Expandere Marche 2017, ricostruire le città attraverso l’uomo: si presentano i nuovi modelli sociali, gestionali, imprenditoriali per la rinascita delle Marche

TOLENTINO – Di un paese c’è bisogno, come scrisse Cesare Pavese ne “La luna e i falò”: ma non “per il gusto di andarsene via” bensì per la passione con cui si vuole ritornare, ricostruire, ricominciare. Expandere Marche 2017, organizzato dalla Compagnia delle Opere Marche Sud  in collaborazione con Confartigianato Macerata e con il contributo della Camera di Commercio di Macerata, al Politeama di Tolentino il 5 luglio prossimo a partire dalle 9.30, vuole essere il momento di raccolta e sviluppo dell’idea di ricostruzione attraverso le sue mille declinazioni, da quella sociale a quella finanziaria passando per quella culturale, turistica e imprenditoriale.
“In questi mesi – ha dichiarato il Presidente della Compagnia delle Opere Marche Sud Emanuele Frontoni – i marchigiani pur se tra mille difficoltà hanno ribadito il loro attaccamento al territorio ed il desiderio di ripartire. Da parte nostra abbiamo già istituito, tempo fa, una raccolta fondi  che sosterrà i progetti specifici relativi alla ripartenza di piccole attività commerciali, con la creazione di un Comitato Tecnico per individuare i progetti da sostenere, perché le attività dei progetti scelti saranno monitorate e ne sarà fatto un puntuale rendiconto. Ma il vero punto da analizzare è come ricostruire perché, ad esempio, da più parte l’idea di “ricostruire come prima” è sottoposta a critiche. Di una cosa siamo certi: qualsiasi modello di ricostruzione materiale passa attraverso la ricostruzione del tessuto sociale, la ricostituzione di un vincolo tra le persone”.
Si può costruire, dunque, solo confrontandosi e non applicando soluzioni ritenute giuste a priori: per incontrare le persone, porre le domande, andare a fondo con i problemi Expandere Marche 2017 propone subito, nel programma la cultura come patrimonio del territorio nell’incontro con il direttore artistico dello Sferisterio di Macerata, Francesco Micheli. A seguire, la storia di lavoro e solidarietà della Vissana Salumi di Visso: Guido Focacci può raccontarla perché solidale è stata nei loro confronti l’azienda “Oro della Terra”, che mise a disposizione subito dopo il sisma celle frigorifere, magazzini e mezzi di trasporto e perché, in seguito, ben tre aziende che lavorano nello stesso settore diedero loro accesso ai laboratori per produrre, senza chiedere niente in cambio.
A seguire, Giampaolo e Matteo Bompezzo della Brandoni&Sons si soffermeranno sul ruolo della musica per ricostruire, mentre due allevatori di Pieve Torina e Ussita, Marco Scolastici e Michela Paris, nel loro “Allevare Speranza” illustreranno un particolare progetto di filiera.
Di scenari e domande aperte parlerà l’economista Nomisma Marco Marcatili, che di recente ha evidenziato quelle che sono state definite dallo studioso “crepe latenti” preesistenti al sisma nelle zone colpite, se messe a confronto con le medie nazionali: lo spopolamento, l’età media avanzata della popolazione residente, la stagnazione del mercato immobiliare locale, il sottoutilizzo delle abitazioni; ma ha anche sottolineato le energie latenti come il livello alto di istruzione degli abitanti e la potenziale ricettività turistica, chiedendosi che tipo di ricostruzione si sarebbe dovuta attuare e, soprattutto, per chi, interrogandosi sul pendolo tra una “ricostruzione sentimentale” ed una ricostruzione funzionale.
Dal tipo di ricostruzione derivano i modelli organizzativi, gestionali e tecnologici: sui modelli da applicare nell’assistenza a lungo termine, argomento importante data l’età anagrafica di buona parte della popolazione colpita dal sisma nelle Marche, interverrà il Direttore generale dell’INRCA (Istituto specializzato nella cura e nella ricerca sugli anziani) Gianni Genga. Di assistenza agli anziani nei territori fragili parlerà anche Diego Mancinelli, del Coos Marche.
Il dramma del sisma permette, da un certo punto di vista, di pensare alla ricostruzione in termini innovativi. A tal proposito interverranno il docente di Scienza delle Costruzioni della Politecnica delle Marche Stefano Lenci e, per quanto riguarda i beni culturali, Carla Di Francesco del Ministero dei Beni Culturali: della rinascita del Politeama si occuperà, nella sua relazione, il direttore artistico Massimo Zenobi.
La ricostruzione passa attraverso gesti concreti: uno dei più conosciuti è quello di Box Marche: Tonino Dominici, il Presidente dell’azienda, esporrà ai presenti le caratteristiche del progetto “Succisa Virescit”, per la costruzione urgente di una nuova struttura scolastica a Pieve Torina, paese simbolo della distruzione causata dal terremoto, con il 92% degli edifici totalmente inagibile.
Di realtà virtuale della ricostruzione tratterà Antonio Besana di GFK, una delle principali società di ricerche di mercato che quotidianamente lavora per scoprire nuovi trend di pensiero e di acquisto nel Mondo: la ricostruzione, attraverso l’innovazione tecnologica, può coinvolgere anche un intero paese ed è il caso di San Ginesio, illustrato dal sindaco Mario Scagnetti.
“My Marca” sarà presentata ad Expandere Marche come portale di e-commerce che Emanuele Conforti ed il suo team hanno strutturato apposta per promuovere i prodotti di eccellenza marchigiana sul web, ma anche la finanza pubblica può e deve dare il suo contributo, come sarà evidente nell’intervento di Giuseppe Di Giovambattista di Archidata. Questi interventi sono il preludio ai tavoli di lavoro che si svolgeranno su edilizia, finanza, servizi sociali e sanitario, turismo, cultura e agrifood dopo la pausa pranzo.
Sarà chiaro, alla fine di Expandere Marche 2017, che una ricostruzione è possibile se affrontata senza ricette precostituite. Ed è necessaria, perché sempre Pavese ci ricorda che “un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo”.

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