Esordio in campionato per la Samb a Carpi, primo derby marchigiano con la Fermana

SAN BENEDTTO – Trasferta di Carpi alla prima, esordio al Riviera col Gubbio, poi, a ruota, i derby con Fermana (al Riviera) e Fano (in trasferta). Per nulla comodo l’avvio di campionato della Samb, nel girone B insieme a tutte le altre marchigiane. Sempre al Riviera, nel girone di andata, gli altri derby. Quelli con la Vis Pesaro il 15 novembre e col Matelica il 13 dicembre. Ultima gara del 2020, Al Riviera, contro la Virtus Verona. La prima del nuovo anno, invece, sul campo della Feralpisalò, il 10 gennaio.

I big match con le favorite del girone Perugia Padova e Triestina sono in programma rispettivamente 8 novembre al Riviera con gli umbri, il 6 dicembre in terra giuliana, mentre la gara con l’undici di Andrea Mandorlini chiuderà il girone di andata  il 17 gennaio a San Benedetto. Paolo Montero, in diretta su RaiSport, ha commentato così il calendario: “Cominciamo subito contro una delle favorite per la promozione, il Carpi”.

L’inizio del campionato, però, previsto per il 27 settembre rischia seriamente di slittare. Eloquente l’intervista rilasciata dal vice presidente dell’ Assocalciatori Umberto Calcagno al portale TuttoC.com. L’ associazione di categoria non molla. Nessuno scenderà in campo nella prima giornata.

“Spiace dirlo –afferma Umberto Calcagno- ma con queste norme il campionato non partirà. Se non verrà eliminato il vincolo delle liste, i giocatori non scenderanno in campo. Nei primi giorni della prossima settimana la dichiarazione di stato di agitazione sfocerà nello sciopero per la prima giornata. Ci aspettiamo che non si arrivi a tanto”.

Perché le liste a 22 non vanno bene? “Non hanno senso di esistere. La Lega –risponde Calcagno-afferma che siano l’unica maniera per risparmiare: non capisco perché i presidenti debbano autolimitarsi. Nessuno gli ha mai imposto di tesserare più di 22 calciatori. Oltretutto chi ha più di un milione di euro di budget da anni deve comunque presentare delle fideiussioni aggiuntive; quindi nessuno fa più il passo più lungo della gamba e infatti solo un terzo dei club l’anno scorso ha superato tale limite.

La realtà, quindi, è che c’è solo la voglia di limitare gli altri, di penalizzare i calciatori e quei presidenti che vorrebbero investire seriamente nel nostro mondo. Questa è la norma studiata dai club che vogliono competere alla pari con chi ha un budget di due o tre volte superiori, capite che non parliamo più di sport”.

I rapporti con la Lega Pro non sono ottimali. “Non abbiamo alcun tipo di interlocuzione. La cosa triste –è sempre Calcagno che parla- è che ho appreso dai giornali delle liste a 22, nonostante il dialogo costante su altre tematiche nei mesi scorsi. C’è stato poco rispetto per l’intera categoria, ancor più dopo il mancato riscontro alle nostre istanze. Oggi abbiamo un’unica certezza: se la situazione non cambia, la prima giornata salterà”.

 

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