Concorso di Poesia

Fermo – Brambatti e Bagalini, ci sono le dimissioni

Nella Brambatti e Manolo Bagalini nel giorno delle dimissioni

Dimissioni protocollate, la Brambatti se ne va.
Nella conferenza stampa di questa mattina il sindaco tira con difficoltà i remi in barca ricordando che in una città capoluogo come Fermo non può esserci spazio per dinamiche personalistiche.
Non ci sono più i numeri per andare avanti, prende atto la Nella e con lei il segretario del PD Manolo Bagalini che ci tiene a ribadire che non c’è stato nessun complotto con SEL per silurare l’amministrazione ma anzi, per lui è una triste fine, visto che gli è stato chiesto di dimettersi.
La Brambatti legge fiera il suo documento, quasi a dimostrare che le chiacchiere politiche rimangono tali davanti ai ragguardevoli risultati raggiunti negli anni della sua legislatura su questioni complesse come il parcheggio Area Vallesi, l’Asite, i derivati etc. con un occhio attento alle fasce più deboli, alla tutela dell’ambiente e alle opere pubbliche come il Centro Montessori, Fontevecchia e Pacini e un impegno affrontato pressochè in autonomia nel far fronte alle conseguenze delle calamità naturali come alluvioni e nevicate.
“Abbiamo gestito la città in modo sano” – dichiara la Brambatti – “questa interruzione anticipata è un danno. Chi l’ha causato non ha pensato alla città ma è stato mosso da motivi personalistici.
Bisognava trovare la maturità giusta internamente alla maggioranza per arrivare a delle soluzioni mentre non si è stati in grado di individuare in sintesi le vere cose importanti. E’ stato poco serio che siano state prese delle decisioni ancor prima della lettura del mio documento”. “Quanta rapidità nel decidere” – pungola la Brambatti – “una rapidità che non hanno mai avuto quando c’era da prendere decisioni serie per la città”.
Sarcasmo e amarezza nelle parole del Sindaco con un Bagalini accanto piuttosto a disagio:
“Il dato certo è che il progetto politico del sindaco Brambatti è finito e forse alcuni errori sono a monte, già in alcune scelte del 2011. Sono molte le congiunture che hanno portato a quello a cui assistiamo oggi, dalle scelte di SEL a quelle di Giulia Torresi di uscire dalla maggioranza, alle dimissioni dell’assessore Fortuna. La coerenza è stata quella di non volersi allargare a una nuova maggioranza come fatto in altri comuni. Il partito mi ha chiesto di andarmene, lo faccio, ma non mi sento completamente responsabile, il mio mandato è iniziato solo nel 2013”.

Una doppia dimissione dunque ma il sindaco ci tiene particolarmente a non mischiare le carte: “Mi dimetto da sindaco perchè non ci si sono più i numeri per andare avanti” – specifica la Brambatti – “Le logiche e le dinamiche interne al PD non le conosco e non mi riguardano. Mi auguro comunque che il partito riesca a trovare delle figure interne di riferimento”

Tutti a casa dunque, 20 giorni ancora di ordinaria amministrazione e ci si preparerà al dopo. Nonostante la pioggia, che oggi faceva davvero sembrare la piazza se possibile ancora più desolata, Maggio è vicino.

IL COMUNICATO UFFICIALE
Gli equilibri della maggioranza, divenuti oggi precari a causa della ben nota inferiorità numerica in Consiglio Comunale, non consentono oramai di poter tradurre in percorsi operativi progetti significativi per questa città, alcuni dei quali seguiranno comunque il loro iter indipendentemente dalla presenza del Sindaco e della Giunta, mentre altri subiranno arresti o ritardi che potrebbero rivelarsi estremamente negativi per la città e per il territorio”.

Questo l’esordio del documento politico di cui il Sindaco Nella Brambatti ha dato lettura nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha ufficializzato di aver protocollato le proprie dimissioni dalla carica e con cui ha spiegato le motivazioni che l’hanno portata ad assumere questa decisione.

“Dunque – ha proseguito il Sindaco – l’interruzione anticipata della legislatura, a solo un anno dalla sua scadenza naturale, è stata determinata non dalla volontà del Sindaco ma dallo sfaldamento progressivo di questa maggioranza, che ha registrato al suo interno differenti prese di posizione su alcune questioni essenziali per la città.

L’azione amministrativa ha fatto, comunque, il suo corso conseguendo ragguardevoli risultati. Il futuro della città sarebbe stato compromesso se l’Amministrazione non avesse immediatamente affrontato e risolto questioni pesanti come macigni che sarebbero costate ai cittadini milioni di Euro, se non addirittura causare il dissesto del Comune di Fermo, come ad esempio: derivati, dissesto dell’Asite, convenzione per la gestione del parcheggio dell’Area Vallesi”.

Il sindaco ha spiegato anche che “da giugno 2011 a dicembre 2014 sono stati realizzati 100 interventi di opere pubbliche per un impegno finanziario di oltre 20 milioni di €, tra cui: nuovo Centro di Riabilitazione Socio Sanitario Montessori; Centro Diurno Socio Educativo Monte Pacini; restauro Fontevecchia.

