l’agroalimentare, insieme al turismo, a una rete infrastrutturale moderna e a una formazione professionale adeguata sono i pilastri per lo sviluppo e la valorizzazione che meritano le Marche. Fondamentale unire le forze, la sinergia tra pubblico e privato”. Con queste parole il Vicedirettore Confcommercio Marche Nord Agnese Trufelli, ha aperto il convegno promosso con Fipe ‘Ristorazione, agroalimentare, infrastrutture e turismo: una rete per valorizzare le Marche’.

Ha riscosso un grande successo e tanto interesse l’incontro, durante il quale non si è mancato di ricordare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Atteso il saluto del direttore Amerigo Varotti, collegato da Paestum, dove sta presentando alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico l’Itinerario Archeologico: «I settori al centro del convegno e per i quali da sempre siamo impegnati sono fondamentali per economia e occupazione. Siamo a Paestum proprio per promuovere il nostro territorio. Stiamo collaborando proficuamente con la Regione e vogliamo continuare a farlo, perché solo facendo squadra si ottengono risultati importanti».

Ha proseguito il governatore Francesco Acquaroli: «E’ un piacere parlare di questi temi. La competitività dipende dalla capacità di fare squadra e come Regione stiamo dialogando con tutti. Fondamentale promuoverci proponendo un modello nostro, unico, puntando sulle eccellenze che caratterizzano le Marche. Abbiamo tutte le potenzialità per emergere. Tanti i provvedimenti per valorizzare la regione. Vogliamo che i giovani trovino qui il loro futuro. Per riportare le Marche ad essere competitive dobbiamo remare insieme in un’unica direzione».

Importante e applaudito l’intervento del vicepresidente Fipe Aldo Cursano, che come sempre ha parlato ai tanti presenti con il cuore: «Si è smarrita la retta via con la pandemia e ora facendo rete va proposto un modello diverso, umano, dove le relazioni, le eccellenze straordinarie che abbiamo, dal cibo all’artigianato, la capacità di accoglienza, siano assolute protagoniste. Se perdiamo il nostro stile perdiamo l’anima. Rimettiamo al centro l’uomo, non facciamoci inglobare dai grandi colossi.

Andare al ristorante, al bar o alla bottega sotto casa significa relazionarsi, dialogare, sorridere insieme. Serve condivisione per ripartire. E va fatto da una dimensione umana. Noi stiamo dando il nostro contributo e nelle Regioni abbiamo trovato in questi due anni dei grandi alleati. È il momento di imprimere una svolta, investendo energie e risorse in un settore, la ristorazione, trainante dell’economia, attorno al quale si è costruita anche la nostra italianità».

Sull’importanza della formazione si è soffermato l’assessore regionale Stefano Aguzzi: “Sto dedicando grande energia per dare una risposta utile alla richiesta di lavoratori sempre più formati. Abbiamo cercato di comprendere e individuare a pieno le esigenze del mercato del lavoro e creare nuovi percorsi, o sostenere quelli già esistenti, di formazione professionale per giovani e meno giovani. Abbiamo ascoltato e coinvolto le imprese per mettere a punto i profili più interessanti e necessari e favorito la formazione professionale direttamente all’interno delle aziende. Ritengo sia importante investire anche sulla crescita professionale di chi già lavora. Nei settori del turismo, dell’agroalimentare, della ristorazione, ci siamo fortemente adoperati per fornire numerosi corsi di formazione”.

Del ruolo fondamentale che rivestono le infrastrutture ha parlato l’assessore Francesco Baldelli: “Non c’è futuro senza infrastrutture moderne e di supporto a chi opera in un territorio come quello marchigiano. Il cambio di passo impresso dalla Giunta Acquaroli è finalizzato a sostenere le imprese e l’occupazione, e ad uscire nel più breve tempo possibile da una crisi che imperversa da più di un decennio, frutto anche della mancanza di infrastrutture all’altezza di un territorio dinamico e laborioso, e che deve competere con le aree più sviluppate d’Europa. Dove si è investito in opere infrastrutturali i risultati sono sotto gli occhi di tutti: basti pensare alla Quadrilatero e all’impatto sullo sviluppo di Civitanova Marche. Il modello Quadrilatero va replicato anche per la Fano-Grosseto”.

Le conclusioni sono state affidate al vicedirettore Trufelli e al segretario Fipe Davide Ippaso: “Un grande ringraziamento ai relatori per gli interessanti e a tutti gli ospiti. Confcommercio c’è e vuole fare rete. Vogliamo creare una formazione innovativa utile per entrare nel settore agroalimentare e una nuova figura professionale denominata ‘jolly’ che dovrà sopperire agli orari pesanti che stanno allontanando tante persone da questo mondo. La Fano Grosseto deve creare quel cordone che potrà unire finalmente le Marche alla Toscana, regione che non è più così lontana da ciò che possiamo offrire”.

Al termine del convegno si è passati alla sottoscrizione della “Carta dei Valori” della ristorazione italiana della Fipe curata da Davide Rampello, documento che contiene le linee di azione per la promozione e valorizzazione delle nostre eccellenze enogastronomiche, definiti beni culturali viventi a cui la ristorazione dà corpo, rinnovamento e racconto.

Dopo le firme nei giorni scorsi, tra gli altri, di Enrico Stoppani presidente di Fipe-Confcommercio, Carlo Sangalli, presidente nazionale Confcommercio e del ministro Massimo Garavaglia, sono arrivate quelle dei relatori, del prefetto Tommaso Ricciardi, dei consiglieri regionali della provincia di Pesaro Urbino e dirigenti Confcommercio.

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