Coronavirus / Il governatore Acquaroli: “Le Marche rischiano di essere arancioni nonostante l’indice Rt inferiore ad 1”

ANCONA – Marche arancioni da domenica? Al momento la nostra regione è tra quelle a rischio che potrebbero finire in quella fascia di colore  seppure l’indice Rt sia leggermente inferiore a 1. In tal senso si registra l’inervento su facebook del governatore Francesco Acquaroli.

“Ho definitivamente appreso dalla conferenza Stato Regioni di questa mattina -scrive Acquaroli- che il criterio prevalente di valutazione per l’assegnazione del colore alle regioni non è più solo quello dell’indice RT, ma soprattutto quello della valutazione del “rischio”, e cioè in base allo stato di occupazione delle terapie intensive, delle strutture ospedaliere, alla stima dei focolai e altri fattori.

Quindi non è bastato abbassare le soglie RT per l’assegnazione delle fasce, ma hanno ritenuto di andare anche oltre. Questi continui e repentini cambi dei metodi di valutazione creano disorientamento. Dunque, di fatto, se anche le Marche domani avranno l’indice RT sotto ad 1, rischiano seriamente di finire in fascia arancione.

Queste osservazioni le ho poste stamattina nell’incontro con le Regioni e i Ministri competenti e ho chiesto ancora una volta un confronto su scelte così impattanti per tutti noi. Anche perché, alla luce del voto favorevole in Parlamento avvenuto ieri dopo l’informativa del Ministro Speranza, potremo essere vincolati a queste restrizioni per lunghe settimane.

Questo deve essere fin da subito chiaro a tutti. Deve anche essere chiaro che sono preoccupato per l’evolversi della pandemia e non voglio essere superficiale, per questo chiedo da settimane un confronto che non si basi solo sulla mera lettura dei numeri, che dicono tanto ma non raccontano tutto.

Oltre a questa preoccupazione, c’è anche la consapevolezza dell’esasperazione e della difficoltà di tenuta del sistema socio-economico, già sottoposto ad una pressione prolungata. La salute e la sicurezza sono imprescindibili -conclude Acquaroli- ma esse sono anche legate alle esigenze concrete della quotidianità. Spero che il Governo tenga conto di quanto richiesto, ora restiamo in attesa delle decisioni definitive”.

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