Elezioni Regionali 2020 / “Il welfare al centeto dell’ agendo di governo regionale” lo affermano Manuela Carloni e Antonio Mastrovincenzo (Partito Democratico)

ANCONA – Negli ultimi 25 anni nelle Marche il terzo settore è cresciuto in maniera esponenziale. Lo certificano i dati Istat, che indicano come la nostra regione si posizioni al settimo posto per la presenza di associazioni no profit, ben 11.449, in rapporto alla densità di popolazione.

Un incremento strettamente legato alla grande attenzione e alle tante risorse stanziate dal governo regionale di centrosinistra, che ha sempre creduto nel ruolo cruciale di chi ogni giorno si impegna con forza e determinazione a favore delle categorie più fragili.

E’ quanto emerso al Parco Belvedere di Ancona, dalle toccanti testimonianze delle principali associazioni di volontariato del territorio, intervenute all’incontro, moderato dal giornalista di Etv Marche Lucio Cristino, con i candidati Pd al Consiglio Regionale nel collegio di Ancona, Manuela Carloni e Antonio Mastrovincenzo. Dare un’ulteriore slancio alle politiche sociali, mettendo il welfare al centro dell’ agenda dei prossimi cinque anni di governo. Queste le priorità su cui hanno puntato i due candidati dem.

“Oggi – ha detto Carloni, ex segretario regionale Cgil scuola ed ex presidente Auser Marche – dobbiamo decidere per quali valori andare a votare il 20 e 21 settembre. Il Covid ha messo in luce le nostre fragilità, ma ha anche svelato quali sono le nostre forze. Durante l’emergenza sanitaria le tante associazioni di volontariato sono intervenute a sostegno delle istituzioni pubbliche, aiutandole a prendersi cura degli anziani soli, delle tante persone che purtroppo si sono trovate in una situazione di povertà aumentata.

Se ciò non fosse accaduto, avremmo avuto molte più difficoltà. Il terzo settore si conferma una delle colonne di uno Stato democratico e non può non rientrare tra le nostre priorità. Dobbiamo continuare a sostenere queste importanti realtà con ulteriori incentivi e sgravi fiscali. Nella regione Marche è stato avviato con successo un grande e innovativo progetto di rete per affrontare il Covid e il post Covid.  Riuscire a fare comunità è l’atteggiamento giusto”.

Per Antonio Mastrovincenzo, presidente del Consiglio Regionale, il potenziamento del welfare passa anche attraverso l’istituzione di un assessorato dedicato. “Il welfare – ha affermato –  rappresenta una chiave di volta per il futuro della nostra regione. Per questo dobbiamo continuare a dialogare con il terzo settore ed utilizzare in modo mirato i fondi statali a disposizione per il suo potenziamento”.

Dopo aver ricordato le tante leggi approvate a favore delle categorie più fragile ed in particolare delle persone con disabilità, di cui è stato primo firmatario nei cinque anni appena trascorsi, Mastrovincenzo ha illustrato le sue priorità per la prossima legislatura.

“Vogliamo garantire – ha aggiunto – ulteriori finanziamenti per proseguire il percorso di supporto ai caregiver di familiari non autosufficienti e al disagio minorile, ma anche combattere le disuguaglianze, la povertà, attingendo ai finanziamenti europei. E’ inoltre nostra intenzione incentivare le politiche per la casa e mettere in campo azioni per contrastare il calo demografico”.

All’incontro, molto partecipato, sono intervenuti Simone Breccia, direttore della Caritas di Ancona – Osimo, Sergio Gradara, presidente provinciale Auser, don Giuliano Fiorentini,presidente di Oikos, Simoni Bucchi, alla guida del Csv Marche, Alessandro Fucili (Ceis di Ancona), Diego Mancinelli, portavoce del Forum Terzo Settore e Adriana Celestini, in rappresentanza dello Iom.

“Quello di comunità – ha ribadito Carloni – è un concetto democratico, europeista e antifascista, perché diciamocelo, oggi il sovranismo è il nuovo fascismo ammantato di democratura. Quando Acquaroli  afferma che per il sistema sanitario non servono i soldi dell’Europa, ed in particolare del Mes, mi tremano i polsi. Si tratta di risorse indispensabili e occorre spenderle bene per rafforzare il welfare e il sistema sanitario”.

Tra i progetti rilanciati da Mastrovincenzo, anche lo stanziamento di ulteriori fondi per le iniziative di workers buyout : “Nelle Marche esistono già circa circa 30 esperienze. Cooperative di dipendenti di aziende in crisi che hanno rilevato l’attività, garantendo la prosecuzione della produzione e l’occupazione. Un modello che va sviluppato e per il quale vanno individuate cospicue risorse”.

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