E’ tutto pronto ad Amandola per la Festa del Beato Antonio (17-20-21 agosto)


AMANDOLA – La Festa in onore del Beato Antonio è l’evento più atteso dell’estate amandolese. L’evento è atteso tutti gli anni con grande entusiasmo da parte dei tanti turisti, dai cittadini di Amandola e dei cittadini dei comuni limitrofi ad Amandola.

La festa organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Amandola si svolge in tre giorni: 17-20-21 agosto 2022 e nel suo programma sono previsti vari spettacoli dal vivo ad ingresso gratuito, la sagra della fregnaccia, lo spettacolo pirotecnico, l’estrazione di una tombola, l’etrazione di una lotteria e la rievocazione storica “Le Canestrelle”.

Durante la festa, come di consueto, sarà funzionante un luna park. Info 0736840731 – turismo.amandola@gmail.com

Il beato Antonio Migliorati nasce nel 1355 ad Amandola (Ascoli Piceno), da famiglia contadina, profondamente religiosa. Ispirato dal carisma di san Nicola da Tolentino, ventenne si fa Agostiniano. Dopo anni passati tra Tolentino e Bari torna nel convento di Amandola, dove è nominato superiore.

Apprezzato come predicatore e direttore spirituale, si spegne in odore di santità il 25 gennaio 1450. Presto è oggetto di un sentito culto popolare: a dieci anni dalla morte, il Consiglio comunale delibera di festeggiarne la memoria. La beatificazione ufficiale risale invece al 1759.

Info 0736840731 – turismo.amandola@gmail.com

NOTIZIE SUL SANTUARIO DEL BEATO ANTONIO 

L’edificio, di probabile origine romanica, venne ampliato nel Quattrocento, epoca in cui Pietro Lombardo (1435-1515) completò il campanile (1464) posto a coronamento della massa architettonica. L’abside rappresenta la sezione più antica della chiesa ed è inglobato nel primo piano della torre campanaria. Originario è anche il portale risalente al 1468, opera dell’artista “Marinus Cedrinus Venetus Scultor”,come attesta l’iscrizione nella fascia dell’arco a tutto sesto.

L’arco poggia su colonnine tortili e pilastrini in travertino. Nella fascia esterna sono scolpiti due putti che suonano una tromba e sotto a sinistra sono impressi i santi Monica e Agostino ed alcuni strumenti da calzolaio che suggeriscono la probabile committenza di Johannes de Vannis. L’interno è a navata unica con copertura a volta, e in corrispondenza del presbitero è presente un breve transetto. Di epoca barocca sono gli stucchi e le figure allegoriche eseguiti a fresco tra il 1606 e il 1612 da Domenico Malpiedi, amandolese attivo tra il 1595 e il 1651. I lavori eseguiti tra il 1758-1782, sotto la supervisione dell’architetto Pietro Maggi, rinnovarono completamente la chiesa mutandola in uno stile neoclassico.

Una vetrata policroma raffigurante il Beato Antonio venne commissionata e posta in loco nei primi del novecento. Di Francesco Ferranti (1873-1951) sono l'”Esaltazione del B.Antonio”, che campeggia al centro dell’ abside, mentre sugli altari laterali sono posti la “Vocazione del Beato” e una “Madonna della Cintura”. Nell’abside sono presenti alcune scene del pittore camerte Orazio Orazi (1848-1912) con tema i “Miracoli del Beato”. Sono presenti anche i resti di un coro ligneo del quattrocento e una Pietà in terracotta (di arte nordico-tedesca) del XV secolo.

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