Elezioni Regionali 2020 / Il Movimento per le Marche: “Riordinare i consorzi di bonifica”

SAN BENEDETTO – Tra i punti principali dell’iniziativa politica attuata dal Movimento per le Marche c’è il riordino dei consorzi, in particolare di quello di bonifica.

La mission originaria dei consorzi nacque su legge dello Stato nel contesto socio-economico degli anni Trenta. Nei decenni successivi, a seguito di un repentino sviluppo economico del nostro Paese, il loro ruolo, di bonifica idraulica e irriguo, forte nel periodo in cui vennero istituiti, divenne meno importante. Con il passare del tempo la mission operativa dei Consorzi divenne sempre più generica, creando così eccessive interpretazioni ma anche indebitamento economico degli stessi sempre più consistente. Questa situazione ha generato ormai da diversi anni un giudizio negativo su questi enti da parte dei cittadini.

«Il consorzio di bonifica – spiegano gli esponenti del Movimento per le Marche- deve ritornare a gestire la parte che riguarda l’irrigazione e la bonifica idraulica: non è più tollerabile che arrivino decine di migliaia di richieste di pagamento di contributi consortili ai cittadini marchigiani per la pulizia idraulica o della prevenzione al dissesto idrogeologico, che spesso si traducono in ricorsi nelle commissioni tributarie o addirittura in cartelle esattoriali .

Nelle Marche chi ha governato la Regione ha attribuito al consorzio di bonifica di tutto e di più, dalla realizzazione  delle opere di urbanizzazione delle stalle per gli allevatori terremotati, alle attività legate alla mitigazione del rischio idrogeologico fino ad arrivare a procedimenti amministrativi complessi riguardanti ponti e viadotti o addirittura strutture sanitarie inagibili.

Tale situazione ha generato sovrapposizioni, su alcune funzioni,  tra vari enti come ad esempio gli ex Genio Civile, organi che da sempre esercitato funzioni riguardante gli interventi di prevenzione e lotta ai dissesti idrogeologici.

«Il consorzio -spiegano gli esponenti del Movimento per le Marhce- va ricondotto alla bonifica e all’irriguo nell’attesa che arrivi la norma dello stato che li sopprima. La gestione della prevenzione, la lotta al dissesto idrogeologico e la pulizia idraulica devono alla Regione attraverso gli uffici preposti, cioè gli ex Genio Civile».

« Dovrà, inoltre, essere sospesa immediatamente la richiesta del pagamento del contributo consortile se non per la bonifica, la parte irrigua o dove sia provato il beneficio diretto all’immobile oggetto di richiesta di pagamento. Questo -concludono gli esponenti della lista civica- in attesa dell’approvazione da parte del Consiglio Regionale di un piano di bonifica generale». 

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