Nel 2015 avranno, comunque, inizio e si completeranno – nonostante l’interruzione della legislatura – 20 nuove opere per un investimento complessivo di circa 7 milioni e 800 mila euro, tra cui: risalita meccanizzata sul versante nord dal maxiparcheggio; scogliere a difesa della costa a San Tommaso; Asilo Nido; riqualificazioni aree verdi e parcheggi a Capodarco, Lido, Torre di Palme”.

“Tutti questi investimenti – ha proseguito il sindaco – sono stati effettuati accendendo solamente nuovi mutui per € 1.254.000, riducendo l’indebitamento complessivo del Comune da 60 milioni di euro (debiti 2011) a 51 milioni (debiti 2014), nonostante la consistente riduzione di trasferimenti dello Stato e degli oneri di urbanizzazione per almeno 5 milioni di euro”.

E ancora: la riqualificazione della città e del territorio attraverso la predisposizione del bando per il rifacimento della pubblica illuminazione in ottica smart cities e con il protocollo di intesa “Fermo Network” tra i Comuni di area, finalizzato alla presentazione di progetti integrati sui fondi comunitari.

Sui risultati ottenuti: “il significativo avanzamento nella raccolta differenziata dei rifiuti, che alla fine del 2014 ha raggiunto il 50% circa, con un avanzamento di oltre 10 punti rispetto al 2013, la riduzione del consumo di suolo con l’approvazione delle varianti alle zone B e zone C che determinano la cancellazione di complessivi 140 mila metri cubi di cemento realizzabili, nonché lo sgravio fiscale per i cittadini detentori dei terreni prima edificabili”.

“In tema di urbanistica – ha proseguito il sindaco – la questione di via Respighi nasce nel corso delle precedenti Amministrazioni. Rimane incontrovertibile che il primo permesso a costruire è stato rilasciato nel 2006 e che, durante questa Amministrazione, oggetto di pesanti attacchi sull’argomento, sono stati adottati i provvedimenti di annullamento di permessi edilizi irregolari. Per Via Respighi, nonostante la volontà di risolvere la problematica e tutelare i posti di lavoro che avrebbe offerto l’insediamento della Coop, la soluzione della vicenda è vincolata all’esito dell’indagine giudiziaria tuttora in corso. Per i Lotti di Casabianca è stato avviato un percorso di valutazione di diversa destinazione urbanistica.

Certamente l’arresto della procedura di vendita di una quota minoritaria della Solgas costituirà una rilevante perdita economica e di opportunità per la città, come sottolineato dallo stesso Amministratore Delegato Ercoli.

Noi siamo convinti – ha concluso il Sindaco – che l’interruzione anticipata di questa Amministrazione costituisca un danno per Fermo. Chi ha determinato questo risultato non ha certo pensato al BENE COMUNE della nostra città, ma piuttosto al proprio tornaconto personale o partitico, con strategie che nulla hanno a che vedere con la soluzione dei problemi che i cittadini attendevano quando ci hanno espresso la loro fiducia”.

Il Sindaco ha anche aggiunto: “il lavoro fatto fino a questo momento da questa Amministrazione Comunale ha seguito due direttrici: quella della presa d’atto della situazione economica ereditata e quella della progettualità propria, considerando i ridotti trasferimenti statali agli Enti Locali. Sulla questione Asite e Solgas, ho ritenuto opportuno confermarne i Cda per il lavoro fatto fino a questo momento e per l’impegno profuso e soprattutto perché ritengo che questi incarichi rientrino nelle prerogative di chi governa democraticamente una città, non possono essere lasciati al Commissario o ai dirigenti”. Sugli assessori ha inoltre affermato: “gli avvicendamenti che si sono susseguiti non sono avvenuti per incompatibilità ambientale con la sottoscritta, alcuni li ho scelti personalmente, altri mi sono stati proposti dalle forze politiche, i cambi in corsa possono essere anche naturali e rientrare nella logica della dialettica politica. Chi vorrà costruire una campagna elettorale dovrà partire da quanto realizzato o comunque impostato da questa Amministrazione Comunale”.

Sulle dimissioni: “le rassegno – ha detto il Sindaco – alla luce di una palese mancanza di numeri nella maggioranza, le dinamiche interne al Partito Democratico mi sono estranee, non è possibile associare le dimissioni del segretario dell’Unione Comunale del Pd con quelle del sindaco. Invito il partito a recuperare al suo interno figure di riferimento, referenti per settori come ad esempio la scuola, la sanità, la cultura. Facendo un bilancio di questi soli tre anni e mezzo di mandato il progetto che più ha inorgoglito il sindaco è stato quello di “aver voluto che si realizzasse a San Claudio un Centro Servizi per bambini diversamente abili, che sarà pronto per la fine del 2015, non un brefotrofio, ma un Centro accogliente in grado di dare quelle risposte assistenziali necessarie per una categoria indifesa e bisognosa”.

Ora, così come previsto dal Testo Unico degli Enti Locali, le dimissioni dovranno attendere che trascorrano 20 giorni prima di diventare definitive.

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