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F.lli Monaldi – UGL: “Proroga CIGS e curatela fallimentare, continua la confusione”

F.lli Monaldi - Proroga CIGS e curatela fallimentare, continua la confusione

L’Ugl di Ascoli Piceno continua i suoi aggiornamenti sulla questione Fratelli Monaldi:

“Prima lo spacchettamento della F.lli Monaldi SPA, poi il peccato originale della Curatela Fallimentare di consolidamento e peggioramento di quella opaca operazione; adesso il ginepraio aperto sulla proroga della CIGS di sei mesi per i 31 lavoratori del sito di Petritoli.

L’incontro con il Giudice Delegato del Tribunale di Fermo, il 18/02/2015, è stato schietto e corretto; abbiamo espresso critiche alla Curatela Fallimentare, presente all’incontro, di aver consolidato, con i contratti di luglio 2014, la spoliazione del sito strategico di Petritoli esponendo drammaticamente i lavoratori ad una forte criticità lavorativa; ma altresì abbiamo chiesto per l’oggi ed il domani una necessaria modifica di indirizzo puntando alla unitarietà della ex F.lli Monaldi SPA in tutto il suo molteplice e variegato complesso aziendale; d’altronde è nelle carte della procedura che il valore del complesso aziendale venduto unitariamente è maggiore dei singoli rami di azienda separatamente distinti e quindi più coerente alla garanzia dei creditori.

Ci siamo arrabbiati con il Dott. MATTIOZZI per il blitz effettuato del via libera dato, di riconsegna alla Società di leasing di un macchinario importante per il sito di Petritoli come la “Sgusciatrice”; uno schiaffo ai lavoratori ed una perdita di valore del sito di Petritoli.

La proroga della CIGS per sei mesi è nella logica delle cose: l’azienda è viva; due rami di azienda sono in affitto; la gara di vendita è unitaria per l’insieme di tutto il complesso aziendale; la Monaldi Italia SRL si è impegnata ad avanzare una proposta di acquisto nella soglia massima di 7 milioni di Euro.

Il quadro contiene tutti i presupposti perché la Curatela Fallimentare chieda ed ottenga, nello spirito e nelle norme della Fornero altri sei mesi di CIGS; una iniziativa diversa e contraria della Curatela Fallimentare è impensabile; segnerebbe un attacco gratuito e preventivo al lavoro, allo sviluppo ed all’occupazione.

Riteniamo che la Curatela Fallimentare stia aprendo su questo tema un ginepraio di richieste di liberatorie individuali, di paletti ad escludendum, di richieste totalitarie di accettazioni, che rischiano di portare tutti in una brutta palude; vorremmo escludere che ci siano retro pensieri nella testa della Curatela Fallimentare per cui costretta con una mano a chiedere la CIGS per sei mesi cerchi di toglierla con l’altra mano avanzando speciose e contraddittorie liberatorie.

Ieri 19/02, nello studio del Curatore Fallimentare è stata chiusa, con un mancato accordo, la prima fase della procedura; attendiamo la successiva convocazione in Regione.”

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