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Fermo – Case popolari Area ex Marinelli. La risposta dell’Amministrazione Comunale

Fermo - Case popolari Area ex Marinelli. La risposta dell’Amministrazione Comunale

In riferimento alla lettera aperta firmata da alcuni residenti del centro storico di Fermo sono necessarie valutazioni nel merito di affermazioni che, con modalità subdole, nascondono un atteggiamento di paura verso l’altro, soprattutto se di etnia diversa.

Ai “Cittadini e residenti interessati” che affermano di aver appreso “fortuitamente” la destinazione a residenziale pubblico dell’Area ex Marinelli, ricordiamo che le scelte dell’Amministrazione Comunale sono state presentate ampiamente a marzo 2014 con una conferenza stampa alla presenza dell’assessore regionale con delega all’edilizia Pubblica Antonio Canzian e a più riprese sulla stampa locale in altre occasioni. In sede di conferenza stampa è stato annunciato il piano di Edilizia Residenziale Pubblica: l’arrivo di 23 nuovi alloggi per una superficie complessiva di 1702 metri quadri con un importo totale superiore ai due milioni di euro. Il Piano, in fase di realizzazione dall’Erap Marche-Presidio di Fermo e dal Comune di Fermo, prevede quattro interventi, fra i quali appunto la risistemazione della zona urbana in via Migliorati (Area ex-Marinelli), zona ex Frantoio, per 8 nuovi alloggi che, precisa l’Erap, sono alloggi di taglio medio/piccolo con un nuovo apporto complessivo di 19 persone. Si sottolinea inoltre che la progettazione, approvata ed appaltata dal Comune, ha tutte le autorizzazioni necessarie, compresa quella della Sovrintendenza dei Beni Architettonici

Alla luce dei contenuti della lettera è necessario ribadire le motivazioni che sono alla base dell’iniziativa. Il recupero abitativo è in primo luogo necessario per riqualificare il patrimonio pubblico e fermare il degrado urbano. Una scelta orientata all’utilizzo del patrimonio immobiliare esistente evitando ulteriore consumo di suolo. Destinare l’area ex Marinelli ad edilizia pubblica significa inoltre fornire opportunità ai giovani in un periodo nel quale la casa è diventata un sogno e riportare nuova vita nelle vie del centro storico.

In merito alle preoccupazioni relative ai parcheggi, al traffico e al presunto pericolo in termini di sicurezza, l’Amministrazione sottolinea che la questione sarà risolta in considerazione degli spazi a disposizione nella zona. L’impressione, da un’attenta lettura della missiva e del dibattito scatenato dalla stessa anche in alcuni siti di informazione, è che i firmatari siano animati da timori d’invasione tipiche della paura dell’estraneo, percezione che attraverso l’evoluzione culturale e relazionale viene generalmente superata, ma che in tempo di crisi evidentemente riaffiora, con gli allarmismi che possiamo chiaramente constatare espressi in termini di intolleranza.

“La costretta convivenza” con “persone di altra etnia” rappresenta un’affermazione grave molto lontana dall’integrazione sociale e dal rispetto per l’altro. Il più delle volte a maturare i requisiti per l’assegnazione di un alloggio popolare sono famiglie italiane in gravi difficoltà economiche. Per tutti i casi in cui l’alloggio spetti a persone di altra etnia, la valutazione da fare è una soltanto: i diritti sono uguali per tutti. È questo “l’approccio intelligente” necessario nella nostra comunità.

 

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