Coronavirus / Il grido d’allarme delle pazienti di sclerodermia e del Gils gruppo Italiano lotta alla Sclerodermia ODV: “Non ci abbandonate”

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SAN BENEDETTO – La parziale trasformazione del Madonna del Soccorso in Covid Hospital in questa seconda ondata di pandemia di coronavirus potrebbe creare problemi a numerosi pazienti. Ed in tal senso si inquadra il grido d’allarme lanciato dai pazienti di Sclerodermia e dal  Gils (Gruppo Italiano lotta alla Sclerodermia) ODV. Questo il comunicato che riportiamo integralmente.

“Nessuno rimarrà indietro e Andrà tutto bene, sono i due motti che ci accompagnano dall’inizio della pandemia da Coronavirus. L’intento è sicuramente quello di infondere fiducia, una fiducia che però sembra traballante in questo periodo di emergenza, soprattutto per gli “altri” malati, i “NO COVID ” che purtroppo sono stati lasciati indietro, se non  addirittura inascoltati.

E questo è anche il caso dei malati di immunoreumatologia a cui afferiscono i malati di Sclerodermia/Sclerosi Sistemica. Una malattia rara del sistema immunitario, una patologia degenerativa, invalidante, dolorosa e subdola, per la quale purtroppo non c’è una cura.

Esistono però terapie regolari che possono tenerla sotto controllo e a gran voce  le malate di Sclerodermia sostenute dal Gils, gruppo italiano lotta alla SclerodermiaODV, espongono il loro problema che  è proprio questo: la necessità di terapie regolari. Nella zona del Piceno, al momento siamo seguite all’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto in cui è presente l’ambulatorio di immunoreumatologia, una realtà efficace e indispensabile per i malati reumatici.

L’ambulatorio, che si trova nel reparto di Medicina Interna è a rischio chiusura proprio a causa dell’emergenza Covid. Noi chiediamo con forza che questo non accada. Il motivo è molto semplice, per noi è indispensabile che l’ambulatorio continui a garantire terapie e supporto medico. Visto che le nostre terapie avrebbero necessità di un regime di ricovero di 3/4 giorni e, considerando che non è sempre facile per un reparto come la Medicina (già primo reparto di riferimento per il pronto soccorso) poter garantire un posto letto, circa un anno fa è stato presentato un progetto Day Hospital  con medico e infermiere dedicato.

Ad oggi però, nonostante le promesse, non è stato dato dato corso alla realizzazione del progetto che sarebbe stato risolutivo per la nostra situazione. Il Day Hospital, infatti, è ormai una realtà adottata in quasi tutti gli ospedali d’Italia e sarebbe la soluzione per poter garantire terapie regolari anche in un momento di emergenza sanitaria come quella che stiamo affrontando.

Quello che vogliamo dire – con assoluto rispetto per il dolore di chi è malato e sta soffrendo o per chi è deceduto a causa del Covid-19 – è  che non si muore solo di Covid! Purtroppo si muore e si soffre ancora anche a causa di altre malattie che nessuna mascherina o lockdown potranno fermare. Chiediamo solo di non essere dimenticate”.

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