Eccellenza / Il Grottammare cade male in casa contro la bestia nera Forsempronese

Grottammare, 8.12.2019

GROTTAMMARE – FORSEMPRONESE 1-2

Grottammare: Beni, Ferrari (63’ Orsini), Pagliarini, Carboni, Marini (78’ Ferretti), Lanza, Jallow (58’ Calvaresi), De Cesare (72’ Nallira), Ciabuschi, De Panicis, Haxhiu (60’ Crescenzi). All. Manoni

Forsempronese: Chiarucci, Camilloni (81’ Copa), Zandri, Pandolfi, Buresta, Fontana, Conti, Gallotti (66’ Rosetti), Barattini, Paradisi, Battisti (94’ Loberti). All. Fucili

Arbitro: Mazzer di Conegliano (Bellagamba/Galieni)

Marcatori: 11’ Conti (F); 42’ De Cesare (G); 59’ Paradisi

Ammoniti: 22’ Jallow (G); 37’ Camilloni (F); 49’ Fontana (F); 67’ Calvaresi (G); 88’ Nallira (G)
Espulso: 89’ Lanza (G)

Spettatori: 100 circa – Calci d’angolo: 5-3 per il Grottammare

Recuperi: 0 minuti nel p.t.; 6 minuti nel s.t.

 

Continua la serie negativa del Grottammare contro la Forsempronese per quando riguarda le partite casalinghe: con quella di oggi, infatti, sono 8 le sconfitte su 12 incontri disputati (il primo è del 1969-70), a fronte di 4 pareggi e zero vittorie. Ci si aspettava quindi l’abbattimento di un tabù, invece così non è stato, tutto è rinviato al prossimo anno, speriamo… Nella formazione dei padroni di casa messa in campo dal primo minuto da mister Manoni, troviamo la novità del ritorno all’ovile di Jallow, partito in estate per Porto d’Ascoli ma lasciato libero dopo soli tre mesi (chissà come mai…): non è certo lui il rinforzo che ci si attendeva per dare una svolta ad un campionato fin qui sotto le aspettative. Quello che manca al Grottammare, e oggi ci è stata la controprova, è un centrocampista di peso, uno che sappia far girare la palla e “imboccare” gli attaccanti; i tre di oggi (che poi sono più o meno gli stessi dall’inizio del campionato) – Carboni, De Cesare ed Haxhiu, in ordine di età – vengono sistematicamente saltati dai lanci lunghi dei difensori, non si propongono quasi mai, non fanno filtro e vanno sempre in sofferenza, mettendo a disagio il reparto arretrato: Carboni oggi ci ha messo un po’ più di volontà nel secondo tempo, forse per farsi ripagare dall’erroraccio dal dischetto (a proposito, stanno ancora cercando il pallone nel giardino della casa dietro la porta nord, chi lo trova è pregato di portarlo al custode…), ma non ha inciso un granché e da uno come lui, con trascorsi tra i professionisti, ci si aspetta molto di più; De Cesare gioca sempre a corrente alternata, intervalla cioè sprazzi positivi (come il procurato rigore e la rete di oggi) a momenti di abulia totale, ma quest’ultimi sono purtroppo di gran lunga superiori; Haxhiu, poverino, è obbligato a giocare fuori ruolo per lasciare il posto davanti alla difesa a Carboni ed è costretto, suo malgrado, a rimediare brutte figure (tutti rimpiangono il bel giocatore ammirato lo scorso anno). Vedremo se con il rientro di Franchi – forse a gennaio – ed un eventuale innesto nel mercato di riparazione qualcosa cambierà, altrimenti sarà dura salvarsi. Per quanto riguarda la Forsempronese, ha fatto la sua onesta partita, ha trovato due gol “viziati” (vedremo poi perché) e li ha difesi con ordine, senza far correre grandi pericoli al classe 2001 Chiarucci. Ha in rosa due giocatori che, tra centrocampo ed attacco, spostano gli equilibri: parliamo di capitan Paradisi e dell’esterno Battisti; il primo, nel pieno della sua maturità, oggi ha giocato in assoluta libertà, nessuno centrocampista del Grottammare lo ha contrastato a dovere, e si è permesso il lusso di segnare, secondo l’arbitro, il gol della vittoria. Il secondo, Battisti, è un peperino che sulla fascia fa il suo dovere, mettendo spesso in difficoltà il proprio marcatore e creando scompiglio nelle difese avversarie; forse pecca di troppo altruismo come quando all’85’, in un veloce contropiede, ha avuto sui piedi la palla per chiudere il conto ma ha preferito passarla a Barattini, il quale – solo davanti a Beni – ha sbagliato clamorosamente facendosi parare il tiro. Battisti ci ricorda un po’ il nostro De Panicis dei tempi migliori, quello che nel 2016-17 proprio a Fossombrone segnò nei tempi supplementari il gol salvezza in un drammatico spareggio. Ecco, il Grottammare deve ritrovare il vero De Panicis; non sappiamo cosa stia passando il giovane biancoceleste, ma i compagni devono aiutarlo a rinvenire lo smalto migliore.

