Concorso di Poesia

Fattura elettronica: l’intervento di Sandro Coltrinari, vicepresidente Camera di Commercio Fermo

Fattura elettronica: l'intervento di Sandro Coltrinari, vicepresidente Camera di Commercio Fermo

Ancora una volta l’amandolese Sandro Coltrinari, vice-presidente della Camera di Commercio di Fermo, mette in risalto una questione di cattiva gestione politica nazionale che non sa ancora risolversi della asfissiante burocrazia. Si tratta della fatturazione elettronica che dal 6 giugno 2014 è obbligatoria per i rapporti economici coi Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale, e dal 31 marzo 2015 sarà estesa alle altre amministrazioni, compresi gli Enti locali. Passati tre mesi da queste scadenze, le PA non potranno più pagare senza aver ricevuto la fattura elettronica. Le modalità di funzionamento dello SdI (Sistema di Interscambio) sono state definite con decreto ministeriale n. 55 del 2013, per l’inoltro e il controllo dei file.

Coltrinari, sembrerebbe una norma utile

Si base sul principio della semplificazione, tuttavia la vita delle imprese si complica, specialmente per i piccoli artigiani che dovranno adeguarsi con il software, in file XML con la firma elettronica digitale certificata, resa obbligatoria dal d. lgs. n. 235 del 2010.
Anche i comuni devono ricevere le fatture con questo formato. Dubito che tutti possano adeguarsi nei tempi stabiliti.

Lei non è favorevole alla digitalizzazione?

La digitalizzazione è essenziale, il principio è lodevole: critico però il metodo, purtroppo macchinoso. Prendiamo in considerazione i piccoli lavori. L’azienda o acquista il software, o ricorre al commercialista, rischia di avere costi di gestione superiori all’importo della fattura, cosa paradossale ma tipicamente italiana Aggiungiamo che la fattura va conservata in digitale per 10 anni presso un ente certificatore e catalogatore con ulteriore costo ed il quadro è completo.

Cosa propone per rimediare al problema?

Per ovviare al problema, la camera di Commercio ha messo a disposizione gratuitamente lo spazio per trenta fatture, comunque non risolve la situazione. La soluzione sarebbe la PEC (posta elettronica certificata) con cui inviare la fattura stampata a firma digitale, senza nuovi programmi e archiviazioni che aumentano costi e tempi. Voglio fare un esempio: la Polizia per le piccole riparazioni rischia di non trovare più artigiani disponibili perché antieconomico.

Il Ministero commenta così la legge: «Un’opportunità di evoluzione per una gestione trasparente, più efficiente ed efficace del rapporto PA-cittadini».

Rispondo troppo facile: prima bisogna costruire le infrastrutture informatiche e organizzare bene il funzionamento, , poi lo sviluppo viene da sé. In Italia abbiamo un milione e duecento mila piccole imprese artigianali e commerciali che sono la vera ricchezza del paese, non si può continuare a danneggiarle così, altrimenti nel prossimo futuro scompariranno non essendoci più ricambio: infatti quanti giovani sono invogliati ad investire nel nostro paese? La piccola impresa è ancora capace di mantenere l’occupazione e l’economia, rispondendo alla crisi senza licenziamenti: per essa occorrono norme utili come questa evitando applicazioni cieche come questa che favoriranno sole le multinazionali. Il danno ricadrà anche sui piccoli comuni che, oltre alla struttura, devono dotarsi o formare personale qualificato.
Risultato: niente trasparenza, niente efficacia e niente più investimenti.

Commenti

commenti

Articoli Correlati

In caricamento...

Lascia un commento