Fermo – Centrale Biomasse, l’affondo di Vagnoni di Federazione Civica del Fermano

Fermo - Centrale Biomasse, l'affondo di Vagnoni di Federazione Civica del Fermano

Continua a far parlare la sentenza del Consiglio di Stato rispetto a un nuovo VIA per la costruzione di una centrale a biomasse nello stabilimento Ex Sadam.
Dopo che tutti gli attori si sono detti soddisfatti della sentenza e si ricomincia a parlare fattivamente di una valida alternativa alla Centrale arriva il commento di Tiziano Vagnoni di Federazione Civica del Fermano:

“I politici di ” lungo corso ” si sa non sempre traboccano di buona memoria, ma vogliamo sempre credere alla loro buona fede. Nonostante ciò ci sorprendono alcune dichiarazioni ed alcune aperture, tardive di alcuni anni seppure sempre apprezzabili, lanciate da qualche notabile fermano all’indomani della decisione del Consiglio di Stato in merito all’ex Sadam.

In particolare ci lasciano particolarmente perplessi due aspetti di queste affermazioni.

Innanzitutto, quasi come in un commento postelettorale, non ci sono perdenti, ma solo vincitori. Tutti soddisfatti, se non fosse che i contendenti, da una parte l’azienda e dall’altra istituzioni, cittadini ed ambientalisti, sono su posizioni largamente antagoniste condensate in un laconico centrale sì, centrale no. Di certo i perdenti sono i contribuenti ­ questi ultimi detti anche cittadini ­ che si troveranno a pagare un conto da centinaia di migliaia di euro tracontenzioso legale e risarcimento.

Il secondo aspetto che ci frastorna è l’aver sentito annunciare una diversa possibile ipotesi per l’area ex Sadam. Si, ci lascia interdetti perché in tempi veramente non sospetti ­ parliamo del 2011 ­ avevamo avanzato l’idea che l’impasse potesse essere superata con una destinazione diversa della superficie: ospedale di zona ed altro.

La proposta fu girata innanzitutto in Regione, ma anche alle amministrazioni comunale e provinciale. Gli enti coinvolti avrebbero potuto adoperarsi in tal senso e con il supporto della conferenza dei sindaci avviare le trattative con la società ex Sadam.

Per l’azienda, cui la proposta era stata presentata informalmente ricevendone un parere preliminare positivo, poteva essere l’avvio di un reale e concreto progetto di riqualificazione e bonifica dell’area. Per i cittadini avrebbe costituito l’accantonamento definitivo della realizzazione di una centrale a biomasse, assolutamente deleteria ed impattante per la zona.

Per tutti si sarebbe trattato finalmente di una seria e rigorosa riconversione ambientale, urbanistica e sociale dell’area.

La principale preoccupazione per la costruzione del nuovo ospedale era ed è il costo totale previsto per l’opera che supera ampiamente i 75 milioni di euro forse non più disponibili da parte della Regione Marche. Perché allora non pensare ad un ‘Progetto di finanza’ che potrebbe offrire alla Regione le risorse mancanti e darebbe inoltre la certezza del completamento del principale nosocomio fermano in tempi ragionevolmente brevi?

Noi lo avevamo chiesto con forza sostenuti da dati tecnici ed ambientali e da un approfondito studio di fattibilità, certi che questa sarebbe stata l’unica e forse la migliore soluzione

Noi ora abbiamo cambiato nome, ma abbiamo le stesse idee e siamo sempre disponibili a collaborare altri invece hanno conservato la denominazione però con convinzioni adesso ben diverse. Rimaniamo comunque convinti che alla fine, per dipanare una matassa così tanto aggrovigliata, potrebbe convenire riprendere la trattativa con il gruppo Maccaferri coinvolgendo anche le organizzazioni sindacali e nello specifico la R.S.U. della ex Sadam.

Basterebbe mettere da parte pregiudizi inutili e sterili tornaconti politici.”

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