Davide Valacchi: in tandem da Roma a Dušanbe

ASCOLI PICENO – Un viaggio lungo 8 mesi, una sfida che ha attraversato 2 continenti e 12 paesi, il desiderio di mettersi alla prova e di raccontare la disabilità da un’altra prospettiva. Tutto questo è I to Eye.

I to Eye è un progetto ardito che vuole spronare le persone a scoprire la vita con le sue infinite possibilità, desidera incoraggiarle a oltrepassare i propri limiti perché come dice spesso il suo protagonista, “non esistono grandi o piccoli problemi, ma solo il modo in cui questi vengono affrontati”. I to Eye è un viaggio lungo 8 mesi in sella ad un tandem, una sfida lunga 2 continenti e 12 paesi, è il desiderio di mettersi alla prova e di raccontare la disabilità da un’altra prospettiva.

I to Eye è un’avventura iniziata a Roma venerdì 1° marzo per volontà di Davide Valacchi, un ragazzo di 28 anni che non vede dall’età di 9. I to Eye è sinonimo di amicizia perché non potrebbe esistere senza il supporto di Michele Giuliano e Samuele Spriano. I to Eye ha un obiettivo ambizioso: viaggiare ed entrare in contatto con associazioni e federazioni che gravitano attorno al mondo dei non vedenti, capire come la disabilità visiva possa inserirsi nei diversi contesti socio-culturali e dimostrare che un tandem può essere un influente mezzo di inclusione sociale.

Inoltre, come spiega Davide: “Raccontare e farci raccontare sono i nostri intenti: lo scambio di idee ed esperienze è la prima motivazione che ci ha spinti a intraprendere questo viaggio, con la speranza di smuovere gli animi rispetto alle possibilità che un disabile può avere nella vita.

Un tandem può cambiare l’intera esistenza di un non vedente: noi tre del progetto I to Eye vogliamo dimostrarlo perché è l’unico mezzo di trasporto che gli permette di avere un ruolo attivo nel movimento su lunghe distanze e di godere delle infinite sfumature sensoriali di un viaggio. L’esperienza mi ha insegnato che un tandem può essere un potente mezzo di inclusione sociale per chi ha problemi alla vista, abbattendo alcune delle barriere imposte dalla disabilità”.

Ma chi è Davide? Quando gli viene chiesto di descriversi, risponde: “Sono originario di Ascoli ma vivo da anni a Bologna, dove sto per sostenere l’esame di abilitazione come psicologo clinico. Molto determinato, ho ideato il progetto I to Eye e intendo portarlo in giro per il mondo. A Bologna ho conosciuto Michele in un bar ed è stata subito amicizia, un’amicizia fraterna e spontanea, come quelle che si hanno da bambini.

L’incontro con Samuele è invece avvenuto in un campeggio durante un viaggio sul Gargano, grazie ad un’amicizia in comune… l’immediata sintonia e la condivisione di interessi e idee hanno fatto il resto! Non vedo da 18 anni, ma credo che la disabilità possa essere messa sullo stesso piano di un qualsiasi altro problema della vita… siamo noi che decidiamo se essere disabili o meno!”.

Michele, 37 anni, sardo di origine ma cresciuto in un piccolo paese dell’Appennino bolognese, è cuoco di professione e da 6 anni ha scelto di abbandonare l’automobile per spostarsi unicamente in bicicletta. In questo primo viaggio ha cercato delle risposte e un arricchimento personale. La sua genuinità e la sua ironia hanno reso il percorso più divertente!

Samuele, 25 anni, è nato e cresciuto a Gorla Maggiore. Amante dello sport e della natura, studia e intraprende da anni numerose discipline delle arti marziali, delle quali condivide profondamente stile di vita e valori. La sua esperienza nei viaggi on the road e la sua innata capacità di protendersi verso l’altro rappresentano appieno il progetto I to Eye!

In questa storia intessuta di coraggio, vitalità e speranza hanno giocato un ruolo fondamentale anche Diego Guerriero e Cassandra Poggioli de Il Tandem Volante, due ragazzi dinamici e generosi originari di Piacenza che acquistano e riparano queste particolari biciclette per poi donarle ad enti e associazioni che si occupano di disabilità visiva e/o cognitiva.

Sono stati loro due a fornire il primo strumento necessario per compiere quella che suona come un’impresa. Davide, Michele e Samuele hanno persino dato un nome al loro mezzo speciale: Esmeralda.

Dopo un grave danneggiamento, in Iran è stato acquistato un nuovo tandem grazie al contributo decisivo della famiglia Faraotti – Fainplast – e con Baghera i ragazzi sono giunti sino a Dušanbe, dove il mezzo è stato donato a Siyovush, un ragazzo non vedente di trent’anni che lavora come insegnante di inglese nella scuola speciale di Isor, un sobborgo della capitale tagika.

In questo primo step Davide, Michele e Samuele hanno percorso 12.000 chilometri. Sono partiti da Roma e hanno attraversato Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di Montura, Biotex, Ama Aquilone, Comune di Ascoli Piceno, Makeitalia, Fainplast, Radio Ascoli, Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi Onlus, Rotary E-Club Roma, Rotary E-Club Due mondi, Panathlon Ascoli Piceno e Fermo, CBM Italia Onlus, Cantine di Castignano.

Domenica 1° dicembre alle ore 17 presso il Green Park – Circolo Sportivo Fondazione Carisap i ragazzi saluteranno tutte le persone che li hanno seguiti durante il viaggio, racconteranno dettagli e impressioni che non sono trapelati dalle narrazioni su Facebook, rispondere a tutte le domande e alle curiosità dei presenti e soprattutto accenneranno i progetti futuri.

Seguirà un ricco buffet. Prenotazione obbligatoria entro sabato 30 novembre ai numeri 339.4925860 – 0736.341250.

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