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Fermo – CGIL: “Chi amministrerà la città per i prossimi 5 anni?”

Fermo - CGIL: "Chi amministrerà la città per i prossimi 5 anni?"

In una situazione politica fermana sempre più intricata tra coalizioni improbabili, aspiranti candidati sindaco che non trovano la via, spaccature e ripensamenti la CGIL mostra tutte le sue perplessità:

“I nodi che devono essere sciolti per il rilancio della città capoluogo sono molti. Il confronto su come affrontare i veri problemi deve caratterizzare il dibattito della campagna elettorale già iniziata. La CGIL, a partire dall’assemblea degli iscritti di Fermo che terremo nella sede di Via dell’Annunziata, giovedì 23 aprile ore 21,00, punta a sollecitare i vari schieramenti a cimentarsi sulle proposte concrete coerenti con un’idea di città da perseguire.

La risposta alla domanda del titolo non ce la darà l’esito delle elezioni. Perché, a prescindere da chi sarà eletto sindaco, bisogna liberare la città prigioniera della crisi e di una dirigenza amministrativa che impedisce sviluppo e crescita democratica.

Le chiavi della città ce le avrà il sindaco e la sua nuova amministrazione o, continueranno ad essere detenute da una dirigenza che, tra l’altro, si è dimostrata pienamente inefficiente, non in grado di gestire il personale e responsabile di vicende che hanno ferito e continuano a ferire gravemente la città?

In occasione dell’approvazione del bilancio del comune di Fermo, agosto 2014, segnalammo le mancate disponibilità  dovute a imprudenti tecniche contabili con le quali per anni si sono riportati crediti non esigibili nelle poste di bilancio. 2 milioni di euro da recuperare nella prossima programmazione triennale che comporta nuovi tagli alla spesa e la necessità di riorganizzare la struttura amministrativa.

Non c’è stata l’analisi da noi proposta sulle cause e le responsabilità che hanno determinato tale situazione di crisi e le azioni conseguenti di razionalizzazione. Oltre a premiare proprio i responsabili della crisi (sic!), l’unica scelta adottata è stata il taglio degli organici che erano già in sofferenza. I famosi prepensionamenti hanno lasciato sulle spalle dei dipendenti superstiti carichi di lavoro più gravosi e contribuito ad acuire un clima già sofferente per l’incapacità dei dirigenti. In alcuni uffici si stanno consumando vere e proprie aggressioni contro i dipendenti, che non possono permettersi neanche il “lusso” di ammalarsi, da parte di dirigenti in preda a nevrosi da onnipotenza, tanto che i lavoratori hanno chiesto un trasferimento in massa.

La tensione è destinata a salire a fronte di inevitabili drastici ridimensionamenti in settori nevralgici dell’amministrazione (anagrafe) a corto di organico dopo i prepensionamenti.

Tutto ciò è la conseguenza di una pervicace  e irresponsabile volontà di non confrontarsi per discutere sui servizi che andavano in sofferenza e su quali misure adottare per avviare una riorganizzazione che garantisse un minimo di efficienza!

Un altro nodo da sciogliere è il grado di trasparenza e partecipazione che, in primis, è la stessa struttura amministrativa ad ostacolare.

Affermare la trasparenza e partecipazione è una condizione sine qua non per l’auspicato rilancio della città.

E’ prioritaria l’applicazione sostanziale e non di facciata, della legge anticorruzione. Al comune di Fermo ci sono dirigenti che occupano lo stesso incarico da decenni; la rotazione è inesistente; proliferano incarichi plurimi ed intrecciati; premi ad personam e penalizzazioni sono realizzati arbitrariamente, senza criteri meritocratici e senza confronto; vige una stupida disparità di trattamento come quella dei buoni pasto; c’è assenza di progetti premianti per l’efficienza e l’innovazione dei servizi; è instaurato da anni un clima di intimidazione in contrasto alla denuncia dei malfunzionamenti; strutture di controllo, inerenti gli aspetti fiscali e tariffari (false residenze), sono state smantellate; vige una gestione degli appalti “nostrana” ed opaca che costringe ad affrontare varie emergenze lavorative; si spreca attraverso l’eccesso di contenziosi che significano parcelle legali e sentenze esecutive il cui costo va oltre i 500mila euro.

Tutto ciò dovrebbe imporre l’obiettivo di cambiare la struttura dirigenziale che, a dispetto di ogni buon senso, continua a godere di premialità immeritate e privilegi, insieme ad un primato improprio sulla politica.

Il nostro obiettivo resta il vero cambiamento attraverso la conquista dell’efficienza, trasparenza e partecipazione nella Pubblica Amministrazione, con la valorizzazione delle professionalità, della qualità del lavoro e il rispetto dei diritti e della dignità di ogni lavoratore. Da tutto questo dipendono la qualità e quantità dei servizi alla città.

Vogliamo sapere se chi si candida ad amministrare Fermo condivide queste nostre valutazioni e gli obiettivi conseguenti che, oltre al primato democratico e programmatorio della politica, mirano ad affermare fierezza e dignità per chi  lavora in un suo Ente locale, in una città che deve poter continuare ad aspirare ad essere accogliente, vivibile, democratica, solidale e progressista.”

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