Fermo – Di Ruscio sfoga le delusioni contro i suoi. Che sia pronto per Ceriscioli?

Fermo - Di Ruscio sfoga le delusioni contro i suoi. Che sia pronto per Ceriscioli?

Sente l’esigenza di sfogarsi Saturnino Di Ruscio, di raccontare tra amarezza e voglia di combattere le vicissitudini delle ultime settimane.

Un nome, quello di Di Ruscio, emerso su più fronti, come candidatura certa sul fronte Spacca e poi come possibile candidato sindaco di Fermo.

Tutto però si è fermato. E Di Ruscio ci tiene a far sapere a tutta la popolazione, telecamera accesa, la sua storia.

“C’ è tanta falsità e doppiezza intorno a noi “ – inizia Di Ruscio – “In autunno fui contattato da Spacca per un nuovo progetto politico alternativo al PD: mi interessava ma ero stato chiaro : non volevo che il mio nome fosse strumentalizzato. Ci sono stati diversi incontri, dovevo essere il capolista e partecipare alla costruzione della lista.”

Un progetto regionale che si concretizzava dunque mentre l’incertezza sul fronte città di Fermo faceva nascere in Di Ruscio anche la volontà di attivarsi per portare un giovane capace di riaggregare il centro destra alla candidatura di Sindaco. Il nome c’era, ed era quello di Cerolini. “Mi fu risposto che correndo per le regionali non potevo permettermi di decidere anche per le candidature a primo cittadino di Fermo e così Cerolini dovette fare un passo indietro”.

Arrivò poi la candidatura di Catalini, e poi quella di Torresi e il centro destra praticamente non esisteva più.

Ma la sorpresa più grossa, quella delle regionali, doveva ancora arrivare: “ Il punto è stato questo: se fossi entrato in lista io si sarebbe dovuta tirare indietro la Malaspina e Cesa avrebbe ritirato di conseguenza l’area popolare. Così, si è scelto di sacrificare l’area Di Ruscio”.

Di Ruscio parla con la delusione di chi è stato tradito e a supportarlo per raccontarci i fatti in ordine cronologico il suo “fratello maggiore” Carlo Labbrozzi: “C’ero anch’io in quegli incontri e mercoledì scorso al mattino sul tavolo di Spacca erano pronte le liste. Per la provincia di Fermo Di Ruscio era “capolista con ruolo coordinamento politico. Giovedì sera c’è stata la chiusura delle liste e Saturnino era stato escluso. Qualcuno ha messo il veto. Si capisce subito quello che stanno cercando di fare: a rappresentare Fermo non vogliono uno di peso come Di Ruscio, preferiscono rimanere come 4 province e non 5 per spartirsi meglio i fondi regionali. “

L’ex sindaco di doppio mandato di Fermo avrebbe portato le sue competenze e le sue richieste in regione ma, vista l’esclusione, Di Ruscio ha iniziato a ripensare a una sua candidatura su Fermo città.

“La gente mi è stata vicina, mi chiedeva di riscendere in campo in maniera diretta. Un calore che però si è scontrato con la freddezza della coalizione di centro destra, di Torresi, di Catalini: rivali in corsa che però non esitano a dire che si unirebbero se si trattasse di sconfiggermi. E non è una novità: chi sappiamo noi più volte ha ribadito che meglio perdere le elezioni e Fermo che veder vincere Di Ruscio. Un film che ho già visto nel 2009. C’è chi mi parla di licenziamenti, chi minaccia rendicontazioni elettorali nei miei confronti. Con un clima così, dove la mia candidatura crea solo più rancori che altro e con tutti contro, chi si candiderebbe a posto mio?”

Riflettori dunque spenti ancor prima di accendersi sulla possibilità di una nuova corsa al palazzo comunale per Di Ruscio che però non vuole accantonare il suo impegno: “ Non accetto di far parte di liste di appoggio a Spacca perché chi tradisce una volta lo fa sempre ma non smetterò di occuparmi del bene della mia città solo a causa di 4 politicanti da strapazzo.”

Voci di corridoio di stamattina lo danno già in appoggio a Ceriscioli.

Aspettiamo ancora una volta le sorprese della fanta politica fermana.

 

 

 

Commenti

commenti

Articoli Correlati

In caricamento...

Lascia un commento