Passiamo alla cronaca. I padroni di casa ci provano subito e nei primi due minuti imbastiscono altrettante azioni che avrebbero potuto dare subito una svolta all’incontro: al primo minuto De Panicis dalla sinistra mette in mezzo un bel pallone, Ciabuschi si avvita per girarlo di testa ma la sua conclusione, da buona posizione, è abbondantemente fuori. Un minuto dopo, è ancora De Panicis a provarci: lanciato da Pagliarini, finta il cross e rientra tentando il tiro a giro appena dentro l’area, ma la palla finisce fuori di molto. In una situazione simile, il De Panicis che conosciamo avrebbe sicuramente preso lo specchio della porta… Al 4’ si affacciano i metaurensi: Paradisi batte una velenosa punizione da tre quarti campo, tutti saltano ma nessuno la colpisce, la palla è destinata all’angolino basso ma con un colpo di reni Beni riesce ad acciuffarla prima che la stessa varchi la linea bianca. Al 7’ De Panicis ha la grossa occasione: lanciato alla perfezione da Haxhiu, nell’unica palla giocata bene dal giovane albanese, va via veloce all’avversario, entra in area e, invece di tirare con il portiere in uscita, aspetta il rientro del suo marcatore per farsi atterrare; cosa che avviene ma l’arbitro lascia correre. Al di là del possibile errore del fischietto veneto, non è concepibile che l’esterno grottammarese non provi a tirare in porta appena gli si presenta l’occasione; è non è la prima volta che lo fa, anzi in passato si è beccato anche il cartellino giallo per presunta simulazione. Passata la paura, i biancoazzurri pesaresi oggi in maglia nera si buttano in avanti e trovano il gol del vantaggio; scorre il minuto 11 quando da un cross dalla destra, Lanza rinvia male perché contrastato fallosamente – non visto dal direttore di gara – da Battisti; la sua corta respinta è raccolta fuori area da Conti che, indisturbato, non ha difficoltà a battere Beni. Al 26’ l’arbitro, invece, vede lo sgambetto subìto da De Cesare in area ad opera di un difensore ospite (non ammonito…): lungo traversone dalla destra, il capitano biancoceleste recupera il pallone che stava sfilando sul fondo e, nel rientrare, viene affrontato duramente e atterrato da Fontana. Sugli undici metri si presenta Carboni, dopo che Ciabuschi e De Cesare si erano sfilati: il tiro del trentacinquenne ascolano è degno dei calci piazzati di Diego Dominguez, il miglior realizzatore della nazionale italiana di rugby, ossia molti metri sopra la traversa. Aperta parentesi: visti i tanti rigori sbagliati negli ultimi tre anni dai calciatori grottammaresi, le soluzioni sono due: o cominciare ad allenarsi seriamente a tirarli o chiedere ai direttori di gara di non assegnarli più… Chiusa parentesi. Nonostante l’errore, gli uomini di Manoni non si demoralizzano e cercano in tutti i modi di pervenire al pareggio: al 31’ Carboni batte un angolo dalla destra, la palla – spizzata di testa da qualcuno – perviene a Marini indisturbato al centro dell’area; il centrale difensivo, cercando di fare il centravanti, gira al volo verso la porta ma cicca completamente il pallone e l’opportunità sfuma. Al 40’ Haxhiu mette in mezzo un traversone dalla sinistra, Ciabuschi tenta un’improbabile rovesciata con la palla che finisce alta sopra la traversa. Finalmente due minuti dopo il Grottammare pareggia: dopo un batti e ribatti poco fuori dell’area, la palla perviene a Carboni – spostato sulla destra – il quale vede l’inserimento di De Cesare e gliela serve precisa sulla testa, il capitano non può sbagliare e batte l’incolpevole Chiarucci. Finisce così la prima parte della partita.

