Coronavirus ed economia, quale impatto per il Made in Italy

di Martina Oddi
SAN BENEDETTO  – Coronavirus ed economia: quale impatto per il Made in Italy ? Ne parliamo con il presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani.
Quale sarà l’impatto del Covid19 sul Made in Italy inteso come Food di qualità?
 
“L’impatto del Covid19 sul Made in Italy è un impatto sicuramente importante. Ha  obbligato le imprese a una riorganizzazione dei processi produttivi, organizzativi, di comunicazione interna ed esterna. Il food italiano è un food di qualità, quindi non si può dire che si siano dovuti alzare gli standard in quanto i nostri standard sono già i più alti a livello mondiale ma certamente c’è stato uno sforzo importante per la riorganizzazione dei processi di tutta l’area filiera del food.
Quello che più ci preoccupa è avere una visione di medio periodo sugli scenari di mercato nel senso che qui non si ha certezza di quelle che saranno le richieste da parte del mercato in termini di volumi nei prossimi mesi. Si pensi al fatto che tutto il settore dei consumi fuori casa, hotel, ristoranti, bar è praticamente azzerato. Per cui tutte le aziende che fanno food e che si rivolgevano a questo tipo di clientela sono con fatturati direi azzerati completamente. Mentre rimangono buoni i consumi retail nella grande distribuzione. Cosa succederà quest’estate, il turismo che tipo di impatto potrà avere? Queste sono le grandi incognite su cui si sta ragionando”.
Quanto inciderà il virus sul budget soprattutto in vista della Pasqua?
 
“In vista della Pasqua credo che i consumi in questo caso saranno per lo più a uso domestico. Ci sarà sicuramente una flessione, ma quello che mi fa più paura sono i consumi che si verificheranno nel periodo estivo. Quando in Italia normalmente c’è un grande movimento di persone verso le zone turistiche e quest’anno temiamo che ci sia una stasi totale”.
Sono attendibili le previsioni catastrofistiche di chi dice che nel post Coronavirus ci sarà una recessione con il Pil europeo a -20%? O sono più credibili le previsioni di chi annuncia una forte crescita per i grandi e le PMI?
“Se dobbiamo guardare alle previsioni del post Covid19 non riesco a esprimermi. Io personalmente ritengo che ci sarà una probabile recessione legata alla crisi economica che vivranno tantissime imprese e persone fisiche. Quindi una riduzione dei consumi e quindi indirettamente anche una riduzione delle produzioni a livello europeo.
Ci sono i settori più colpiti, come quello ad esempio del turismo, che impiegheranno molto tempo per recuperare le posizioni. Quindi sono più orientato a pensare a una recessione che non a una ripartenza forte subito dopo l’uscita dal momento emergenziale”.
L’iniziativa lanciata dal Ministro Luigi Di Maio “Io compro italiano” può essere un buon incentivo?
“Può essere un buon incentivo, uno strumento discreto, che vale in qualsiasi momento. Altri paesi hanno valorizzato più di noi le loro produzioni, e può essere questo il momento in cui anche l’Italia inizi a sentire maggiormente l’orgoglio di essere italiani e inizi a consumare maggiormente i prodotti del proprio Paese”.
Infine: il Nobel Robert Shiller fa una analisi che verte sull’importanza della narrazione per la percezione collettiva di eventi virali, con il conseguente impatto sull’economia. Può la comunicazione istituzionale colmare i gap emotivi a livello sociale?
La comunicazione istituzionale nei momenti di crisi può essere sicuramente determinante, può sortire effetti positivi ma può essere anche catastrofica per chi non la maneggi o non la gestisca in maniera appropriata. Ritengo quindi che non sia il momento per nessuno di improvvisarsi comunicatore. Le imprese, le organizzazioni che hanno dimestichezza ed esperienza è bene he facciano la propria comunicazione e gestiscano la propria immagine all’esterno.
Ma sinceramente non consiglierei a chi è digiuno di tali materie di avventurasi in questo momento per il rischio di magre figure o di apparire con comportamenti opportunistici. Per cui manterrei alto il profilo etico delle nostre imprese, la correttezza dei comportamenti, la correttezza nell’applicazione di tutte le indicazioni e delle procedure che ci vengono date. E valorizzerei al massimo il sacrificio che tutti i nostri collaboratori stanno facendo con le proprie famiglie.
Sia nel caso in cui abbiano dovuto sospendere l’attività lavorativa e quindi siano a casa, chiusi nelle proprie abitazioni. Sia nel caso invece siano in quelle aziende strategiche che devono lavorare e che dunque continuano a dare il proprio contributo al nostro sistema Paese”.

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