“Di scuola non si può morire”, il grido di rabbia di Cgil Marche, FLC Cgil Marche e Fiom


ANCONA – Ha destato grandissima emozione la morte di Giuseppe Lenoci, 16 anni, di Monte Urano (Fermo) in un incidente stradale avvenuto ieri a Serra de’ Conti (Ancona). Il ragazzo, iscritto al centro di Formazione Artigianelli di Fermo, in attività di stage, era a bordo di un autocarro guidato da un 37enne dipendente di una ditta fermana di termoidraulica, finita fuori strada e contro un albero. Il giovane è morto e il conducente ferito in maniera grave e ricoverato in ospedale.

A seguito di questa tragedia si registra l’intervento della Cgil Marche con una nota stampa del segretario regionale Daniela Barbaresi e di Antonio Renga segretario senerale FLC CGIL Marche.

“Quando uno studente di sedici anni muore nel tragitto di ritorno da uno stage, si consuma un dramma che non può lasciarci indifferenti e non interrogare tutti, a partire dalle imprese, dalle istituzioni e dalla politica. Si rischia di fare confusione e di non capire realmente il complesso mondo del sistema di istruzione e formazione italiano, che ha subito molte riforme e che prevede diverse forme di sperimentazione lavorativa durante il percorso scolastico e formativo. 

 

Questa volta non si è trattato di un infortunio in un cantiere o dentro una fabbrica, ma come si dice in gergo di un infortunio in itinere. Non per questo è meno drammatico e meno grave e non solleva tutta la comunità da alcuni interrogativi.

 

Giuseppe Lenoci aveva solo 16 anni ed era uno studente del corso triennale del Centro di formazione professionale “Artigianelli” di Fermo, impegnato in uno stage in un contesto lavorativo. La sua giovane età e il fatto che fosse uno studente rende ancora più inaccettabile e dolorosa la sua tragica morte.

 

Una tragedia a poche settimane da quella che ha spezzato la vita di Lorenzo Parelli, coinvolto in un progetto di alternanza scuola-lavoro. La morte di uno studente che non era a scuola ma non era neanche un lavoratore. Uno studente che è morto sul lavoro prima ancora diventare lavoratore.

 

Occorre riflettere sulle troppe forme di tirocini, stage, alternanza scuola-lavoro, sull’effettiva efficacia di tali percorsi e sulle condizioni del loro svolgimento che non sempre avvengono nel pieno rispetto della garanzia della salute e sicurezza.

 

Con immenso dolore che si unisce alla rabbia e all’indignazione per una morte inaccettabile, il nostro pensiero va alla famiglia di Giuseppe a cui esprimiamo il nostro cordoglio e vicinanza a nome della CGIL Marche e della FLC CGIL Marche.

 

È difficile, impossibile trovare le parole: speriamo solo che davanti alla morte di uno studente di sedici anni, imprese, associazioni di categoria, organi di vigilanza, istituzioni, riflettano attentamente e si chiedano se si sta facendo davvero tutto il possibile per evitare che questa strage continui e per garantire la sicurezza e l’incolumità di chi lavora e studia e si assumano, fino in fondo, le proprie responsabilità”.

Di rilevo anche l’intervento della Fiom Cigil Marche. “La Fiom Marche -scrive l’organizzazione sindacale- nell’esprimere totale solidarietà e condoglianze alla famiglia di Giuseppe Lenoci, ritiene che quanto accaduto non sia né un incidente, né una tragica fatalità, ma il risultato di un sistema in cui gli studenti vengono messi a lavorare nello stesso identico contesto in cui muoiono quattro lavoratori ogni giorno.

L’ organizzazione sindacale marchigiana dei metalmeccanici pensa che il modello di alternanza scuola-lavoro e di stage debba essere totalmente rimesso in discussione, perchè pur se pensato come formativo è diventato uno strumento di pericoloso sfruttamento, che legittima un mercato del lavoro in cui le aziende competono al ribasso su sicurezza e salari, come se fosse normale lavorare gratis senza diritti.

I governi che si sono susseguiti hanno grandi responsabilità e per questo i metalmeccanici marchigiani fanno un appello affinché l’ attuale modello dell’alternanza scuola-lavoro che ha prodotto tutto questo venga totalmente ripensato partendo dal presupposto che la scuola deve essere un luogo di crescita e relazione e non palestra di sfruttamento, precarietà e morte.

Per tutti questi motivi la Fiom Marche si schiera con le studentesse e gli studenti aderendo e sostenendo tutte le mobilitazioni da essi indette, a partire da quella di venerdì 18 febbraio che si svolgerà a Fermo”.

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