Nella ripresa succede molto poco, sembra che le due squadre si accontentino del pareggio. Al 59’, invece, ecco la fiammata decisiva: dalla destra arriva un lungo traversone di Camilloni, capitan Paradisi – inseritosi tra i due centrali seguito da… nessuno – la gira di testa, la palla spizza la traversa e ricade in campo, Lanza poi l’allontana; per l’assistente Galieni, in linea con l’azione, è tutto regolare ma l’arbitro vede il pallone “dentro” e assegna la rete. Piccola postilla: le linee bianche delle porte a Grottammare sono leggermente inclinate verso l’interno; se la palla avesse preso la linea piena sarebbe entrata in rete senza problemi; se è uscita, evidentemente non ha preso la linea bianca o se l’ha presa lo ha fatto verso l’esterno; il regolamento dice che per essere gol il pallone deve entrare completamente per cui non si capisce come il direttore di gara – oltretutto dalla posizione in cui era – abbia potuto vedere la rete. Inoltre il buon senso dice anche che nel dubbio si lascia correre. I biancocelesti di casa protestano poco perché tanto sanno che con certi “protagonisti” è inutile. Nella mezzora finale (più il recupero di sei minuti neanche fatto giocare per intero: la fine è arrivata infatti con trenta secondi di anticipo), comunque, il Grottammare ci ha messo del suo senza creare alcuna occasione da rete se non, al 65’, quando Ciabuschi incorna bene un traversone di Calvaresi ma la sfera finisce fuori. Poi a cinque minuti dalla fine il gol sbagliato da Barattini già descritto. Per il resto niente da segnalare.

In merito alla direzione del signor Mazzer da Conegliano, stendiamo un velo pietoso: a parte il gol decisivo, ha sbagliato tanto in generale e vogliamo solo sperare che sia stata solo una giornata negativa e che questo non sia il suo livello medio perché altrimenti l’Aia sta messa davvero male. A prescindere, è comunque un arbitro senza personalità e lo si è visto quando, nell’ultima mezzora di gioco, non è riuscito a stroncare le continue perdite di tempo degli uomini di Fucili: addirittura abbiamo cronometrato fino a 18 secondi una palla trattenuta tra le mani dal portiere Chiarucci. Incredibile, ma vero… E poi, onestamente, non si è capita la decisione di mandare ad una partita tranquilla come quella di oggi un arbitro da fuori regione quando c’è ne erano altre decisamente più “difficili” (pensiamo al testa-coda Anconitana- Atletico Azzurra Colli diretta dal fermano Sabbouh); a meno che la scelta non sia stata voluta per ribadire che gli arbitri marchigiani sono decisamente migliori di questi “fenomeni” provenienti da altre parti d’Italia…

Michele Rossi

Testo © dell’Autore e dell’Editore
Nelle foto © di Lara Facchini, i giocatori del Grottammare festeggiano il momentaneo pareggio

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